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Visualizzazione dei post con l'etichetta cinema

Romanzetto leather

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Pillion di Harry Lighton è una commediola romantica piacevole da vedere che può dare qualche fremito a più di un’attempata casalinga. Come quasi tutti i film appartenenti al genere romantico, anche in questo c’è un bel tenebroso che fa innamorare di sé la preda inesperta e, quando le cose si fanno serie, svanisce. Insomma nulla di nuovo, se non per il fatto che, sia il bel tenebroso, sia la preda, sono di genere maschile e l’ambiente che frequentano è quello dei motociclisti leather e BDSM. I due, in altre parole, replicano nel mondo gay cliché etero un po’ stantii. Sia chiaro: non si schecca in questo film e ci mancherebbe pure! In fondo, i due, sono master e slave facenti parte di un micro-universo nel quale ogni effeminatezza è bandita. Non si schecca, ma, ahinoi, si cade comunque nel banale: master glaciale e terrorizzato dall’amore e slave che - dopo che per tutto il film aveva accettato il rigore di una disciplina tutto sommato ben impartita - sul finale tenta “il colpo di mano...

L'amore di un padre | Nata per te

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Nata per te di Fabio Mollo è un bellissimo film sull’amore paterno. Al centro della pellicola la storia vera di Luca Trapanese , single e gay, che decide di chiedere in affido una bambina down. La sua richiesta, più che contro le leggi italiane - che prevedono l’affido di minori alle persone single - deve fare i conti con i pregiudizi: Trapanese, infatti, non nasconde la sua omosessualità e, piuttosto che dare in affido la bambina a lui, si preferisce lasciare che la piccola rimanga in ospedale, sperando che una coppia formata da un uomo e una donna chieda di potersene occupare. Esasperato dai continui rinvii e compresa la situazione, Luca decide di affidare il suo caso all’avvocata Teresa Ranieri, madre di due gemelli e convinta sostenitrice dei diritti delle persone LGBT. L’incontro tra i due è la svolta: prima a Luca viene concesso un affido temporaneo di un mese e, in seguito, riesce ad adottare Alba. La pellicola mostra in modo trasparente l’amore paterno di Luca nei confronti d...

Crialese onirico, poetico e delicato

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L’immensità di Emanuele Crialese è un film onirico, poetico e delicato che parla del rapporto privilegiato e “anomalo” tra un adolescente FTM e sua madre. Onirico perché Andrea, l’adolescente transgender protagonista della pellicola, proietta nella sua fantasia momenti “iconici” della televisione nazional-popolare e li trasfigura sostituendo sua madre e se stesso ai veri protagonisti. E così, per fare un solo esempio, lui diventa Adriano Celentano e la madre Raffaella Carrà alle prese con Prisencolinensinainciusol .  Una sequenza di cui, volutamente, chi scrive non svela i dettagli e che “rischia” di diventare un cult della cinematografia nazionale. Poetico perché il rapporto speciale che lega l’adolescente e sua madre va “oltre” e si “rovescia”: la madre da protettiva diventa colei che ha bisogno di protezione e a proteggerla c’è lui; sempre e in ogni occasione. Delicato perché racconta con delicatezza anche i momenti difficili che Andrea e la sua famiglia devono affrontare. ...

Quando lo Stato perseguita l'Amore

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Leonardo Maltese Il signore delle formiche di Gianni Amelio è davvero un gran bel film che ricostruisce sia la storia d’amore tra il professor Aldo Braibanti e il giovane (e maggiorenne) Ettore, e sia il processo per plagio intentato contro Braibanti, accusato di aver plagiato il giovane Ettore, inducendolo ad avere con lui rapporti sessuali «contro natura». Amelio mette in mostra assai bene come in una società profondamente catto-fascista qual era quella italiana degli Anni Sessanta, si sia adoperato il reato di plagio, introdotto nel 1930 dal fascistissimo Codice Rocco, per condannare l’Amore omosessuale (che, non costituendo reato, non era punibile). In altri termini, si è proceduto contro Braibanti accusandolo di plagio, perché non lo si poteva accusare d’omosessualità. Il regista, con tono narrativo pacato, nel ricostruire tutta la vicenda, parte dal rapimento di Ettore a opera dei suoi familiari e racconta, prima con un lungo flashback, lo sbocciare del sentimento amoroso tra ...

