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Visualizzazione dei post con l'etichetta Vaticano

"quel ragazzino me lo farei sull’altare"

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Agnus Dei. Gli abusi sessuali del clero in Italia di Lucetta Scaraffia , Anna Foa e Franca Giansoldati edito da Solferino fa il punto sugli abusi perpetrati, in anni recenti, dai preti ai danni di minori (soprattutto maschi) e religiose. Dopo aver specificato che anche le religiose vanno considerate soggetti fragili facilmente manipolabili dai preti cui fanno riferimento e, perciò vittime di veri e propri abusi sessuali cui, spesso, seguono imposizioni di sottoporsi ad aborto, le Autrici - attingendo all’archivio di Francesco Zanardi di Rete l’Abuso - hanno ricostruito alcuni casi di abusi ai danni di minori di sesso maschile (e, tra questi, anche quello di Zanardi stesso). Ne esce un quadro davvero raccapricciante, popolato, da una parte, da predatori sessuali senza scrupoli e dai loro complici e, dall’altra, da vittime innocenti scelte, il più delle volte, in contesti sociali e familiari difficili. E, si badi, tra i complici degli abusatori vi sono quasi sempre appartenenti all...

Il misterioso caso Estermann-Tornay

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La sera del 4 maggio 1998 furono trovati morti il neo comandante delle Guardie Svizzere Alois Estermann (di 44 anni); sua moglie Gladys Meza Romero e il vice-caporale Cédric Tornay (di 23 anni). Le autorità competenti del Vaticano si affrettarono a dichiarare che a uccidere i coniugi Estermann era stato il giovane Tornay - in preda a un attacco di follia - che si era, poi, tolto la vita. La ricostruzione dei fatti, però, lascia perplessi molti osservatori, in primis Fabio Croce , autore del libretto Delitto in Vaticano , edito dalla sua casa editrice nel 1999. Croce sottolinea le incongruenze e i misteri del caso a iniziare dal fatto che il cadavere del giovane Tornay è stato ritrovato in una posizione non compatibile con quella che per solito assume il cadavere di chi si è sparato in bocca. Croce, inoltre, riferisce che molti testimoni dissero che nel salotto degli Estermann erano stati trovati 4 bicchieri e non 3 e, sempre Croce, ricorda che tutti i mobili di casa Estermann furono...

Sesso, bugie e benedizioni | Sodoma-Vaticano

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Sodoma di Frédéric Martel edito da Feltrinelli non è un libro scandalistico, ma una seria inchiesta giornalistica durata quattro anni, durante i quali l’Autore ha intervistato 1500 persone (tra laici e religiosi) in tutto il mondo (Vaticano compreso) e consultato oltre 1000 fonti bibliografiche. L’intento dichiarato non era quello di fare outing rivelando l’identità di papi, cardinali, vescovi e preti segretamente omosessuali e pubblicamente omofobi, bensì quello di far emergere tutta l’ipocrisia di tali personaggi, tentando di capire le ragioni del loro agire e di mostrare il sistema di cover-up che li protegge, insabbiando gli scandali che li vedono coinvolti. E Martel ci tiene a sottolineare che attaccare l’ipocrisia di tali personaggi (che è, appunto, l’intento del suo lavoro di ricerca), non significa affatto condannare la loro omosessualità. Per penetrare nel mondo chiuso e iniziatico dei religiosi cattolici omosessuali, Martel decodifica il loro linguaggio cifrato...

Sesso e Vangelo | Il lato oscuro della Chiesa

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Il regno dei casti di Carmelo Abbate , edito quest’anno da Piemme, riunisce in un unico volume due libri-inchiesta nei quali il giornalista indaga sul sesso esercitato dai preti: Sex and the Vatican (Piemme, 2011) e Golgota (Piemme, 2012).  Ad essi il saggista fa precedere un lungo capitolo ( I lupi nella chiesa di Francesco ) nel quale racconta come la situazione descritta nei due libri precedenti non sia, poi, mutata di molto neppure sotto il pontificato di Francesco. Anzi, sembra proprio non essere mutata affatto. Il regno dei casti è un libro che, nonostante le sue circa 690 pagine, si legge senza difficoltà, grazie a una scrittura piana, fatta di frasi brevi e spesso aderenti al parlato (anche perché riproduce molti dialoghi tra Abbate e le persone da lui contattate). Un volume che va letto per avere un quadro preciso di quanto sesso fanno i preti cattolici, non solo in Italia, ma in tutto il mondo cattolico.   Sex and the Vatican Abbate, sotto ...

La Chiesa che protegge i preti pedofili

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Nel 2015 il film Il caso Spotlight di Tom McCarthy ricostruiva il lavoro investigativo di una squadra di giornalisti del quotidiano “The Boston Globe” che, nel 2001-2002, fece emergere in tutta la sua gravità la piaga della pedofilia all'interno della Chiesa cattolica di Boston e, sull'onda dell’emozione suscitata dalle rivelazioni, degli Stati Uniti. Nel 2002 la redazione investigativa del quotidiano aveva pubblicato un primo volume che si affiancava agli oltre 600 articoli che erano usciti sul giornale per raccontare lo scandalo nel suo complesso. Nel 2015, dopo l’uscita del film, gli autori dell’inchiesta hanno deciso di redigere ex novo una nuova versione del loro primo libro, completandola con gli sviluppi del caso. In Italia, tale seconda versione è stata edita nel 2016 da Piemme con il titolo Tradimento . Si tratta di un libro che si legge senza alcuna difficoltà e che racconta nel dettaglio di come, per decenni, i preti pedofili abbiano abusato (ma megli...

