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Il maturo e il giovinetto

L’esile trama de La morte a Venezia di Thomas Mann è nota: il maturo scrittore Gustav von Aschenbach si reca a Venezia per un viaggio di piacere e vi trova il bellissimo adolescente polacco Tadzio che soggiorna nel suo stesso albergo. Se ne innamora follemente, ma tutto, tra i due, resta a livello di sguardi senza mai neppure un contatto o una parola, in quanto la differenza di età tra i due sembra un ostacolo insormontabile.
Una trama che non ha sviluppi, ma che non per questo rende il romanzo breve di Mann tronco o manchevole in qualche modo.Ciò che a Mann sembra interessare, infatti, non è tanto il racconto dello svolgersi degli eventi, ma le riflessioni che il maturo scritture fa e i mutamenti nel carattere e nel fisico che esse producono.
Il carattere originario dello scrittore viene minuziosamente descritto da Mann nei primi due capitoli del romanzo. In essi si descrive un uomo interamente votato alla scrittura; metodico e rigoroso.Un uomo che ha rinnegato il proprio passato e che…
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Un cult camp | Il vizietto

Il vizietto per la regia di Édouard Molinaro con Michel Serrault e Ugo Tognazzi è un capolavoro. Un vero cult della cinematografia.
La storia è semplice e nota: il figlio appena ventenne di Renato, omosessuale gestore di un locale dove si esibiscono delle drag queen, sta per sposarsi con la figlia di un uomo politico rappresentante di un partito della destra bigotta e oltranzista.Per evitare che il politico intransigente neghi il suo assenso alle nozze, il ragazzo chiede al padre di “normalizzare” momentaneamente la propria vita e di presentarsi alla cena con i futuri suoceri come un padre eterosessuale qualunque.Alla recita non è invitato Albin, il compagno di Renato, che ha fatto da “madre” proprio al ragazzo e che pare impossibilitato a vestire panni maschili.Viene, invece, invitata la madre biologica del giovane…Albin, però, ha un’altra idea che mette in atto all’insaputa di tutti…
Il film è un capolavoro camp.I personaggi gay “scheccano” paurosamente e si danno il femminile come no…

Il romanzo di due solitudini | Gli occhiali d'oro di Bassani

Gli occhiali d’oro di Giorgio Bassani è un vero capolavoro.Uno di quelli che vanno letti e riletti.Un testo che dovrebbe essere sempre tenuto bene a mente, perché racconta vicende che non si devono dimenticare.
Oltre alla trama principale nella quale si narra del dottor Fadigati (il possessore degli occhiali del titolo) segretamente omosessuale, c’è quella secondaria - ma non meno importante - del narratore senza nome, giovane studente di Lettere all’Università di Bologna, di religione ebraica (Bassani stesso?).
La data in cui i fatti si svolgono è il 1937, l’anno dell’esplosione, in Italia, dei sentimenti antiebraici che, nel 1938, prenderanno forma legale con le leggi razziali fasciste.
Il romanzo, quindi, mette in evidenza due tipi di discriminazione: quella verso gli omosessuali e quella verso gli ebrei.
La prima esplode rancorosa quando Fadigati smette i panni dell’uomo riservato e vive in piena luce la sua relazione con il giovane e bellissimo Eraldo Deliliers.
La seconda si presenta…

Ma a Carlo interessava Enrica o Cesare?

L’età del malessere di Dacia Maraini racconta della diciassettenne Enrica innamorata del ventottenne Cesare che, qualche anno prima, le ha preso la verginità su una spiaggia assolata.
Cesare sta per sposarsi con un’altra, ma Enrica, pur sapendolo, continua a vederlo, innamorata e sessualmente succube di lui.Ne resta incinta, ma lui la spinge ad abortire e lei rinuncia al bambino.
Per lui rinuncia anche a Carlo, compagno di studi che le fa una corte ossessiva e che arriva anche a chiederle di sposarlo, pur sapendo di Cesare e dell’aborto illegale, fatti che, all’epoca, per una ragazza, erano causa di biasimo e di qualcosa di peggio.Enrica, nel rifiutare la proposta di Carlo, accetta, comunque, di donargli un ultimo amplesso prima dell’addio definitivo.
La sequenza narrativa del loro ultimo incontro è descritta nel capitolo finale del romanzo del 1963 e incuriosisce al punto che merita di essere indagata più da vicino.Infatti, in essa, Carlo diventa un personaggio ancora più “singolare” di…

Sii sempre orgoglioso di te! | PRIDE 2020

La scelta è stata dettata dalla pandemia in corso: meglio rinviare le parate dei vari Pride a tempi più sicuri dal punto di vista sanitario. Gli eventi legati ai vari Pride, quando possibile, si terranno online.
Ciò che, però, le persone LGBT non devono mai smettere di fare (e di ripetersi) è di essere orgogliose di loro stesse. Sempre!

Ma a Nick de "Il grande Gatsby" piacevano gli uomini?

La storia narrata da Francis Scott Fitzgerald ne Il grande Gatsby è nota: si tratta del disperato tentativo di Gatsby di “riprendere il filo del discorso” lì dove si era interrotto cinque anni prima e, finalmente, vivere, fino in fondo, il suo amore per Daisy.Tentativo che lo condurrà dritto alla tomba…
Il romanzo va letto (o riletto) perché scritto “in stato di grazia”: non solo riesce a descrivere con precisione gli stati emotivi, prossimi all’infantilismo, dell’eterno innamorato Jay Gatsby, ma rende bene l’idea della parossistica sete di vita e della frenesia di divertimenti sia dei frequentatori delle feste date da Gatsby nella propria villa e sia, soprattutto, degli altri protagonisti della vicenda (usciti indenni dalla Grande Guerra), a partire dalla coppia formata da Daisy e dal marito Tom.
Ma tutti i protagonisti del romanzo, nonostante gli sforzi profusi, sono destinati a cocenti disillusioni: «risospinti senza posa nel passato» che ha forgiato il loro presente e, per chi lo ha…

Io non sono il personaggio di un romanzo

Un certo Paul Darrigrand di Philippe Besson è un racconto autobiografico di rara bellezza e, al contempo, assai doloroso, anche per il lettore.In esso Besson racconta la sua storia d’amore con Philippe, ragazzo conosciuto il primo giorno di studi presso una Scuola di specializzazione.All’epoca (si è nel 1988) Besson ha 21 anni, mentre Philippe 24 ed è già sposato.
Un’attrazione immediata quella che porta i due a conoscersi meglio e a fare amicizia.Il sesso, però, arriverà soltanto qualche mese più tardi e sarà travolgente.
Ma a complicare le cose già di per sé complicate, arriva un fatto assolutamente imprevisto: Philippe si ammala gravemente ed è a un passo dalla morte.
Ed è a quel punto che la narrazione diventa dolorosa, quasi insopportabilmente dolorosa anche per il lettore: dover fare i conti con la morte, per un ragazzo di 22 anni, non è normale e anche il lettore, inevitabilmente - se si è lasciato condurre fin lì dall’autore e ha simpatizzato per la sua storia d’amore - non può n…