Un cult camp | Il vizietto

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Il vizietto per la regia di Édouard Molinaro con Michel Serrault e Ugo Tognazzi è un capolavoro. Un vero cult della cinematografia. La storia è semplice e nota: il figlio appena ventenne di Renato, omosessuale gestore di un locale dove si esibiscono delle drag queen, sta per sposarsi con la figlia di un uomo politico rappresentante di un partito della destra bigotta e oltranzista. Per evitare che il politico intransigente neghi il suo assenso alle nozze, il ragazzo chiede al padre di “normalizzare” momentaneamente la propria vita e di presentarsi alla cena con i futuri suoceri come un padre eterosessuale qualunque. Alla recita non è invitato Albin, il compagno di Renato, che ha fatto da “madre” proprio al ragazzo e che pare impossibilitato a vestire panni maschili. Viene, invece, invitata la madre biologica del giovane… Albin, però, ha un’altra idea che mette in atto all’insaputa di tutti… Il film è un capolavoro camp . I personaggi gay “scheccano” paurosamente e si danno il femmin...

Un maschio alfa che non ha paura della tenerezza

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La terra di Dio opera prima di Francis Lee è un gran bel film recitato ottimamente dai due protagonisti: gli assai bravi Josh O’Connor (nel ruolo di Johnny) e Alec Secăreanu (in quello di Gheorghe). Johnny è un giovane allevatore in lotta contro il mondo.  Allevia la sua solitudine con rapporti sessuali occasionali con altri ragazzi, durante i quali agisce in modo sopraffattorio, e sfoga la sua rabbia affogandola nella birra. Vorrebbe fare il bulletto anche con il nuovo lavorante della fattoria paterna, ma Gheorghe non si fa mettere sotto. Anzi, tiene bene a precisare il fatto che il maschio alfa è lui. Un maschio alfa del tutto particolare: un ragazzo che non cerca rogne, ma che, all'occorrenza, sa difendersi e farsi rispettare.  Soprattutto, però, Gheorghe è un maschio alfa che non ha paura della tenerezza. Il rapporto tra i due giovani evolve rapidamente, complice anche l’isolamento forzato dell’alpeggio. Nei loro momenti di intimità, Gheorghe in...

Lo sguardo delicato di Chiron

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Moonlight di Barry Jenkins è un film di rara bellezza recitato in modo sublime da tutti gli interpreti principali. Davvero strepitosi i tre attori che interpretano il personaggio di Chiron nelle tre fasi della crescita: Alex Hibbert (Chiron bambino), Ashton Sanders (Chiron adolescente) e Trevante Rhodes (Chiron giovane uomo). Ma - si ripete -  bravissimi anche tutti gli altri protagonisti, tra cui si nominano solo Mahershala Ali (che ha vinto l’Oscar per come ha dato vita al personaggio di Juan), Janelle Monáe (Teresa) e Naomie Harris (la madre di Chiron). Il film affronta tematiche difficili come l’abuso degli stupefacenti, la genitorialità e l’omosessualità nei ghetti degli afroamericani degli Stati Uniti. Situazioni narrate attraverso lo sguardo delicato di Chiron, prima bambino, poi adolescente e, infine, giovane adulto. Chiron è figlio di una tossicodipendente ed è attratto dai ragazzi e, per la sua omosessualità, è perseguitato dai bulli della scuola f...

La difficoltà di dirsi gay

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Tuo, Simon ( Love, Simon ) di Greg Berlanti è un film rivolto a un pubblico di adolescenti e alle loro famiglie che affronta assai bene e con garbo la difficoltà di fare coming out in famiglia e con gli amici. Simon è un teenager all'ultimo anno di liceo che, pur vivendo in una famiglia accogliente e agiata e avendo un gruppo di amici fidati, ha paura di rivelare loro il proprio orientamento sessuale. Paura che tutta la felicità di cui gode possa essergli negata se si venisse a sapere che è gay. La paura che il suo mondo possa crollare o rivoltarglisi contro lo spinge, ricattato da un compagno di scuola che ha scoperto il suo segreto, ad agire in modo poco chiaro proprio nei confronti del suo gruppo di amici. E, quando tutto verrà alla luce (compreso il fatto che è gay), l’aver agito in modo poco trasparente sarà la causa della rottura con i suoi amici. Ma le cose sono destinate ad aggiustarsi… Il film, assai ben recitato da tutti gli interpreti e in modo ...

