Romanzetto leather


Pillion di Harry Lighton è una commediola romantica piacevole da vedere che può dare qualche fremito a più di un’attempata casalinga.

Come quasi tutti i film appartenenti al genere romantico, anche in questo c’è un bel tenebroso che fa innamorare di sé la preda inesperta e, quando le cose si fanno serie, svanisce.

Insomma nulla di nuovo, se non per il fatto che, sia il bel tenebroso, sia la preda, sono di genere maschile e l’ambiente che frequentano è quello dei motociclisti leather e BDSM.


I due, in altre parole, replicano nel mondo gay cliché etero un po’ stantii.

Sia chiaro: non si schecca in questo film e ci mancherebbe pure! In fondo, i due, sono master e slave facenti parte di un micro-universo nel quale ogni effeminatezza è bandita.

Non si schecca, ma, ahinoi, si cade comunque nel banale: master glaciale e terrorizzato dall’amore e slave che - dopo che per tutto il film aveva accettato il rigore di una disciplina tutto sommato ben impartita - sul finale tenta “il colpo di mano”, sperando di rendere il suo uomo meno glaciale.


Ma sia chiaro: il film, nel complesso, è piacevole da vedere, soprattutto grazie a interpretazioni attoriali davvero notevoli, in primis quelle dei due protagonisti: Harry Melling nel ruolo di Colin, lo slave sottoposto a disciplina, e Alexander Skarsgard in quello di Ray, il master glaciale e terrorizzato dall’amore.

A loro fianco vanno almeno nominati i due attori che interpretano i genitori di Colin: Douglas Hodge, un padre che supporta il figlio in modo completo, e Lesley Sharp, una madre in fin di vita che vorrebbe vedere il figlio sistemato con un uomo un po’ meno tenebroso e un po’ più amorevole.


Il finale è dolce-amaro come nelle migliori sceneggiature…


Complessivamente, se non si ha nulla di meglio da vedere, il film fa passare una serata piacevole.

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