Peggio di 10 anni fa

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Nel 2000 Ezio Menzione ha pubblicato un libro che faceva il punto sui diritti delle persone omosessuali (Diritti dei gay. Istruzioni per l’uso). Il volume era organizzato a mo’ di FAQ (Frequently Asked Questions) e, appunto, poneva alcune domande cui rispondeva citando cosa diceva la legge, essendo l’Autore un avvocato.
Il libro letto oggi è, purtroppo (verrebbe da dire) ancora in massima parte un valido strumento, mentre per alcune questioni risulta essere datato in quanto la legislazione italiana è cambiata. In peggio.
Infatti, ciò che dieci anni fa era ancora possibile “escogitare” per aggirare un divieto esplicitato dalla legge o praticato per abitudine, oggi, a causa di norme sempre più restrittive e discriminatorie, non è più possibile attuare. Si veda, ad esempio, tutta la questione delle fecondazione assistita che, non solo nega alle persone glbt la possibilità di diventare genitori, ma, genericamente (in nome di ideali davvero poco condivisibili) si accanisce contro le donne che hanno difficoltà a restare incinte.


Ciò che però colpisce dolorosamente del libro di Menzione è che dieci anni fa si percepiva (e lo di legge bene dalle parole dell’Autore) una speranza e una voglia di cambiamento che oggi si stenta a leggere nei discorsi di troppi italiani che dovrebbero decidere e portare l’Italia in Europa.
L’elenco dei diritti negati alle persone glbt era, in qualche modo, “alleggerito” da Menzione da riferimenti a quanto si stava facendo o si poteva fare per mitigarne l’azione o contrastarla definitivamente.
Un controcanto che oggi non si ascolta più, o non lo si sente con quella frequenza che, invece, ci si aspetterebbe in un Paese come il nostro nel quale si vive una grave crisi democratica (di cui la discriminazione verso le persone glbt è un segno palese quanto preoccupante).
Il libro si interrogava anche sulle cause che rendevano (e rendono) l’Italia un paese fuori dalla modernità europea, cause che, purtroppo, sono ancora attuali: l’ingerenza della Chiesa cattolica nei fatti della vita civile del nostro Paese; il servilismo di troppi politici nostrani ai dictat del Vaticano e, infine, la “mollezza” e la frammentarietà dei movimenti che si occupano dei diritti delle persone glbt che non sanno rivendicare con forza i diritti negati. Si aggiunga a ciò, la paura di molte persone glbt italiane a “venire allo scoperto”, facendo apparire la comunità come composta da un numero tutto sommato esiguo di individui e, dunque, ininfluente.
Menzione, infine, da avvocato, vedeva nel diritto al matrimonio la soluzione per molte (se non tutte) le discriminazioni di cui le persone glbt sono fatte oggetto in Italia.
Un libro che merita di essere riletto e da cui, magari, far ripartire le azioni di contrasto alle discriminazioni.