Come puoi dire no a Dio?


Il caso Spotlight, film del 2015 di Tom McCarthy, racconta l’inchiesta giornalistica del “The Boston Globe” che, nel 2001-2002, portò alla luce centinaia di casi di pedofilia avvenuti all'interno dell’arcidiocesi di Boston guidata dal cardinale della Chiesa cattolica Bernard Francis Law accusato dal quotidiano di avere insabbiato i reati di cui era a conoscenza.

Il film, benissimo interpretato da (tra gli altri) Mark Ruffalo, Michael Keaton e Rachel McAdams, mette in luce come i reati di pedofilia all'interno della Chiesa cattolica non fossero affatto dei casi isolati e che vi fosse un sistema messo a punto dai vertici della Chiesa per fare in modo che i preti pedofili potessero sfuggire alla giustizia. 

Preti pedofili che pescavano le loro vittime tra i ragazzini e le ragazzine appartenenti a famiglie disagiate. 
Vittime troppo giovani per capire subito le reali intenzioni e, una volta messi di fronte alla realtà, per rifiutarsi di cedere alle richieste dei loro preti.
D’altra parte, come dice una delle vittime sopravvissute, “Come puoi dire no a Dio?” 
Come si può, a 12-13 anni, dire no a un rappresentante di Dio che ti chiede di masturbarlo o di praticargli del sesso orale?

Ma, oltre a raccontare come la Chiesa avesse il potere di insabbiare e di manipolare le coscienze delle vittime, il film mostra anche come molte delle persone influenti di Boston fossero consapevoli di quanto stava avvenendo e chiudessero un occhio, facendo finta che la cosa non li riguardasse personalmente.
E c’è una frase che chiama tutti a un esame di coscienza: “Se serve una comunità per crescere un bambino, serve una comunità per abusarne”.
Non si può fare finta di nulla e girare la testa dall’altra parte.

Un film, Il caso Spotlight, che, oltre alle buone prove d’attore di tutto il cast, si avvale di una sapiente regia che punta a ritmi serrati che, però, non vanno a scapito della comprensione della vicenda.
Da vedere.

Una piaga, quella della pedofilia all’interno della Chiesa cattolica, che, purtroppo, continua tuttora, come ha dimostrato, con il libro Lussuria, Emiliano Fittipaldi.