Passa ai contenuti principali

La difficoltà di dirsi gay


Tuo, Simon (Love, Simon) di Greg Berlanti è un film rivolto a un pubblico di adolescenti e alle loro famiglie che affronta assai bene e con garbo la difficoltà di fare coming out in famiglia e con gli amici.

Simon è un teenager all'ultimo anno di liceo che, pur vivendo in una famiglia accogliente e agiata e avendo un gruppo di amici fidati, ha paura di rivelare loro il proprio orientamento sessuale.
Paura che tutta la felicità di cui gode possa essergli negata se si venisse a sapere che è gay.

La paura che il suo mondo possa crollare o rivoltarglisi contro lo spinge, ricattato da un compagno di scuola che ha scoperto il suo segreto, ad agire in modo poco chiaro proprio nei confronti del suo gruppo di amici.
E, quando tutto verrà alla luce (compreso il fatto che è gay), l’aver agito in modo poco trasparente sarà la causa della rottura con i suoi amici.
Ma le cose sono destinate ad aggiustarsi…

Il film, assai ben recitato da tutti gli interpreti e in modo particolare da Nick Robinson (nel ruolo di Simon), evidenzia il senso di solitudine e di “separatezza” che può causare l’essere gay in una società che dà per scontato, invece, che tu sia eterosessuale. 
In un’età di passaggio, come è quella adolescenziale, dover anche decidere se e con chi fare coming out può essere uno stress di difficile gestione.
Ma, paradossalmente, un atto ostile come l’outing può dare il coraggio di affrontare gli altri a testa alta e senza più nulla da temere o di cui vergognarsi.

Un film adatto a tutti e che oltre a far riflettere, diverte e commuove.

Commenti

Post più letti durante la settimana

Le parole del porno

Quasi sempre i filmini porno online hanno titoli e definizioni in inglese. Ecco un elenco di alcune parole assai comuni nei siti pornogay con traduzione e, quando serve, spiegazione della pratica. Dall’elenco sono state escluse pratiche troppo “specifiche” e, ovviamente, le parole del lessico quotidiano che non si riferiscono a una pratica sessuale. L’elenco può essere arricchito e corretto dai vostri suggerimenti. Attenzione: se prosegui la lettura, sappi che ti troverai a leggere parole assai esplicite.

Perché i pornoattori lo hanno grosso?

Sia nei film pornografici rivolti a un pubblico eterosessuale, sia in quelli per un pubblico gay, in genere, il maschio che penetraè dotato di unpene più grande della media. Le inquadrature ne esaltano la grandezza e l’attrice o l’attore che lo riceve, di solito, ne valorizza le misure o con espressioni di stupore o con altre di gradimento. Al contrario, un membro virile normale o più piccolo rispetto alla media nei video porno è trattato con sufficienza, quando non addirittura sbeffeggiato.
L’esaltazione cinematografica del membro virile anche nella pornografia rivolta a un pubblico maschile eterosessuale fa nascere alcune domande. Ad esempio, ci si interroga sul motivo per il quale un maschio eterosessuale senta l’esigenza, durante la visione di una pellicola che ne stimola l’eccitazione sessuale, di vedere ripetutamente e da varie angolazioni il membro di un altro uomo. Molti psicologi e sessuologi spiegano che, nella visione della pornografia, interviene un meccanismo di identificazion…

Un cult camp | Il vizietto

Il vizietto per la regia di Édouard Molinaro con Michel Serrault e Ugo Tognazzi è un capolavoro. Un vero cult della cinematografia.
La storia è semplice e nota: il figlio appena ventenne di Renato, omosessuale gestore di un locale dove si esibiscono delle drag queen, sta per sposarsi con la figlia di un uomo politico rappresentante di un partito della destra bigotta e oltranzista.Per evitare che il politico intransigente neghi il suo assenso alle nozze, il ragazzo chiede al padre di “normalizzare” momentaneamente la propria vita e di presentarsi alla cena con i futuri suoceri come un padre eterosessuale qualunque.Alla recita non è invitato Albin, il compagno di Renato, che ha fatto da “madre” proprio al ragazzo e che pare impossibilitato a vestire panni maschili.Viene, invece, invitata la madre biologica del giovane…Albin, però, ha un’altra idea che mette in atto all’insaputa di tutti…
Il film è un capolavoro camp.I personaggi gay “scheccano” paurosamente e si danno il femminile come no…