I preti pedofili al tempo di papa Francesco

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Finora la stampa italiana pare non aver dato il giusto risalto alle odiose pratiche in uso in Vaticano , come quella di proteggere i preti pedofili , insabbiando gli scandali, nascondendo i crimini, aiutando i criminali in ogni modo e colpevolizzando e perseguitando le vittime. Neppure la politica italiana sembra essersi mossa con il giusto tempismo e sdegno contro lo Stato straniero, ad esempio, istituendo commissioni di inchiesta o rinegoziando o abolendo quelle parti dei Patti Lateranensi usate dal Vaticano per proteggere dalla giustizia italiana i loro schifosi preti pedofili.

Open Review: L'Italia non è uno Stato teocratico, ma laico

La Costituzione della Repubblica Italiana parla chiaro: Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. (Art. 7) Ciò significa che così come lo Stato italiano non può intervenire nelle scelte fatte all’interno del Vaticano, allo stesso modo il Vaticano non dovrebbe interferire con le scelte politiche e legislative fatte dal Parlamento italiano. Leggi il seguito

I diritti civili non devono venire dal Papa ma dal Parlamento

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Colgo l’occasione dell’avvenuta elezione del nuovo pontefice per ricordare ai cittadini italiani che i diritti civili non devono essere concessi dal papa, ma devono essere legiferati dal Parlamento italiano, l’unico organo preposto a emanare leggi che regolino la vita civile all’interno dello Stato italiano che, ricordo, è uno Stato laico. Ciò vuol dire che, pur sperando per il bene dei fedeli cattolici che papa Francesco I sia più illuminato e più in linea con il moderno sentire dei suoi correligionari di quanto non siano stati papi retrogradi come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, i cittadini italiani non a lui devono chiedere l’aggiornamento legislativo di cui sentono la necessità, ma ai parlamentari che hanno appena eletto. Infatti, si tratta di ottenere dei diritti e non di chiedere l’assoluzione da dei peccati!

Una risposta a Benedetto XVI

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Leggendo le parole del messaggio di Benedetto XVI per la prossima giornata della Pace riportate da “la Repubblica” ( leggi ), sulle prime mi sono detto che esse erano il solito chiacchiericcio sterile del vecchio e ripetitivo pontefice e che, quindi, si poteva sorvolare in quanto esse erano indirizzate a quei fedeli che ancora credono in quello che va blaterando il Papa Re con senescente petulanza. Insomma, credevo che esse non mi interessassero, perché non rivolte a me che, in definitiva, sono assai distante, non solo da quanto va cianciando tale monarca, ma da quello che affermano tutti i despoti e i fanatici religiosi. Poi ho letto che il teocrate affermava che le sue parole erano indirizzate anche ai non fedeli, che esse erano rivolte “ a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa" .  Dunque, mi son detto, anche a me. E se qualcuno mi rivolge la parola, io, anche solo per cortesia, rispondo. Sorvolo, ...

Da Platone ai giorni nostri: Storia dell'omofobia

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La Storia dell'omofobia  di Paolo Pedote  edita da Odoya è un libro che merita un'attenta lettura. L'Autore racconta, con un linguaggio alla portata di ogni lettore, la storia dell'omofobia che, inevitabilmente, si intreccia con la storia degli omosessuali, in quanto soggetti perseguitati in ogni tempo e in ogni luogo. Se è vero, infatti, che nell'antica Grecia i rapporti pederastici (ossia tra un adulto e un adolescente) erano propedeutici alla formazione del cittadino, è altrettanto vero che vi fu un filosofo del calibro di Platone che, nel suo Le Leggi , definì per la prima volta "contro natura" gli atti sodomitici, in quanto non procreativi. Il platonismo dei primi cristiani, specie quelli influenzati da Paolo di Tarso, si sposò assai bene con il credo che il predicatore andava costruendo e diffondendo e, unito anche all’omofobia già presente nel Vecchio Testamento ...

Dalla maschera al matrimonio. Storia della lesbica Paola Concia

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Si chiude il libro con gli occhi lucidi per la commozione: l’ultimo capitolo di La vera storia dei miei capelli bianchi di Paola Concia , scritto con Maria Teresa Meli , edito da Mondadori, è, infatti, davvero toccante, fatto com’è della descrizione della cerimonia (e del ricevimento) che ha unito in matrimonio Paola e Ricarda.  Cerimonia e ricevimento svoltisi in Germania, perché in Italia non è ancora possibile, per due persone omosessuali, sposarsi o regolare in altro modo la propria unione. Un diritto negato che ci allontana in modo siderale dal livello di civiltà raggiunto da gran parte dei paesi europei; così come da essi ci distanzia la mancanza di una legge contro l’omofobia e di una legislazione che regoli l’omogenitorialità, ossia la vita genitoriale delle persone GLBT. Tre leggi di cui l’onorevole Concia lamenta la mancanza nel suo libro e di cui (soprattutto di una) si è fatta promotrice di discussione nel Paese e in Parlamento (nota, infatti, la sua battaglia a f...

