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Visualizzazione dei post con l'etichetta maschilità

Le etichette sociali etero e omo

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Oggi la comunità scientifica converge nel sostenere che la bisessualità maschile , non solo esiste, ma non è affatto una fase transitoria come alcuni ancora si ostinano a credere. Essa, non solo è un’identità stabile per molti uomini, ma proprio la fluidità sessuale - come ricordato in Maschi disinibiti e maschi repressi - è ciò che caratterizza i corpi maschili che sono in grado di reagire sia agli stimoli sessuali provenienti da corpi femminili, sia a quelli provenienti da altri corpi maschili.  Nel già ricordato Maschi disinibiti e maschi repressi suggerivo la possibilità di superare la divisione tra eterosessuali e omosessuali e, di conseguenza, di distinguere la popolazione maschile tra disinibiti e repressi . Qui aggiungo un tassello che solo all’apparenza potrebbe sembrare un passo indietro, ma che, invece, è una sorta di pratica “norma transitoria”: in attesa di una generalizzata neoliberazione sessuale , si propone di traslare il significato di etero e omosessualità ...

Maschi disinibiti e maschi repressi

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Nel volume dedicato alla sessualità maschile Alfred Kinsey , tirando le somme della sua monumentale ricerca sul campo, ebbe a scrivere una considerazione su cui vale la pena soffermarsi: Se l'omosessualità persiste su così vasta scala, nonostante la riprovazione pubblica e la severità delle sanzioni che nel corso dei secoli la nostra civiltà [...] ha posto su di essa, si ha motivo di ritenere che tale attività comparirebbe con assai maggior frequenza nelle storie personali se non esistessero impedimenti sociali. La diffusione generale dell’omosessualità nella Grecia antica [...] e la sua vasta diffusione oggigiorno in alcune civiltà dove essa non è considerata così «tabù» come da noi, fa pensare che la capacità di un individuo a rispondere eroticamente a qualsiasi specie di stimolo è fondamentale nella specie.* Kinsey, in altre parole, afferma che i rapporti omosessuali tra maschi sarebbero molto più frequenti se non ci fosse la riprovazione sociale o se non si venisse instradati d...

Itifallo siracusano: maschio al quadrato

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Museo Archeologico di Siracusa Più che sul fallo vero e proprio, io concentrerei l'attenzione sulla barba. Fallica anch'essa... Come dire? Essere maschi due volte!

Modelli di maschi

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Maschi alfa, beta, omega di Maria Luisa Fagiani ed Elisabetta Ruspini edito da FrancoAngeli è un bel saggio che fotografa la situazione attuale della maschilità italiana ; e lo fa, in alcuni capitoli, da un punto di vista originale: ossia quello di utilizzare dei personaggi pubblici come modelli per descrivere i diversi modi di essere maschi. Si parte, manco a dirlo, dal maschio alfa , ossia dal maschio dominante, virile, sessista, eterosessuale ed omofobo e si termina con il maschio che, attraverso il coming out , dichiara pubblicamente il proprio rifiuto della normatività eterosessuale e sessista. Ai più tradizionalisti, forse, potrà suonare strana l’idea che possano esserci non uno, ma vari modelli di maschilità, e, perciò, nell’ Introduzione , le Autrici si affrettano a spiegare che “Pare ormai una necessità (...) preparare le nuove generazioni di uomini all’incontro con le ‘nuove’ donne ma anche con ‘altri’ modelli di mascolinità”, al fine di dare agli uomini un ampio s...

La sfera emotiva dei maschi

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Quello che gli uomini non sanno dire. Le emozioni nascoste dell’animo maschile di Björn Süfke edito da Urra è davvero un saggio ben fatto.  L’autore, psicoterapeuta specializzato in pazienti di sesso maschile, conduce il lettore (e le lettrici), passo dopo passo, alla scoperta della complicata (e negata) sfera emotiva degli uomini. Una sfera emotiva che i maschi (soprattutto eterosessuali ) fanno loro stessi fatica a conoscere, e, spesso, ad ammettere che esista. Infatti, l’educazione e  la “socializzazione” (ossia, come spiega l’Autore, “l’adattamento dell’individuo ai modelli sociali cognitivi ed emotivi”) impongono ai maschi di negare, reprimere, mettere a tacere tutte quelle emozioni che si pensano “sconvenienti” e “inadatte”, in quanto ritenute più consone all’universo emozionale femminile. Tanto è vero che le emozioni, lungi dall’essere ritenute universali, in quanto umane, sono state storicamente sessualizzate e divise tra emozioni maschili (tutte “positive”) ed e...