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sabato 13 agosto 2016

Una strepitosa ragazza


Un tema, una vita, una verità possono essere raccontati in tanti modi diversi: nel farlo, infatti, si può essere obiettivi, distaccati, partecipi, denigratori, sarcastici… 
Spesso la modalità di racconto è dovuta, più che a una presa di posizione personale, a un semplice adeguarsi a quanto fatto prima e fino a quel momento.
Ecco, allora, che per decenni le persone GLBT sono state raccontate e rappresentate in modo stigmatizzante e con toni da sberleffo e macchiettistico.
Ora, lentamente, le cose stanno cambiando, per una serie di ragioni che non è il caso di indagare qui.

The Danish Girl è un fulgido esempio di come si possa raccontare la vita di una persona transgender in modo sereno e, a tratti, poetico; e di come si possa rappresentarla senza macchiettismi di sorta.

venerdì 12 agosto 2016

Si può amare una donna?

C’è stato un tempo (durato qualche secolo) in cui ci si chiedeva se un uomo davvero virile potesse amare una donna (cosa, invece, sempre possibile per un uomo effeminato).
Un tempo in cui per vero amore si intendeva solo quello che sbocciava tra un uomo e un ragazzo e che dava vita a un rapporto d’autentica amicizia che esaltava negli amanti le loro virtù civili ed eroiche.
Un tempo che vedeva nell'unione tra un uomo e una donna solo un mezzo per generare dei figli (e assecondare, in tal modo, la Natura).
Certo, in quel tempo, c’era pure chi pensava che anche un rapporto coniugale (quindi tra un uomo e la propria moglie) potesse generare un amore autentico, ovvero un amore che fosse soprattutto un’amicizia. Ma, probabilmente, costoro, a lungo, furono solo una sparuta minoranza.
Costoro affermavano che, perché tra un uomo e una donna fiorisse un sentimento amoroso, era necessario che la donna (la futura moglie) fosse cresciuta nella virtù e la praticasse con pudore; fosse di nobili origini e, una volta sposata… fosse sottomessa al marito.
Di quel tempo parla in un “dialogo” PlutarcoSull'Amore.

sabato 23 luglio 2016

Ecco come funziona Grinderboy, portale di escort gay

Parole GLBT intervista Marco, project manager di Grinderboy.

Ciao Marco, cos'è Grinderboy?
Grinderboy nasce per soddisfare un'esigenza latente di qualità nel settore escort gay Italia.
Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto e credo che chiunque possa notare la qualità già al primo impatto.
Nonostante ciò, stiamo lavorando per rendere questa vetrina online un luogo sempre migliore e presto ci saranno grandi novità.

mercoledì 13 luglio 2016

Che tristezza il fedifrago discreto!

Ho già avuto modo di scrivere qui e altrove che non credo che la fedeltà in un rapporto di coppia sia un valore.

Ovvero, penso che condividere il proprio corpo (e/o il proprio cuore) con qualcuno che non sia il proprio partner abituale non sia una causa sufficiente a incrinare il rapporto: se c’è amore non può esserci anche volontà di possesso esclusivo (e gelosia conseguente). 

Possedere una persona, infatti, a mio avviso, è il contrario di amare una persona.

Aggiungo anche che credo che un buon rapporto si basi, oltre che sull’amore e sull’intesa sessuale, anche sulla sincerità dei presupposti e sul rispetto dei patti che devono essere “sottoscritti” con onestà intellettuale.

domenica 26 giugno 2016

Happy Pride


Parole GLBT al Pride di Milano
Chi partecipa a un Pride è sereno.
Non ha nulla da nascondere e può camminare alla luce del sole a testa alta.
Può dire il suo nome e il nome dell’Amore.

Chi partecipa a un Pride sa che lo fa anche per chi non c’è.
Per chi non può (ancora) dirsi.
Per chi non riesce a uscire da casa perché ha interiorizzato l’odio e si vergogna di essere...
Per chi non ha una vita oltre a quella claustrofobica di quell'enorme mercato del pesce (tutta roba fresca, tutta roba viva) rappresentato dalle app di dating.

Pride di Milano 2016
Chi partecipa a un Pride sa che non è finita: la strada per la conquista dei diritti (in Italia e altrove) è ancora lunga e va percorsa.
Sa che non bisogna mai abbassare la guardia e che ciò che si è ottenuto può essere negato nottetempo da chi detiene il Potere.

Chi partecipa a un Pride non ha paura dei colori.
Non ha paura dei corpi (del proprio e di quello altrui).
Non ha paura delle emozioni.
Non ha pura del presente e del futuro.