La pazzia di re Ludwig

Ludwig II di Baviera
Stampato ad Amsterdam nel 1937, la Finestra con le sbarre di Klaus Mann (1906 - 1949) racconta (in forma romanzata) gli ultimi due giorni di vita di Ludwig II di Baviera.
Il sovrano, in preda alla follia, tenta di mettere ordine nella sua mente nel tentativo disperato di capire come sia stato possibile che i medici abbiano potuto dichiararlo pazzo, detronizzarlo e rinchiuderlo in una stanza di uno dei suoi castelli. Stanza alla quale sono state messe delle sbarre alle finestre...
Nel ricordare caotico e frammentario, il sovrano passa dall'identificarsi con il Re Sole, al credersi il Lohengrin protagonista di una delle opere del suo amato Wagner.
Wagner di cui è stato munifico mecenate e "discepolo" e che, soprattutto, ha amato profondamente. Un amore che il sovrano, nel ricordo, non confina nella sfera puramente spirituale, ma definisce con tali parole: "Come la femmina ama il maschio, così amai Wagner".
Una dedizione, quella di Ludwig per Wagner che causò al sovrano più di un pubblico sberleffo, per quanto era smaccatamente equivoca...
Ma Wagner non fu all'altezza degli onori tributatigli da Ludwig e finì per tradirlo, causando al sovrano un dolore dal quale non riuscì più a guarire.
Un nuovo tradimento Ludwig dovette soffrire da un altro uomo amato (forse soprattutto fisicamente): il giovane attore Joseph Kainz che, raggiunto il successo sotto l'ala protettiva del sovrano, preferì allontanarsene, anteponendo la propria carriera al re.
Ludwig, nel suo tentativo di sistemare i fatti importanti della sua vita, quelli che possono avere, in qualche modo, minato il suo equilibrio mentale, ricorda anche il suo amore, ricambiato ma mai consumato, per la cugina Elisabeth: un amore che sarebbe potuto essere perfetto e felice. Ma il  destino aveva, per entrambi,  piani assai diversi...
E, infine, Ludwig, in preda al  delirio, imputa ai molti amori omosessuali vissuti occasionalmente la ragione per la quale Dio ha voluto punirlo con la follia e la detronizzazione. Amori, "vergognosi peccati", vissuti segretamente e di cui fu testimone soltanto Dio, al quale il sovrano si rivolge in preghiera chiedendogli di liberarlo della vita.
Nel suo ragionare caotico e inconcludente, Ludwig pianifica anche una via d'uscita dalla sua attuale degradante condizione. Strategia che, frammista al desiderio di morte, egli tenta di attuare, finendo col morire per annegamento (non si sa se per errore o per scelta).
Un racconto, quello di Mann, edito in Italia da SE nel 2003, davvero molto ben scritto, documentato (per quanto romanzato, specie nel finale post mortem di Ludwig) e assai bello che merita di essere letto con attenzione.
Il volumetto dell'edizione in lingua italiana è arricchito da alcune foto dei protagonisti del racconto.