L'omofobia interiorizzata dei machi cubani

Machi di carta  di Alejandro Torreguitart Ruiz edito da Stampa Alternativa Nuovi Equilibri nel 2003 è un bel romanzo breve, intenso e veloce come la vita di un ventenne.
La storia è quella del giovane Maicol, omosessuale cubano che ha deciso di vivere la sua vita senza nascondersi. Tale decisione lo farà scontrare contro il muro di omofobia eretto dai maschi cubani, machi per amor di Patria: eterosessuali a parole ma, in realtà, omosessuali repressi (e per questo omofobi).
Sono molti, tanti e, forse, troppi, gli uomini cubani ai quali l’adolescente protagonista del romanzo offre il suo giovane corpo. Uomini che non ammettono di provare attrazione fisica per un ragazzo effeminato (che, spesso, si traveste) e che, forse anche per questo, agiscono con lui un sesso violento, sfrenato e pericoloso (che al masochista Maicol comunque dà piacere).
Un atto sessuale che è una parentesi nella loro vita di “specchiati” machi cubani omofobi e che chiudono, per solito, pestando a sangue chi quella parentesi ha aperto (ossia, Maicol stesso). Pestaggi che dovrebbero punire l’omosessuale dichiarato e convincerlo a tornare sulla giusta strada: quella del bravo maschio cubano, eterosesssuale fino al midollo, fino a quando non si trova davanti un adolescente promiscuo e consenziente...
Maicol è consapevole dei rischi che corre. Sa che i pestaggi sono sempre possibili e quasi si stupisce quando incontra qualcuno che non pensa solo a fargli violenza (sessuale e fisica), ma che, durante il rapporto sessuale, si preoccupa anche del suo godimento.
Sono tanti - si è detto - gli uomini con i quali Maicol va a letto e di ognuno di loro nel libro c’è una descrizione (sommaria) e il resoconto (a volte) dettagliato di quello che ha fatto con lui. Un romanzo, dunque, erotico o scabroso, a seconda dei punti di vista.
Un romanzo, ad ogni modo, “fresco”, che bene racconta della voglia di vita del protagonista, ma, soprattutto, “vero”, nel quale la realtà asfittica e omofoba di Cuba emerge senza ombre e senza paure di ritorsioni o censure: Maicol, infatti, si è trasferito in Italia per seguire Luca, un uomo italiano conosciuto all’Avana e del quale si è innamorato; ed è in Italia che scrive i suoi ricordi. Quella Italia che non capisce appieno, specie per come affronta i diritti degli omosessuali, ma che, comunque, gli dà - a differenza della sua Patria - la possibilità di essere se stesso alla luce del sole.
Un romanzo di cui si consiglia la lettura.