Storia del Movimento gay in Italia

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Il movimento gay in Italia di Gianni Rossi Barilli è uscito nel 1999 edito da Feltrinelli ed è un saggio di cui si consiglia la lettura a tutte le persone GLBT. In esso l’Autore, con puntualità e linguaggio scorrevole, ripercorre la storia del movimento gay italiano dalle sue origini (negli anni Settanta del Novecento) fino alla soglia del nuovo millennio, ossia, fino alla vigilia del World Pride di Roma del 2000. Non manca un ampio capitolo introduttivo in cui si ripercorre la vita degli omosessuali italiani dagli inizi del Novecento alla nascita del Fuori (Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano) avvenuta a Torino nel 1971. Quella del movimento gay in Italia nel Novecento è una storia di uomini e donne che hanno, innanzitutto, fatto fatica a riconoscersi essi stessi come soggetti portatori di diritti e, quindi, a farsi riconoscere come tali anche dagli eterosessuali. Una storia che ha contato pochi progressi, qualche vittoria inaspettata e molte brusche frenate. ...

I favoriti dei papi

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Non tutti i papi sono stati eterosessuali o casti.  Alcuni, anzi, si tramanda fossero omosessuali o pedofili. Tra di essi si ricordano: Sisto IV che pare se la facesse con i suoi due nipoti: il cardinale Pietro Riario e il conte Girolamo Riario ; Giulio II che si dice amasse circondarsi di bellissimi giovani (spesso ancora adolescenti) con i quali giaceva, e tra essi prediligeva il bello e corrotto cardinale Francesco Alidosi , mentre si tramanda che amasse a tal punto il piccolo marchese Federico Gonzaga (di 10 anni) da chiedere a Raffaello di ritrarlo nella Scuola d’Atene ; l’antipapa Giovanni XXIII fu palesemente accusato di pedofilia dal Concilio di Costanza del 1415; Giulio III si dice fosse pedofilo e avesse predilezione per il piccolo Innocenzo del Monte (nato Fabiano) che fece cardinale. Fonte : Claudio Rendina, I peccati del Vaticano , Newton Compton. Voci insistenti circolano anche su altri papi molto vicini a noi, ma, per ora, di tali voci è più s...

Solo vergogna per gli omofobi

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Il video che segue sta facendo il giro della Rete.  Mi ha colpito più che per l'invito rivolto all'omofobo a vergognarsi per quello che è, per la riflessione che viene prima: se sei omofobo non finisci all'inferno e neppure in prigione, ovvero nessuna condanna né dal Vaticano, né dallo Stato... Solo la vergogna è un po' poco... 

11 giugno 2011: Roma capitale europea dell'Orgoglio Gay

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Dal sito dell'Europride: Europride è il più grande evento internazionale GLBT, ospitato da una città europea diversa ogni anno. Il 2011 è l’anno di Roma . Sabato 11 giugno 2011 per le strade di Roma sfila la grande parata dell'EuroPride. La manifestazione sarà preceduta e seguita da tutto un ricco calendario di eventi culturali, artistici, di musica e spettacolo, di elaborazione politica e di sport. Roma è la città che ospita il Vaticano , centro di una delle religioni che più si mostrano ostili nei confronti dell' omosessualità, del riconoscimento di pari diritti per le coppie e le famiglie gay, dell'omogenitorialità, della prevenzione e della lotta dell'aids attraverso la diffusione dell'uso consapevole e informato del preservativo nei rapporti sessuali. Non solo. La legislazione italiana , anche a causa delle continue ingerenze vaticane, non riconosce alcun diritto alle persone GLBT, contribuendo in questo modo al consolidamento di pregiu...

L’omofobia in abito talare

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Opus gay di Ilaria Donatio è un bel saggio dalla scrittura scorrevole che indaga le posizioni attuali della Chiesa cattolica nei confronti dell’omosessualità. L’indagine prende in esame vari aspetti della vita odierna e, in capitoli brevi, mostra ai lettori sia le posizioni espresse dal Vaticano, sia, quasi sempre, quelle dei vari preti e suore che vivono a stretto contatto con i fedeli. Punti di vista spesso distanti e non allineati tra loro, tanto che, per fare un esempio, un giovane confessore in Vaticano può arrivare a dire, all’autrice che si finge lesbica e desiderosa di confessarsi, che il problema dell’Italia è che non esiste una lobby gay, mentre ne esiste una cattolica e che “non ci si può pentire di essere nati con gli occhi azzurri”. In altre parole, pare che la “chiesa diffusa” sia molto più accogliente rispetto al Vaticano che si esprime in modo discriminatorio e omofobo. Un’omofobia (spesso interiorizzata, dato che non mancano gli omosessuali tra ...