Quando l'Amore bussa alla porta

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I o sono l’Amore di Luca Guadagnino è un film complesso che ricorda, per atmosfere, ambientazione e sviluppo, certo cinema di Luchino Visconti (come Vaghe stelle dell’Orsa o La caduta degli dei ) e, ancor di più, di Pier Paolo Pasolini ( Teorema ). Scritto da Guadagnino, Ivan Cotroneo, Barbara Alberti e Walter Fasano, racconta dello sconvolgimento che si crea all'interno di una compassata famiglia dell’alta borghesia milanese quando alla porta suona l’Amore (ossia il giovane Antonio). Il regista racconta la storia soprattutto affidandosi alla potenza delle immagini e alla bravura degli interpreti (Guadagnino è decisamente un regista di attori), più che al dialogato. Così, la ricostruzione di parte delle motivazioni dei personaggi è affidata allo spettatore che è chiamato a unire i puntini per completare l’immagine. E l’immagine che si è formata dall’unione dei puntini effettuata da chi scrive, ha prodotto quanto segue (non si esclude, però, di averne saltato qua...

Scoprire se stessi | Chiamami col tuo nome

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Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino è un film perfetto. Strepitosi i due protagonisti: Timothée Chalamet nel ruolo di Elio e Armie Hammer in quello di Oliver.  Due interpreti assolutamente a proprio agio in tutte le situazioni; credibili e capaci di esprimere, anche solo con dei piccoli movimenti del volto e degli occhi, i sentimenti più vari: l’incertezza; il desiderio; la sensualità; l’ansia; la paura; l’amore… Bellissima la sceneggiatura di James Ivory che, con consumata sapienza, porta lo spettatore dentro una storia di scoperta: la scoperta dell’amore, del sesso, del desiderio, della felicità e della sofferenza.  Ma anche e soprattutto la scoperta di sé. Sì, perché il diciassettenne Elio, amando, scoprirà la sua vera natura. Scoprirà quanto può mettere a disagio, far star male la propria natura. Ma scoprirà anche quanto può essere meraviglioso essere se stessi. E anche Oliver, il dottorando ospite della famiglia di Elio, scopre qualcosa ...

Mapplethorpe e l'eccesso

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Nel 2016 l’editore Feltrinelli ha pubblicato, nella collana di DVD “Real Cinema”, il documentario Mapplethorpe. Look at the pictures dei registi Fenton Bailey e Randy Barbato . Il documentario (in inglese con sottotitoli in italiano) indaga la vita e l’opera del grande fotografo, morto nel 1989, intervistando le persone che più gli sono state vicino: il fratello Edward che gli fece anche da assistente; la sorella maggiore; alcuni collaboratori; i suoi modelli ed ex amanti; collezionisti ed esperti d’arte. Ne risulta un ritratto composito che fa emergere come tra Mapplethorpe-Uomo e Mapplethorpe-Artista non ci fosse una separazione netta: Robert Mapplethorpe era “eccessivo” sia come fotografo e sia come uomo. E il suo “eccesso” dava scandalo. Decisamente bello, ebbe relazioni durature sia con donne (la più celebre con Patti Smith con la quale convisse), sia con uomini (ad esempio con i modelli David Crowland e Milton Moore e con Sam Wagstaff con il quale convisse a l...

L'incontro di due disadattati

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Ti guardo di Lorenzo Vigas , Leone d’oro alla 72esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, racconta l’incontro tra due disadattati: il maturo Armando e il giovane Élder. Armando (impersonato da Alfredo Castro ) paga i ragazzi per poter guardare il loro fondoschiena mentre si masturba ed è ossessionato dal padre che segue di nascosto e che vorrebbe morto. Élder (interpretato da Luis Silva ) è un teppista e un omofobo che finge di acconsentire alle richieste di Armando, ma lo aggredisce e lo deruba. Nonostante l’aggressione subita, o proprio in ragione di essa, Armando riavvicina il ragazzo e, pian piano, ne riesce a ottenere la fiducia e la stima, diventando per il giovane una sorta di padre. Entrambi gli uomini soffrono di omofobia interiorizzata, ma il loro ambiguo e fragile rapporto padre-figlio è destinato a diventare vera e propria attrazione fisica. Il contatto dei corpi è cercato dal giovane, ma respinto da Armando che, da vero manipolatore...

Perché i pornoattori lo hanno grosso?

