Piuttosto che dire un'ovvietà...

In Italia si sente spesso qualche esponente della comunità GLBT dichiarare che in questo o quel settore della vita civile ci sono persone GLBT. Dichiarazioni inutili per la loro ovvietà: è assolutamente lapalissiano che ci siano persone GLBT in tutti, ma proprio tutti, i settori della vita civile (o incivile), dalla magistratura allo sport, dalle forze dell’ordine alla criminalità organizzata, dal giornalismo alla politica...

A chi servono tali ovvie dichiarazioni?


  • Alla comunità GLBT? No. Alla comunità GLBT non servono, in quanto tale comunità è assolutamente consapevole del fatto che i suoi esponenti si trovino e vivano in ogni dove.
  • Alla comunità eterosessuale? Forse. Forse gli eterosessuali hanno bisogno di sentirsi dire che le persone GLBT esistono. Ma, forse, serve a quegli eterosessuali che vivono in un mondo tutto loro...
  • Agli omofobi? No! Gli omofobi già vedono il “pericolo GLBT” ovunque! Loro sanno che le persone GLBT esistono ed è questo che li infastidice!
  • Alle “velate” che non hanno il coraggio di dichiararsi? No e sì. No se a tali dichiarazioni non segue un coming out da parte di quelle persone GLBT che si sono sentite chiamate in causa dalla dichiarazione stessa (e spiace dire che non segue quasi mai un coming out!). Sì, se alla dichiarazione segue coming out, in quanto potrebbe aiutare “le velate” a fare, a loro volta, coming out.
  • A chi fa tali dichiarazioni? Sì, sempre, perché dà loro ampia visibilità, dato il can can mediatico che esse, inspiegabilmente, suscitano.


Tali dichiarazioni inutili per la loro ovvietà servono alla causa GLBT? No, perché senza un nome e un cognome esse potrebbero essere scambiate per insulti, piuttosto che essere vissute come “rivendicazioni” di appartenenza.
In altre parole, dire che tra questo o quel gruppo c'è un numero X di persone GLBT, agli occhi di qualcuno potrebbe sembrare quasi un voler accusare quel gruppo di essere in qualche modo “contaminato” dalla presenza di persone GLBT.
Altra e ben diversa cosa, invece, è dire: la persona XY  è gay/lesbica/bisessuale/transessuale e non ha alcun problema a farlo sapere. Questo sì che serve!
In ultima analisi, dati i pro e i contro sopra elencati, ritengo che, se non è possibile fare i nomi e cognomi, piuttosto che dire un'ovvietà, sia preferibile tacere.

Vedi anche: Visibilità.