Passa ai contenuti principali

L’omofobia in abito talare

More about Opus Gay. La chiesa cattolica e l'omosessualità
Opus gay di Ilaria Donatio è un bel saggio dalla scrittura scorrevole che indaga le posizioni attuali della Chiesa cattolica nei contronti dell’omosessualità.
L’indagine prende in esame vari aspetti della vita odierna e, in capitoli brevi, mostra ai lettori sia le posizioni espresse dal Vaticano, sia, quasi sempre, quelle dei vari preti e suore che vivono a stretto contatto con i fedeli.
Punti di vista spesso distanti e non allineati tra loro, tanto che, per fare un esempio, un giovane confessore in Vaticano può arrivare a dire, all’autrice che si finge lesbica e desiderosa di confessarsi, che il problema dell’Italia è che non esiste una lobby gay, mentre ne esiste una cattolica e che “non ci si può pentire di essere nati con gli occhi azzurri”.


In altre parole, pare che la “chiesa diffusa” sia molto più accogliente rispetto al Vaticano che si esprime in modo discriminatorio e omofobo.
Un’omofobia (spesso interiorizzata, dato che non mancano gli omosessuali tra gli appartenenti al clero) che può perfino negare che gli omosessuali siano discriminati. Si legge, infatti, in un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede che “Di regola, coloro che vivono sobriamente la propria omosessualità non incorrono neppure nel problema di essere discriminati”. Una posizione che giustificherebbe da sola il diniego, da parte della medesima Congregazione, a che si estendano alle persone GLBT alcuni diritti civili.
Ora, a parte il fatto che negare dei diritti significa proprio discriminare, viene da chiedersi cosa significhi vivere “sobriamente” la propria (omo)sessualità...
Di contraddizione in contraddizione, di sciocchezza in sciocchezza, l’autrice evidenzia anche come per la Chiesa possano essere assolti i rapporti omosessuali occasionali, ma non le relazioni stabili (a dispetto del fatto che per costoro l’amore coniugale sarebbe un valore) e... come l’attrazione verso persone appartenenti al proprio sesso sia un “disordine” morale, mentre la pratica (omo)sessuale un “peccato”.
Si potrebbero liquidare le posizioni omofobe del Vaticano per quello che sono: delle bestialità capaci, al massimo, di rovinare la vita a coloro che, omosessuali, ancora si ostinano a voler far parte di una comunità che, invece, li rifiuta (e gli omosessuali dichiarati che si dicono fedeli alla Chiesa in Italia sono solo 700. Un numero, tutto sommato, ridicolo).
Purtroppo, però, (lo mostra il saggio medesimo quando parla di politici e terapeuti) la voce del Vaticano in Italia viene amplificata in modo spropositato e fatta propria da un buon numero di politici nostrani che, invece di operare per il bene dei cittadini italiani, in Parlamento votano come dicono loro i dignitari di uno Stato straniero, in tal modo tradendo profondamente il mandato che è stato loro assegnato.
Ecco, allora che l’Italia, sulla questione dei diritti civili (per tutti e non solo per la comunità GLBT) è ampiamente fuori dell’Europa.
Ma si diceva, più sopra, che la Donatio compie la sua indagine in diverse sfere dalla vita quotidiana. Parte, infatti, dal confessionale, fingendosi lesbica in diverse chiese della capitale per vedere “l’effetto che fa” e arriva alle chat gay dove preti omosessuali cercano maschietti disponibili (e in tali luoghi di incontri frettolosi si finge ragazzo). Ma passa anche tra le “famiglie arcobaleno” (ossia quelle create da persone GLBT con prole), intervistando alcuni genitori, e interpella esimi studiosi delle Scritture per scoprire che l’omofobia professata oggi dal Vaticano non trova giustificazione nei testi sacri (come non vi si trova neppure quel modello di famiglia che invece il Vaticano difende a spada tratta).
Un libro, dunque, assai vario di cui si consiglia la lettura.

Commenti

Post più letti

La vignetta omofoba di Vauro

Vauro ha chiuso la puntata di giovedì scorso di “Servizio pubblico” mostrando una vignetta sulla polemica relativa all’outing postumo di Lucio Dalla. Premesso che di outing si tratta, in quanto Dalla, da vivo, non ha mai dichiarato la propria omosessualità e premesso che l’outing plateale arriva da colui che tutti indicano come il suo ultimo compagno, ovvero quel Marco Alemanno che in chiesa, durante i funerali, ne ha pianto disperatamente la morte, continuare a insistere che la privacy di Dalla vada rispettata anche dopo la sua morte è e resta omofobia. L’outing c’è stato e mi pare davvero fuori luogo, ora, tentare di sorvolare dichiarando che il fatto che fosse un omosessuale è ininfluente, un dettaglio insignificante. Non è indifferente. Dalla era omosessuale e, molto probabilmente, vittima della sua omofobia interiorizzata che gli ha impedito, per tutta la vita, di dichiarare al mondo la sua omosessualità. Di dire: “Io amo e amo un uomo”. Ora, fare come Vauro e pubblicare una vignett…

R.I.P. ALESSANDRO RIZZO

Mi tocca dare la tristissima notizia della morte di Alessandro Rizzo, amico e collaboratore di questo blog e de Il Simposio di cui è stato uno dei fondatori ed entusiasti animatori. Alessandro è scomparso improvvisamente domenica scorsa, ma io l'ho saputo solo poco fa. Proprio domenica mi aveva inviato dei suoi articoli per la pubblicazione. Aggiungo solo che Alessandro mancherà a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di poter fare progetti con lui. Era una persona davvero disponibile e un attivista per i diritti GLBT sempre attento e partecipe. Alessandro era nato il 7 novembre 1977. R.I.P. Alessandro.

Le parole del porno

Quasi sempre i filmini porno online hanno titoli e definizioni in inglese. Ecco un elenco di alcune parole assai comuni nei siti pornogay con traduzione e, quando serve, spiegazione della pratica. Dall’elenco sono state escluse pratiche troppo “specifiche” e, ovviamente, le parole del lessico quotidiano che non si riferiscono a una pratica sessuale. L’elenco può essere arricchito e corretto dai vostri suggerimenti. Attenzione: se prosegui la lettura, sappi che ti troverai a leggere parole assai esplicite.