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Sia nei film pornografici rivolti a un pubblico eterosessuale, sia in quelli per un pubblico gay, in genere, il maschio che penetra è dotato di un pene più grande della media . Le inquadrature ne esaltano la grandezza e l’attrice o l’attore che lo riceve, di solito, ne valorizza le misure o con espressioni di stupore o con altre di gradimento. Al contrario, un membro virile normale o più piccolo rispetto alla media nei video porno è trattato con sufficienza, quando non addirittura sbeffeggiato. L’esaltazione cinematografica del membro virile anche nella pornografia rivolta a un pubblico maschile eterosessuale fa nascere alcune domande. Ad esempio, ci si interroga sul motivo per il quale un maschio eterosessuale senta l’esigenza, durante la visione di una pellicola che ne stimola l’eccitazione sessuale, di vedere ripetutamente e da varie angolazioni il membro di un altro uomo. Molti psicologi e sessuologi spiegano che, nella visione della pornografia, interviene un mec...

Un magnifico Pride

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Pride di Matthew Warchus è un magnifico film del 2014 che ricostruisce la storia vera che, nel 1984, vide coinvolti un gruppo di minatori in sciopero contro le politiche della Thatcher, supportati da uno sparuto gruppo di militanti gay e lesbiche capitanati dal giovane Mark Ashton (anche segretario della sezione giovanile del Partito Comunista della Gran Bretagna), interpretato in maniera eccellente da Ben Schnetzer . La pellicola è recitata strepitosamente da tutti gli attori e alterna continuamente momenti di commozione ad altri esilaranti, coinvolgendo lo spettatore totalmente, grazie anche alla regia che segue i vari filoni della vicenda in modo sorvegliato e attento ai dettagli.

Come puoi dire no a Dio?

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Il caso Spotlight , film del 2015 di Tom McCarthy , racconta l’inchiesta giornalistica del “The Boston Globe” che, nel 2001-2002, portò alla luce centinaia di casi di pedofilia avvenuti all'interno dell’arcidiocesi di Boston guidata dal cardinale della Chiesa cattolica Bernard Francis Law accusato dal quotidiano di avere insabbiato i reati di cui era a conoscenza. Il film, benissimo interpretato da (tra gli altri) Mark Ruffalo , Michael Keaton e Rachel McAdams , mette in luce come i reati di pedofilia all'interno della Chiesa cattolica non fossero affatto dei casi isolati e che vi fosse un sistema messo a punto dai vertici della Chiesa per fare in modo che i preti pedofili potessero sfuggire alla giustizia. 

Tra video artistici e porno di qualità | Intervista ad Andrea Borgomaneri

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Dopo aver visto lo scioccante corto L’AMORtE , vincitore dell’edizione 2016 del concorso “50 ore Torino Plus”, abbiamo intervistato uno degli autori, nonché attore protagonista: il 27enne Andrea Borgomaneri . - Che studi hai fatto? La mia formazione è un po’ varia: ho studiato Comunicazione, Media e Pubblicità durante la Laurea Triennale; mentre durante la Specialistica ho studiato Televisione, Cinema e New Media; poi ho fatto dei corsi di recitazione teatrale e ho fatto l’attore di teatro e, infine, ho fatto un corso di Regia e Sceneggiatura Hard presso l’Hard Academy di Rocco Siffredi a Budapest. - Il vostro gruppo da quante persone è composto? Il nostro gruppo è composto da 7 persone.

Simone e Rocco a un passo dall'incesto

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Arriva in edicola il DVD di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti . Si tratta della versione restaurata nel 2015 e reintegrata delle due sequenze che erano state censurate dopo la proiezione al Festival del Cinema di Venezia del 1960 (dove la pellicola vinse il Leone d’argento). Va detto che, visto oggi, il film soffre di certe lungaggini dovute all'intento di Visconti di descrivere il cambiamento epocale vissuto dagli italiani in quegli anni: da società agricola, l’Italia, infatti, stava diventando una delle più industrializzate potenze del mondo. Una trasformazione che coinvolse tutti gli strati della società. Proprio nel suo aspetto “sociologico” il film pare un po’ lento e a tratti perfino bozzettistico.  Alcuni personaggi, poi, da tragici quali dovevano essere nelle intenzioni del regista, risultano, oggi, addirittura macchiettistici, come quello della madre dei cinque fratelli Parondi, la cui parte fu affidata alla grande attrice di Tragedie greche ...