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Le verità nascoste vengono sempre a galla

Un ragazzo italiano di Philippe Besson, edito in Italia da Guanda, è davvero un romanzo assai bello e ben scritto.In esso si narrano i giorni successivi alla scoperta, nell’Arno, del cadavere di Luca, segretamente bisessuale, amante, contemporaneamente, di Anna e di Leo.
La storia è raccontata in prima persona sia da Luca, sia da Anna e sia da Leo che prendono la parola uno dopo l’altro in brevi capitoli che portano avanti la trama alternando i punti di vista.
Si viene così a sapere che Luca non ha mai detto ad Anna di essere bisessuale e, quindi, la donna ignora completamente la doppia vita del compagno.Leo, invece, sa tutto, ma, agli occhi del mondo, è come non esistesse, perché Luca lo ha sempre tenuto nascosto.
La situazione diventa via via più complicata a causa del fatto che l’autopsia sul corpo di Luca rivela, non solo che ha avuto un rapporto omosessuale prima di morire, ma che aveva anche assunto una dose massiccia di sonniferi.La polizia, quindi, inizia le indagini, non tralasc…
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Innamorata di un gigolo bisessuale

Pubblicato agli inizi degli anni Sessanta del Novecento, La scuola della carne di Yukio Mishima, edito in Italia da Feltrinelli, è un romanzo estremamente moderno.
In esso si racconta la storia d’amore della quasi quarantenne Taeko, con il giovane gigolo ventunenne Senkichi, conosciuto in un locale gay dove svolge il lavoro di barman e dove si prostituisce indifferentemente con uomini e donne.
Senkichi è virile e distante, quasi altezzoso e, per denaro, disposto a fare qualsiasi cosa. Lei ne resta ammaliata e - dopo una notte di sesso mercenario - se ne innamora al punto che decide di fare progetti di vita assieme al fascinoso ragazzo.
Progetti che, via via, si fanno sempre più impegnativi anche dal punto di vista emotivo e che mutano di momento in momento data l’imprevedibilità caratteriale di Senkichi e la sua sete di libertà, successo e ricchezza.
Una storia che tiene il lettore incollato alla pagina e che è raccontata mantenendo il punto di vista della protagonista e procedendo con una…

Un capolavoro da non perdere | Un amico di Marcel Proust

Ci sono romanzi di cui basterebbe dire soltanto che sono dei capolavori. Con incipit folgoranti e che tengono il lettore sospeso fino all'ultima pagina. Scritti benissimo e con una trama davvero inaspettata. Di cui si amano i protagonisti e con loro si soffre per il dolore che soffrono.
Uno di tali capolavori è Un amico di Marcel Proust di Philippe Besson, edito in Italia da Guanda.
La storia dolorosa, dolorosissima, è narrata in prima persona da Vincent, 16enne, «nato con il secolo», che, nella stessa settimana, ha la ventura di fare amicizia con il 45enne Marcel (Proust) e la sua prima esperienza sessuale e amorosa con il 21enne Arthur, soldato impegnato al fronte durante la Grande Guerra in corso.
Marcel a cui Vincent dà del voi. Arthur a cui dà del tu. Marcel il confidente e l’amico. Arthur l’amore che fa maturare e cambia la vita.
Tre uomini, il 16enne, il 21enne e il 45enne, uniti da un legame di cui nessuno di loro sospetta.
Besson divide la trama in tre capitoli in cui la relaz…

Pasqua in lockdown

Questa è una Pasqua particolare e non c’è bisogno che dica il perché.
Se stai passando questo periodo da sol* o con persone che non ti accettano per quello che sei, mi raccomando: tieni duro!
Se ti senti scoraggiat*, chiama e messaggia con chi ti capisce e condividete questo momento: vedrai che aiuta!
Ma, soprattutto ricorda che “da qualche parte oltre l’arcobaleno | volano uccelli blu | e i sogni che sogni intensamente | diventano davvero realtà”.
Stay strong!

Byron | Wilde | Auden

Due pub, tre poeti e un desiderio di Franco Buffoni è un saggio “anomalo”.
Il desiderio di cui si parla è quello omosessuale. I tre poeti sono: Lord Byron; Oscar Wilde e W. H. Auden. E i due pub, (giustamente) presto dimenticati dalla trattazione, sono lo White Swan e lo Stonewall, entrambi locali di ritrovo per omosessuali e casuali luoghi nei quali la cronaca è diventata Storia.
Si diceva dell’anomalia del saggio. Non si tratta, infatti, di un’opera nella quale i tre poeti vengono analizzati e raccontati singolarmente; bensì di una narrazione che li vede trasformati in un unico “individuo”: un omosessuale nato Lord Byron e morto Auden, passando dall’essere stato Wilde.
In altre parole, Buffoni prende a “prestito” le biografie dei tre poeti per tracciare una “Storia del Desiderio” che parta dal 1788 (anno di nascita di Lord Byron) e si concluda, più o meno, nel 1973 (anno di morte di Auden). Un paio di secoli durante i quali il Desiderio omosessuale è passato dall’essere un peccato, all’ess…

Wilde era un gigante

Negli ultimi decenni sono emersi dagli archivi privati molti documenti utili a completare la biografia di Oscar Wilde. Pubblicati in diverse riviste specialistiche, sono spesso rimasti sconosciuti al lettore comune. Matthew Sturgis, attento storico inglese, con il suo Oscar. Vita di Oscar Wilde edito in Italia da UTET, ha dato la possibilità al lettore appassionato del grande scrittore britannico di venire a conoscenza di tale materiale e di avere, quindi, una visione più precisa di chi fosse Wilde in realtà.
Lontanissimo dall’essere un libro agiografico, la corposa e dettagliata biografia di Wilde firmata da Sturgis restituisce al lettore il ritratto di un uomo complesso e, certamente, contraddittorio che, però, fu senza alcun dubbio, un gigante sia nel mondo delle lettere, sia nella società vittoriana in cui visse.
Un libro, quello di Sturgis che affronta Wilde con un linguaggio semplice e colloquiale e che ne ricostruisce la vita e la gestazione delle opere tenendo ben presente il copi…

Se Vauro vuole l'AIDS...

Personalmente ritengo che si possa fare satira indirizzando la propria ironia e il proprio sarcasmo contro un essere umano pienamente in grado di ribattere alle accuse rivoltegli da chi fa satira, perché vivo e cosciente.
Di conseguenza, ritengo privo di senso e di opportunità il tentativo di satireggiare coloro che non possono spiegare i propri comportamenti, perché malati di mente, o incoscienti o morti. In altre parole, la satira funziona se colui/colei che ne è oggetto può rispondere, magari in modo sarcastico…
Ciò detto, risulta chiaro come, per me, la tavola pubblicata oggi da Vauro non sia satira. Vauro, infatti, non rivolge la sua ironia e il suo sarcasmo contro qualcuno in particolare. Vauro fa una richiesta: vuole l’AIDS. Ne è nostalgico, forse perché, pare di capire, se ne crede immune.
Vauro, dunque, invoca il ritorno dell’AIDS. Una richiesta, la sua, difficilmente comprensibile ai più, ma facilmente esaudibile: l’AIDS non è un ricordo lontano.  Anzi, è una sindrome presente che ci…