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Il coming out non è una dichiarazione di disponibilità sessuale

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A differenza di quanto possano pensare alcuni etero, il coming out non è una dichiarazione di disponibilità sessuale, ma un’affermazione identitaria : sono una persona LGBT e non mi nascondo, perché sono sereno con me stesso. Comunicare a qualcuno di essere una persona LGBT, dunque, non significa affatto aprire le porte della camera da letto al proprio interlocutore! Eppure, succede ancora oggi di assistere a reazioni davvero imbarazzanti:  si va dagli etero che si affrettano a specificare che loro sono normali e, quindi, non ci stanno ; a quelli che, invece, ci provano senza ritegno, restandoci male di fronte a un netto rifiuto. Entrambe le reazioni, però, lasciano l’amaro in bocca in chi ha appena fatto coming out, in quanto presuppongono che certi (molti?) etero giudicano le persone LGBT facili ; o, meglio, sempre pronte a farlo con chiunque. Anche a causa di tale implicito giudizio alquanto svilente, molte persone LGBT preferiscono non dichiararsi affatto.

Sistemi di oppressione

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Tutto è già definitivo

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Premessa non dovuta Ho saputo del suicidio dell’ex compagno di Matteo B. Bianchi da subito, da prima di conoscerlo personalmente e di leggere i suoi libri: me ne aveva parlato una conoscenza comune. Con Matteo B. Bianchi non ho mai avuto occasione di affrontare l’argomento, anche perché ho avuto modo di incontrarlo solo due o tre volte. Quando ho presentato un suo libro , però, ricordo che dal pubblico ci fu chi gli chiese come era proseguita la storia raccontata in Generations of love .  Ero intervenuto rispondendo al posto suo: avevo cambiato bruscamente discorso, arrogandomi, in tal modo, il ruolo non richiesto di difensore della privacy.  Ora a raccontare come si sono svolti i fatti ci ha pensato Matteo B. Bianchi in prima persona. E lo ha fatto in maniera magistrale. Premessa dovuta Quella che segue è la spiegazione del perché, a mio parere, quello di Matteo B. Bianchi è un racconto magistrale. In alcun modo questa nota deve essere letta come un’intromissione nel vissuto dell’Aut

I preti sono cattivi maestri

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Le amicizie particolari di Roger Peyrefitte, uscito in Francia nel 1944, è un romanzo di ispirazione autobiografica ambientato all’interno di un collegio maschile gestito da preti. In tale contesto, il narratore segue soprattutto due “amicizie particolari” che, come afferma il protagonista del romanzo, in realtà andrebbero chiamati amori, seppure vissuti in assenza di vero e proprio sesso. Il massimo che le coppie si concedono, infatti, è il bacio. Amori “casti”, puerili e totalizzanti come sono, in genere, tutti gli amori dell’età infantile. Ma tali amori infantili, per chi gestisce il collegio dove essi maturano, sono peccaminosi soprattutto perché sono di natura omoerotica. Vanno ostacolati e troncati con ogni mezzo, per il bene spirituale di chi ne è coinvolto, oltre che per il buon nome del collegio stesso. Un collegio nel quale predominante è l’insegnamento di natura religiosa; ma nel quale, in realtà, si svolgono fatti per nulla edificanti. Si pretende di insegnare la morale e

L’intrattenimento per adulti e i tabù

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Alcune situazioni sono tabù anche nel cinema per adulti. Danilo Ruocco intervista Luca Borromeo .

La vestale di Rimbaud

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I giorni fragili di Arthur Rimbaud di Philippe Besson edito in Italia da Guanda nel 2004 è un capolavoro nel quale si raccontano gli ultimi strazianti giorni del grande poeta francese. A tenere il diario di quegli ultimi momenti si finge sia Isabelle, sorella di Arthur, che lo assiste amorevolmente durante la malattia cancerogena che lo porterà alla morte. Una sorta di vestale Isabelle: vergine; austera; dedita al culto del fratello poeta in gioventù; confidente dei ricordi di Arthur; testimone e custode (in)fedele degli ultimi giorni di vita di colui che lei prevede un giorno la Francia riconoscerà come un colosso delle Lettere. (In)fedele perché Isabelle sa che, pur avendo fedelmente trascritto nel suo diario ciò che il fratello le ha confidato, quando sarà chiamata a raccontare di Rimbaud, lei mentirà. Non dirà tutto, per non lasciare ai posteri il ritratto di un maledetto. Non dirà degli amori per gli uomini che Arthur ha nutrito: non racconterà dello stupro subito dal fratello a

"quel ragazzino me lo farei sull’altare"

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Agnus Dei. Gli abusi sessuali del clero in Italia di Lucetta Scaraffia , Anna Foa e Franca Giansoldati edito da Solferino fa il punto sugli abusi perpetrati, in anni recenti, dai preti ai danni di minori (soprattutto maschi) e religiose. Dopo aver specificato che anche le religiose vanno considerate soggetti fragili facilmente manipolabili dai preti cui fanno riferimento e, perciò vittime di veri e propri abusi sessuali cui, spesso, seguono imposizioni di sottoporsi ad aborto, le Autrici - attingendo all’archivio di Francesco Zanardi di Rete l’Abuso - hanno ricostruito alcuni casi di abusi ai danni di minori di sesso maschile (e, tra questi, anche quello di Zanardi stesso). Ne esce un quadro davvero raccapricciante, popolato, da una parte, da predatori sessuali senza scrupoli e dai loro complici e, dall’altra, da vittime innocenti scelte, il più delle volte, in contesti sociali e familiari difficili. E, si badi, tra i complici degli abusatori vi sono quasi sempre appartenenti all