Perché i pornoattori lo hanno grosso?

Sia nei film pornografici rivolti a un pubblico eterosessuale, sia in quelli per un pubblico gay, in genere, il maschio che penetra è dotato di un pene più grande della media.
Le inquadrature ne esaltano la grandezza e l’attrice o l’attore che lo riceve, di solito, ne valorizza le misure o con espressioni di stupore o con altre di gradimento.
Al contrario, un membro virile normale o più piccolo rispetto alla media nei video porno è trattato con sufficienza, quando non addirittura sbeffeggiato.

L’esaltazione cinematografica del membro virile anche nella pornografia rivolta a un pubblico maschile eterosessuale fa nascere alcune domande.
Ad esempio, ci si interroga sul motivo per il quale un maschio eterosessuale senta l’esigenza, durante la visione di una pellicola che ne stimola l’eccitazione sessuale, di vedere ripetutamente e da varie angolazioni il membro di un altro uomo.
Molti psicologi e sessuologi spiegano che, nella visione della pornografia, interviene un meccanismo di identificazione tra l’attore che penetra e lo spettatore maschio: ovvero, chi guarda immagina di essere colui che sta agendo e si eccita. 
Una spiegazione convincente, anche se ci si potrebbe chiedere come mai, se lo spettatore medio ha una dotazione media, preferisca identificarsi con attori con grossi calibri e non con quelli mediamente dotati come lui.

A proposito dell’insistenza ed esaltazione dei membri virili di grosse dimensioni, il pornoattore Luca Borromeo mi ha ricordato che la pornografia altro non è che la spettacolarizzazione dell’atto sessuale e, quindi, le grosse dimensioni aiutano a realizzare proprio tale spettacolarizzazione.
Un’altra spiegazione assolutamente convincente, anche se, nel caso di film rivolti a un pubblico maschile eterosessuale, ci si potrebbe interrogare sul perché tale pubblico manifesta di gradire le inquadrature con al centro il fallo, al pari di quelle che si concentrano sulla vagina.
Si tratta solo del processo di identificazione di cui si è già detto o si potrebbe anche ipotizzare dell’altro?

E se la pornografia, esaltando il membro virile, finisse, anche inconsapevolmente, per relazionarsi con la bisessualità (latente o meno) dei suoi spettatori maschi?
Se la pornografia, specie quella prodotta per un pubblico maschile eterosessuale, fosse la dimostrazione (plateale) che, come molti studiosi sostengono, gli esseri umani sono tutti bisessuali?