No alla discriminazione delle persone GLBT



Al Forum Umanista Europeo di Milano si è parlato di diritti delle persone GLBT con la conferenza Porre termine alla discriminazione delle persone GLBT oggi e non domani cui hanno partecipato come relatori Grigoris Vaillanatos, Helen Ibry, Deborah Lambillotte, Aurelio Mancuso e Marianella Kloka. Ai conferenzieri è stato chiesto sia di esporre le situazioni di discriminazione nei confronti delle persone GLBT che vivono in Europa, sia di proporre possibili strade per migliorare la condizione di vita di milioni di cittadini dell’Unione Europea.
Nessuno dei relatori ha potuto affermare che la discriminazione nei confronti di gay, lesbiche, trans e bisessuali sia stata sconfitta. Certo, ci sono Paesi dell’Unione Europea nei quali si sono fatti grossi progressi, ma altri in cui sembra che l’intolleranza nei confronti delle persone GLBT sia tornata a livelli altissimi.
Deborah Lambillotte ha ricordato che la discriminazione nei confronti delle persone GLBT nasce dal fatto che su chiunque è possibile “mettere delle etichette” partendo dalla determinazione del sesso biologico e ha invitato a eliminare dai certificati di nascita l’indicazione del sesso biologico, in quanto per determinare l’identità di una persona concorrono sia il sesso biologico (“ciò che c’è tra le gambe”), sia l’identità di genere (come una persona si sente di essere), sia l’espressione di genere (come una persona interagisce con la società) e sia l’orientamento sessuale.
Sono stati, poi, elencati i “poteri forti” che alimentano la fiamma dell’intolleranza: la chiesa cattolica, quella ortodossa, i fondamentalismi islamici.
Per il “caso Italia”, inoltre, Aurelio Mancuso ha posto l’accento sul fatto che i politici italiani hanno “appaltato alla chiesa cattolica il sistema dei valori” in tal modo, nei fatti, scomparendo. Il presidente di Arcigay ha poi proposto cinque azioni per combattere la discriminazione in Italia:
  • maggiore autonomia del movimento GLBT da qualsiasi partito politico;
  • che il movimento si faccia rappresentante diretto delle persone GLBT con una soggettività politica diretta;
  • che si stringano alleanze con i soggetti che si battono contro tutte le forme di discriminazione;
  • che si realizzino importanti momenti di visibilità;
  • che, con le prossime imminenti elezioni europee, si costruisca un’Unione Europea sensibile alle questioni GLBT.

In ultimo è stato ricordato come tutte le persone siano uguali e abbiano diritto al rispetto delle loro differenze.

Di seguito l'intervista che abbiamo fatto ad Aurelio Mancuso.