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Visualizzazione dei post da Luglio, 2013

White fa il ritratto a Proust

Il narratore e saggista Edmund White in Ritratto di Marcel Proust, edito in Italia da Lindau nel 2010, disegna un limpido e agevole profilo biografico e critico del grande romanziere francese, ricavandolo da una molteplicità di fonti, quali lettere, ricordi diaristici, cronache letterarie e mondane e dagli stessi romanzi di Proust. Come giustamente segnalato dal titolo dell’edizione italiana, quello di White è un “ritratto”, più che una biografia particolareggiata: al Saggista statunitense, infatti, non interessa ripercorrere la vita di Proust giorno per giorno, ma descrivere quei fatti e quegli incontri che per Proust si rivelarono come delle vere e proprie “svolte”: la morte della madre (adorata); la malattia asmatica di cui Proust soffrì fin da giovanissimo; le amicizie altolocate e gli amori. White, nel suo saggio, entra nel concreto della vita amorosa di Proust descrivendone le relazioni complicate, segnate da continui litigi dovuti, in larga parte, alla incontrollabi…

Il ragazzo che Shakespeare amava

Come è noto, i Sonetti di Shakespeare sono dedicati a un uomo, finora rimasto ignoto. Molti commentatori ritengono che dietro il dedicatario degli stessi indicato con le sole iniziali W.H. si nasconda il conte di Southampton Hanry Wriothesly, già dedicatario dei due poemetti di Shakespeare Venere e Adone e Il ratto di Lucrezia. Altri, soprattutto in passato, in Mr W.H. avevano riconosciuto William Herbert, III conte di Pembroke. Oscar Wilde in Il ritratto di Mr W.H. segue l’ipotesi che le iniziali rimandino a un certo William Hughes, teoria avanzata nel 1766 da Thomas Tyrwhitt (mai citato nel romanzo di Wilde). Per Wilde, come spiega meravigliosamente e in modo assai convincente nel suo saggio in forma di romanzo breve, Hughes altri non era che uno di quei giovinetti che nel teatro elisabettiano recitavano le parti femminili, essendo negata alle donne la possibilità di calcare i palcoscenici. Di strepitosa bellezza, Hughes avrebbe fatto innamorato di sé Shakesp…

Il sacrosanto e fottuto diritto di amare chi vogliamo

Antonio Prisco è artista che si esprime spesso per mezzo dell’uso paradossale e dissacrante delle immagini. Nel video che si propone di seguito, Prisco ha paradossalmente messo in bocca a Hitler la richiesta di uguali diritti civili per le persone GLBT e la difesa della Parata del Gay Pride come forma di lotta per vedersi riconoscere i diritti di cui sopra. A impersonare Hitler la transgender Lia Zeta (già attrice di Icontroversy di Prisco) che, rovesciando i discorsi omofobi di nazisti e fascisti di ogni epoca e latitudine, invoca il «sacrosanto e fottuto diritto di amare chi vogliamo».   A dare la chiave di lettura del video è l’inizio con le foto delle vittime della violenza omofobica: è anche perché tale violenza sia fermata che Prisco rivolge il suo Discorso alla Nazione.

I due Rimbaud

Il narratore e saggista Edmund White ha scritto una bella biografia di Arthur Rimbaud nella quale, non solo ricostruisce la vita del poeta, ma ne analizza criticamente le opere più importanti. Pubblicata in Italia nel 2009 da minimum fax con il titolo La doppia vita di Rimbaud (il titolo originale è Rimbaud. The Double Life of a Rebel), la biografia si concentra soprattutto sul primo Rimbaud, quello bohémien e poeta, a scapito del Rimbaud “africano” e trafficante d’armi, al quale sono dedicate, complessivamente, poche pagine. White, infatti, sembra non essere affascinato dal mito romantico di Rimbaud viaggiatore solitario in Africa, ma, anzi, degli anni africani traccia un bilancio assolutamente poco lusinghiero: Rimbaud era diventato un altro rispetto a quando era un poeta. Un uomo avido di denaro al punto da rimandare la partenza per la Francia dove lo si sarebbe potuto curare, evitandogli, molto probabilmente, l’amputazione della gamba a causa di un cancro al ginocchio e la morte p…