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Non binary e transgender non sono sinonimi

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Negli ultimi tempi si sente parlare spesso di persone non binary ( non binarie ) e, a volte, si può avere la sensazione che chi usa l’espressione non binario lo faccia pensando che essa sia un sinonimo di transgender e che le due situazioni possano essere sovrapponibili. In realtà, se si usano due espressioni differenti è perché le situazioni che esse descrivono sono differenti tra loro. Ci si spiega meglio per punti. Il binarismo Come si legge nel Glossario in coda a Il libro delle Storia LGBTQ+ (edito da Gribaudo), il binarismo è la «Classificazione in due categorie distinte e opposte» e, «nel caso del genere , nelle due categorie maschio e femmina.». Ne segue, quindi, che chi si attiene alla classificazione binaria, riconosce e accetta l’esistenza di due generi distinti e separati, quello, appunto, maschile e quello femminile. Un tempo, tale classificazione portava anche all’accettazione incondizionata dei ruoli di genere .  Oggi, grazie al lavoro svolto soprattutto dalle femmin

L'amore di un padre | Nata per te

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Nata per te di Fabio Mollo è un bellissimo film sull’amore paterno. Al centro della pellicola la storia vera di Luca Trapanese , single e gay, che decide di chiedere in affido una bambina down. La sua richiesta, più che contro le leggi italiane - che prevedono l’affido di minori alle persone single - deve fare i conti con i pregiudizi: Trapanese, infatti, non nasconde la sua omosessualità e, piuttosto che dare in affido la bambina a lui, si preferisce lasciare che la piccola rimanga in ospedale, sperando che una coppia formata da un uomo e una donna chieda di potersene occupare. Esasperato dai continui rinvii e compresa la situazione, Luca decide di affidare il suo caso all’avvocata Teresa Ranieri, madre di due gemelli e convinta sostenitrice dei diritti delle persone LGBT. L’incontro tra i due è la svolta: prima a Luca viene concesso un affido temporaneo di un mese e, in seguito, riesce ad adottare Alba. La pellicola mostra in modo trasparente l’amore paterno di Luca nei confronti d

Religione e Politica

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  Vedi anche: Sistemi di oppressione  

Il coming out non è una dichiarazione di disponibilità sessuale

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A differenza di quanto possano pensare alcuni etero, il coming out non è una dichiarazione di disponibilità sessuale, ma un’affermazione identitaria : sono una persona LGBT e non mi nascondo, perché sono sereno con me stesso. Comunicare a qualcuno di essere una persona LGBT, dunque, non significa affatto aprire le porte della camera da letto al proprio interlocutore! Eppure, succede ancora oggi di assistere a reazioni davvero imbarazzanti:  si va dagli etero che si affrettano a specificare che loro sono normali e, quindi, non ci stanno ; a quelli che, invece, ci provano senza ritegno, restandoci male di fronte a un netto rifiuto. Entrambe le reazioni, però, lasciano l’amaro in bocca in chi ha appena fatto coming out, in quanto presuppongono che certi (molti?) etero giudicano le persone LGBT facili ; o, meglio, sempre pronte a farlo con chiunque. Anche a causa di tale implicito giudizio alquanto svilente, molte persone LGBT preferiscono non dichiararsi affatto.

Sistemi di oppressione

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Tutto è già definitivo

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Premessa non dovuta Ho saputo del suicidio dell’ex compagno di Matteo B. Bianchi da subito, da prima di conoscerlo personalmente e di leggere i suoi libri: me ne aveva parlato una conoscenza comune. Con Matteo B. Bianchi non ho mai avuto occasione di affrontare l’argomento, anche perché ho avuto modo di incontrarlo solo due o tre volte. Quando ho presentato un suo libro , però, ricordo che dal pubblico ci fu chi gli chiese come era proseguita la storia raccontata in Generations of love .  Ero intervenuto rispondendo al posto suo: avevo cambiato bruscamente discorso, arrogandomi, in tal modo, il ruolo non richiesto di difensore della privacy.  Ora a raccontare come si sono svolti i fatti ci ha pensato Matteo B. Bianchi in prima persona. E lo ha fatto in maniera magistrale. Premessa dovuta Quella che segue è la spiegazione del perché, a mio parere, quello di Matteo B. Bianchi è un racconto magistrale. In alcun modo questa nota deve essere letta come un’intromissione nel vissuto dell’Aut

I preti sono cattivi maestri

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Le amicizie particolari di Roger Peyrefitte, uscito in Francia nel 1944, è un romanzo di ispirazione autobiografica ambientato all’interno di un collegio maschile gestito da preti. In tale contesto, il narratore segue soprattutto due “amicizie particolari” che, come afferma il protagonista del romanzo, in realtà andrebbero chiamati amori, seppure vissuti in assenza di vero e proprio sesso. Il massimo che le coppie si concedono, infatti, è il bacio. Amori “casti”, puerili e totalizzanti come sono, in genere, tutti gli amori dell’età infantile. Ma tali amori infantili, per chi gestisce il collegio dove essi maturano, sono peccaminosi soprattutto perché sono di natura omoerotica. Vanno ostacolati e troncati con ogni mezzo, per il bene spirituale di chi ne è coinvolto, oltre che per il buon nome del collegio stesso. Un collegio nel quale predominante è l’insegnamento di natura religiosa; ma nel quale, in realtà, si svolgono fatti per nulla edificanti. Si pretende di insegnare la morale e