Shape without shame | Intervista agli autori


È uscito il 10 dicembre un video, ideato da Giacomo Galeotti e Riccardo Righi, che parla, rivolgendosi a un target il più vasto possibile, di relazione con il proprio corpo: Shape without shame.

L'obiettivo dell'opera, che vede anche una documentazione fotografica, consiste nel "mostrare la nuda e semplice verità, ovvero che un corpo morbido può intrecciarsi affettivamente con corpi stereotipicamente accettati"
In Shape without shame possiamo godere della partecipazione di Lorenzo Bondoni, rugbista giocatore nei Roosters Rugby Seven, oltre a quella di Giacomo Galeotti, che è anche attore. 

L'idea del video è nata dalla seguente domanda, formulata da Giacomo e da Riccardo: "Perché non dire ai ragazzi morbidi che essere rotondi non è per forza negativo e che ci si può persino piacere?". 

Abbiamo intervistato Giacomo e Riccardo.

Giacomo e Riccardo: come nasce il progetto?
Giacomo: È partito tutto questa estate quando io e Riccardo, che siamo legati da una grande amicizia, abbiamo iniziato ad affrontare il tema per via di alcune cose avvenute nella mia vita privata. 
Dopo anni di vergogna che ho provato nei confronti del mio corpo ho imparato ad accettarmi per quello che sono: credo che oggi il mio corpo e la mia fisicità rispecchino in pieno quello che sono.
Ho condiviso questi pensieri con Riccardo, raccontandogli dei ragazzi con i quali mi stavo sentendo. Tutti ragazzi che amavano le forme rotonde, ma che provavano vergogna per questo. Spesso mi sentivo desiderato, ma come un segreto da nascondere nella notte o nelle fantasie. 
È allora che ci siamo detti: Perché non dire ai ragazzi morbidi che essere rotondi non è per forza negativo e che ci si può persino piacere? Che si può persino piacere ai ragazzi che rientrano nei canoni accettati di bellezza? E che non bisogna vergognarsi dei propri desideri? 
Ecco qual è stata la genesi del progetto. Un'urgenza comunicativa mia che subito Riccardo ha accolto e fatto sua.

In che cosa consiste il video?
Giacomo e Riccardo: L’obiettivo del video è quello di mostrare la nuda e semplice verità, ovvero che un corpo morbido può intrecciarsi affettivamente con corpi stereotipicamente accettati, come: il twink (il ragazzo giovane, magro e glabro); il regular (bravo ragazzo normo-peso); e il jock (l’atletico). 
Ognuno dei tre amanti rappresenta sentimenti diversi, rispettivamente: la grazia (l’amore); il possesso (l’affetto) e la passione (l’erotismo). 
Abbiamo intenzione di mostrare particolari e dettagli (di contrasto tra i due corpi) in genere trascurati dai media quanto questi ultimi trascurano scene sessuali tra persone con fisicità diverse.

Il titolo: perché questa scelta?
G&R: Da subito abbiamo ragionato sulla parola "Vergogna" e sul peso che questa ha nelle nostre vite. Successivamente abbiamo pensato che è il sentimento più limitante per la fisicità. 
Volendo proporre l’accettazione e l’esaltazione di tutte le forme corporee, e giocando con le parole, il titolo è venuto fuori naturalmente.

A chi è rivolto?
G&R: Fondamentalmente a tutti, in quanto la relazione con il proprio corpo riguarda chiunque.

Si parla di rapporto col corpo in vista di un'autodeterminazione del soggetto: come si è declinato questo concetto, esteticamente e culturalmente attraverso il progetto video?
G&R: Abbiamo scelto di rappresentare le diverse fisicità all’interno di un contesto GLBT: usando la figura del chubby e diverse tipologie di chasers
Rappresentarli nel sesso e nell’erotismo in quanto è l’aspetto che i media tendono a tralasciare. 
Ogni corpo appare fiero di com’è e si autodetermina nel rapporto con l’alterità. 
La nostra volontà è quella di uscire dagli schemi delle rappresentazioni convenzionali date, questo era secondo noi l’unico modo per farlo.

Il progetto video prevede anche una disponibilità fotografica dell'opera: quale rapporto tra i due canali di comunicazione?
G&R: Mentre il video si presta più alla descrizione del contesto e di una storia in cui abbiamo inserito il nostro tema, il servizio fotografico, essendo per motivi tecnici una rappresentazione statica e unica di un’immagine, vuole essere un’apologia di una nuova estetica maschile libera dagli stereotipi, autodeterminata e morbida. 
Come nel video si mostra una verità sottaciuta e raramente considerata degna di rappresentazione, nella parte fotografica tutto verrà fieramente portato alla luce del sole, dando vita, con il corpo, a tutti quei complimenti che si possono fare a una fisicità rotonda e mostrare l’erotismo neo-virile di un uomo curvy.

Parlate di immagine del fisico fuori dagli stereotipi e tale da donare un senso di liberazione rivolto a tutti, indipendentemente e a prescindere dall'orientamento o dall'identità di genere: perché scegliere Lorenzo Bondoni dei Roosters Rugby Seven e un attore del calibro di Giacomo Galeotti?
G: Prima di tutto ringrazio di essere considerato un attore di calibro, sicuramente pesante. 
Le fisicità che abbiamo intercettato ed utilizzato per far passare i nostri messaggi sono molto diverse tra loro. 
Il Bondoni che è un rugbista è probabilmente quanto ci può essere di più visivamente lontano da un ragazzo come me.

Come hanno risposto le associazioni per i diritti GLBT e i diritti civili in generale alla vostra proposta?
G&R: La risposta delle associazioni è stata una completa divisione tra un grande e sincero supporto e quella di un rifiuto dei nostri metodi comunicativi, considerati da alcuni troppo espliciti. 
Ringraziamo le associazioni che ci sostengono, ovvero: Arcigay, Agedo Marche, GAP - Gay And Proud Urbino, Stonewall GLBT Siracusa, Dirittoforte LGBT, Stop Sida (Spagna), Russian LGBT Network (Russia), Fondacija Cure/CURE Foundation (Bosnia Erzegovina) e LGBT Danmark (Danimarca).

Qual è il fine che volete raggiungere tramite l'edizione di questo progetto e quali canali avrà di diffusione e di sostegno?
G&R: Il progetto è stato pensato per essere indipendente, con una propria presenza su internet (Facebook e Youtube da subito, Instagram e Twitter in futuro) e per non finire con la data di rilascio. 
Le associazioni, alcuni blogger e dei vip aiuteranno nella condivisione del video, che è disponibile sui nostri social dalle 14 di giovedì 10 dicembre.
L’uomo spesso mostra e rappresenta con fermezza i propri lati negativi e brutali senza mostrare alcun ritegno. 
Quello che ci preme fare con questo progetto e con altri che speriamo verranno in futuro è quello di aprire un dibattito per togliere la vergogna (shame) da ciò di cui l’uomo invece non dovrebbe vergognarsi. 
Un nostro grande desiderio sarebbe quello di poter collaborare con altri artisti, cosa che sta già accadendo con la cantante islandese Thorunn Antonia, che ha concesso gratuitamente le sue canzoni per il nostro video.