La prima Miss Trans Israele è araba, israeliana e cristiana

Tàalin Abu Hanna

È la prima edizione di un concorso che sembra dare rilevanza a quello che Israele ha da sempre rappresentato, ossia il fatto di essere un Paese dove i diritti GLBT e la tutela della dignità delle persone omosessuali, bisessuali e transgender sono garantiti e promossi: stiamo parlando del primo concorso di bellezza aperto a donne transgender che si è tenuto a Tel Aviv e che si è concluso venerdì 26 maggio presso Habima, uno dei teatri più prestigiosi di Tel Aviv, a pochi giorni dalla data del Gay Pride nella città che viene eletta da diversi anni come la capitale dei diritti GLBT e della promozione del turismo e dell'aggregazione, culturale e sociale, per gay, lesbiche, bisessuali e transgender. 

La promozione dell'inclusione e dell'eguaglianza delle persone, a prescindere dal proprio orientamento o dalla propria identità di genere, in un contesto, quale quello di Tel Aviv, in cui la comunità GLBT assume una propria visibilità e un proprio ruolo civico all'interno della città israeliana, è il presupposto che ha indirizzato la filosofia di un concorso, il primo, di bellezza per donne transgender, in cui non si è voluto celebrare solo la bellezza, ma la capacità di promozione delle diversità e del dialogo tra culture come presupposto per la pace e per la convivenza tra i popoli. 
Etnie diverse convivono nella città israeliana, anche grazie alla storia di uno Stato, quale quello israeliano, che ha visto la presenza di persone provenienti da più parti del mondo e che si sono impegnate per un progresso civile di una comunità multiculturale per antonomasia. E di diversa etnia e cultura religiosa sono state le partecipanti al concorso: ragazze ebree, ragazze cristiane, alcune ragazze musulmane e, infine, altre ragazze arabe. 

La vincitrice, Tàalin Abu Hanna, è araba israeliana cristiana e, la sera della premiazione, era raggiante per la contentezza di essere stata incoronata come prima Miss Trans Israele, potendo, così, partecipare al Concorso Internazionale, Miss Trans Star International, che si terrà a Barcellona il prossimo settembre. 

Tàalin ha raccontato la sua vita e la sua esperienza di ballerina professionista di classica e moderna: viene da Nazareth ed era in adolescenza l'unico ragazzo che volesse fare il ballerino, motivo per il quale è stata vittima di atti di discriminazioni, di offese e di vessazioni. 
La famiglia di Tàalin è fatta di credenti fedeli e praticanti, tanto che a 18 anni la prima Miss Trans Israeliana decise di trasferirsi a Tel Aviv, dove condivise un appartamento con un altro ragazzo e dove poté proseguire nei propri studi per diventare ballerina e, infine, dove lavorò come commessa per mettere da parte i soldi per poter, poi, affrontare la transizione. 
Tàalin è fiera e orgogliosa di essere araba israeliana e del proprio Paese in quanto le ha permesso di poter mettere fine alla "guerra tra mente e corpo", andando via da una città in cui la umiliavano, la minacciavano e la emarginavano. 

La regina madre della comunità transgender, Yisraela Stephani Lev, ha potuto spiegare come il Concorso abbia avuto una filosofia di base, ossia la promozione delle diversità per la costruzione di percorsi di pace. 
Yisraela Stephani Lev ha voluto anche zittire ogni accusa mossa verso Israele di voler attuare una politica di "pinkwashing" per distrarre il mondo e i media dalle sue attività militari: «Qui - ha sostenuto con fermezza e determinazione Yisraela - non c'è alcuna propaganda. Viviamo a Tel Aviv in Israele: l'unico Paese sano della regione dove si può vivere da gay o da transgender senza che nessuno ti butti dal terrazzo o ti voglia uccidere. Non c'è alcun "lavaggio rosa" o del cervello».