A Berlino un centro per i migranti GLBT

In questi ultimi mesi, da circa due anni, l'Europa ha visto un flusso di migranti molto elevato e sostenuto: un numero di persone di varia fascia generazionale, molti bambini, diversi anziani, nonché donne, si sono riversati sulle coste del Vecchio Continente o nei pressi dei confini degli stati europei, dopo aver affrontato viaggi difficili, ai limiti delle condizioni umane, pericolosi, terribili, ostici, a cui, spesso, non si riesce a sopravvivere, impossibilitati nel raggiungere la meta sani e salvi.
Tali persone scappano da quei territori in cui guerre, pestilenze, fame, miseria e persecuzioni sono le parti principali delle vite quotidiane: molte di queste sono soggette a norme discriminatorie e a violenze di vario genere, fisiche e psicologiche, per motivi sessuali, ideologici, politici, religiosi e, spesso, riguardanti l'orientamento sessuale e l'identità di genere.
La Germania si è impegnata, da qualche mese a questa parte, a garantire accesso e pieno riconoscimento a migranti che richiedono diritto di asilo politico.
Molti provengono dalla Siria: la politica di integrazione e di tutela della dignità umana avviata dal governo della cancelliera Merkel segna un passo forte e un esempio importante per gli altri Paesi dell'Unione Europea, non tutti solleciti nell'assicurare il riconoscimento del diritto di asilo, alcuni, addirittura, indirizzati a sospendere il Trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini, chiudendo le proprie frontiere e compiendo, così, un salto nel passato.
Berlino è pronta a ricevere e a garantire assistenza ai migranti, a cui è stato riconosciuto il diritto di asilo politico, e lo fa istituendo un centro di accoglienza per persone perseguitate nelle terre di origine a causa del proprio orientamento sessuale. 
Il numero di migranti atteso nella struttura supera di gran lunga il centinaio, 125 viene certificato su un totale di 3500 persone, e il servizio umanitario sarà gestito da un'associazione e da un'organizzazione tedesca per la tutela e la promozione dei diritti GLBT, Schwulenverband il suo nome.

Stephan Jakel, portavoce dell'organizzazione che sovrintende le politiche sull'immigrazione, venerdì scorso, ha avuto modo di sottolineare, presso la Thomson Reuters Foundation, come tale struttura specifica risulti essere necessaria, in quanto esistono e sono pervenute diverse testimonianze che denunciano abusi di ogni tipo perpetrati nei confronti di migranti GLBT, un numero troppo elevato negli ultimi due anni.
Molte persone sono state vittime di violenze, fisiche e sessuali, di abusi di ogni genere, di stillicidi psicologici, di atti di emarginazione e di discriminazione e, infine, di insulti e minacce, anche all'interno degli stessi centri di assistenza per i migranti richiedenti asilo politico, se ne registrano circa 95 casi. 
È stato anche denunciato un caso di tentato omicidio. 
Tale fatto ha determinato la necessità di un servizio indirizzato precipuamente per i migranti GLBT e ha visto nella costituzione del centro di accoglienza la migliore soluzione. 

Le persone accolte, secondo gli organizzatori, potranno rimanere nel centro per tutto il tempo di cui necessiteranno. 
"Abbiamo ascoltato un numero elevato di storie orribili", ha sostenuto Jakel. 
La maggioranza dei migranti che sono approdate in Germania provengono, come si diceva, dalla Siria, nonché dall'Iraq e dall'Afghanistan, paesi in cui sussistono ordinamenti dove l'omosessualità è condannata con la pena detentiva, in moltissimi casi capitale, mentre, nella migliore ipotesi, se così si può dire, invece, diventa motivo di persecuzione da parte delle autorità locali e da parte della società, molti sono ancora i casi di omicidi, aggressioni e violenze: in questi territori essere omosessuali significa vivere nel segreto e nell'ombra, nella paura e nel timore di poter essere "scoperti" e di non sopravvivere.