Messico: proposta di inserire il matrimonio ugualitario nella Costituzione

Il 17 maggio si è tenuta la Giornata Internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. 
In tale giornata si ricorda una data importante a livello internazionale, ossia la derubricazione totale nel 1990 da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dell'omosessualità dall'elenco delle patologie mentali e psichiatriche; passaggio che l'Ordine degli Psicologi Statunitensi aveva già fatto nel 1974. 

In Messico, secondo Paese a livello mondiale per una maggiore concentrazione di popolazione che aderisce al cattolicesimo, il Presidente della Repubblica, Enrique Pena Nieto, appartenente al Partito Rivoluzionario Istituzionale, tendenzialmente di ispirazione centrista e patriottica, ha affermato che è propria intenzione rendere i matrimoni omosessuali costituzionali.

Dalla Residenza presidenziale di Città del Messico, Los Pinos, il Capo dello Stato, Enrique Pena Nieto, ha voluto, il 17 Maggio, esprimere davanti a una platea di esponenti dell'associazionismo GLBT messicano la volontà di presentare in breve tempo in Parlamento la proposta di revisione dell'Articolo 4 della Costituzione messicana, che disciplina l'istituto del matrimonio, inserendo la possibilità di beneficiare di tale istituto anche da parte delle persone omosessuali.

La proposta fa seguito alla sentenza della Suprema Corte di Giustizia dello scorso anno, che aveva definito illegittime le norme, quelle statali, che prevedono in alcuni Stati della federazione il divieto per le persone GLBT di contrarre matrimonio, istituzione che nello Stato di Città del Messico, così come in quelli di Quintana Roo nel sudest e Coahuila nel nord, è già ampiamente prevista e attuata.

La differenza di trattamento giuridico e legislativo in tema di diritti, quelli civili, in questo caso quelli riguardanti le persone GLBT, ha indotto il Supremo organo giudiziario dello Stato a intervenire con una propria interpretazione, rivolta a garantire, in futuro, una pari eguaglianza delle cittadine e dei cittadini, a prescindere dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere, in ogni territorio della Repubblica.

Lo stesso Presidente ha espresso la necessità di prevedere una norma costituzionale che possa rendere federale, quindi valido e vigente per tutti gli Stati, il riconoscimento del matrimonio egualitario: “Non può essere - ha sottolineato Pena Nieto - che nel nostro paese in certi Stati esistano dei diritti che invece sono proibiti in altri”.

Il primo cittadino messicano ha le idee chiare su come impostare il contenuto del nuovo articolo costituzionale, includendo il principio di non discriminazione per motivi religiosi, etnici, ideologici, riguardanti condizioni fisiche, sociali, di appartenenza a un orientamento sessuale o a un'identità di genere nel poter accedere all'istituto del matrimonio: un passo in avanti notevole, quello che si annuncia nel prossimo panorama politico istituzionale messicano, soprattutto in un Paese fortemente cattolico e in uno Stato che, fino a pochi anni fa, vedeva un sistema accentratore e non propenso alla tutela e alla promozione dei diritti civili. 
In Messico si prevede anche un alto tasso di femminicidi, dove donne sono vittime costanti di violenze perpetrate quotidianamente: una cultura maschilista che ancora si presenta in tutta la propria efferatezza e che, seppure relativamente, una legge potrebbe aiutare a scardinare.

Pena Nieto ha chiarito che “il nuovo articolo dispone che i matrimoni si realizzino senza nessuna discriminazione per motivi di origine etnica, handicap, condizione sociale, salute, religione, genere o preferenza sessuale”