Turchia: nuove disposizioni su esenzione da servizio militare perché gay

In Turchia i soldati omosessuali devono tenere nascosto il proprio orientamento: la situazione che i gay vivono in quel periodo, quindici mesi, in cui dura il servizio militare, obbligatorio per tutti gli uomini, senza nessuna possibilità di obiettare (e previsto dalla stessa Costituzione turca come "un diritto e un dovere"), è piuttosto difficile, in un contesto generale e culturale in cui dichiarare il proprio orientamento sessuale non comporta conseguenze piacevoli, esponendo il soggetto a rischi e pericoli, discriminazioni ed esclusioni nei luoghi di studio e di lavoro, in famiglia, tra i conoscenti.


Il numero di soldati che prendono parte alle fila dell'esercito turco è elevato, essendo lo stesso uno dei più imponenti e numerosi del vecchio continente.
In Turchia l'omosessualità non è reato penale, ma, spesso, molti gay sono vittime di aggressioni, verbali e fisiche, e, altrettanto spesso, la pubblica sicurezza è reticente a intervenire per tutelare la persona minacciata, mentre in alcuni casi la stessa Polizia di Stato è stata autrice di atti di discriminazione e di violenza nei confronti di cittadini omosessuali. 
Essere omosessuali ed essere stati considerati idonei, nascondendo il proprio orientamento, a svolgere il servizio militare, oppure essere omosessuali ed essere soldati di professione, diventano due aspetti molto critici e difficili da vivere e affrontare: molteplici episodi di aggressione fisica e di violenza sessuale sono stati denunciati da parte di militari in servizio all'interno dell'esercito, ma questi drammatici fatti non hanno, sostanzialmente, sollecitato le autorità preposte a mutare negli ultimi anni il clima, oppressivo e persecutorio, a cui continuano a essere sottoposti i gay arruolati.
È da qualche settimana, però, che le autorità pubbliche turche hanno deciso di modificare un aspetto fondamentale delle modalità di ammissione o di esenzione dal servizio militare obbligatorio: non sono più previste, infatti, le umilianti prove a cui un ragazzo doveva sottoporsi di fronte alla commissione militare, istruita per valutare l'inidoneità al servizio, consistente in esami del retto e in una presentazione di una serie di documenti e certificati dove si dichiarasse la propria omosessualità, corredata di testimonianze fotografiche di rapporti sessuali avuti con persone dello stesso sesso e in cui fosse visibile e riconoscibile il viso.


Molte sono le testimonianze di coloro che hanno dovuto sottostare a tali atti degradanti e intollerabili: testimonianze raccolte dalla Bbc, qualche anno fa, in cui giovani in età di servizio hanno dichiarato di aver dovuto sottostare a esami medici rettoscopici ed esibire fotografie riguardanti rapporti sessuali avuti. 
Oggi tale disposizione sembra essere stata eliminata, mantenendo, comunque, una pesante e pressante indagine sanitaria e medica riguardante il comportamento di chi si dichiara omosessuale per essere esentato dal servizio militare. 
Diverse sono le cause che portano a rendere non abile il soggetto: una grave malattia, una disabilità e, infine, l'omosessualità, considerata ancora come disordine mentale, comportamentale e psicologico. 
Sono molte le vessazioni a cui, comunque, rimangono sottoposti i soldati omosessuali, per i quali continua a vigere una sorta di prassi simile a quella che era presente negli USA prima che fosse eliminata da una nuova legge voluta dalla Presidenza Obama.


Il test della personalità, il famoso "foglio rosa", da oggi sarà meno gravoso, seppure sussista il pieno arbitrio della commissione, formata da generali, medici e superiori, e seppure, spesso, ragazzi che si dichiarano omosessuali vengono comunque ammessi, magari per il fatto che le documentazioni apportate non sono state considerate come sufficienti, candidando, questi ultimi, a pericoli forti per la propria dignità e integrità fisica e psicologica, rischiando di diventare vittime di vessazioni e di violenze, tra cui anche stupri.


Va ricordato che la Turchia è uno dei pochi stati nell'area araba e islamica a non prevedere una pena contro l'omosessualità, ed è anche un Paese che vede ogni anno, soprattutto nell'ultimo decennio, a Istanbul, svolgersi il Gay Pride con migliaia di partecipanti e una mobilitazione fatta di associazioni e organizzazioni che, nelle grandi città, si attivano costantemente per i diritti delle persone GLBT: si spera che questo timido cambiamento possa indurre le istituzioni e le autorità a non considerare l'omosessualità come "disturbo della personalità" e a provvedere a garantire misure di tutela contro atti omofobi di grave portata.