Quando lo Stato perseguita l'Amore

Leonardo Maltese

Il signore delle formiche di Gianni Amelio è davvero un gran bel film che ricostruisce sia la storia d’amore tra il professor Aldo Braibanti e il giovane (e maggiorenne) Ettore, e sia il processo per plagio intentato contro Braibanti, accusato di aver plagiato il giovane Ettore, inducendolo ad avere con lui rapporti sessuali «contro natura».

Amelio mette in mostra assai bene come in una società profondamente catto-fascista qual era quella italiana degli Anni Sessanta, si sia adoperato il reato di plagio, introdotto nel 1930 dal fascistissimo Codice Rocco, per condannare l’Amore omosessuale (che, non costituendo reato, non era punibile).

In altri termini, si è proceduto contro Braibanti accusandolo di plagio, perché non lo si poteva accusare d’omosessualità.


Il regista, con tono narrativo pacato, nel ricostruire tutta la vicenda, parte dal rapimento di Ettore a opera dei suoi familiari e racconta, prima con un lungo flashback, lo sbocciare del sentimento amoroso tra il professore e il giovane; e, poi, il processo contro Braibanti e le “cure” inumane a cui Ettore fu costretto a sottoporsi.


Un film a tratti toccante che è splendidamente recitato da tutti gli interpreti, a cominciare dai tre protagonisti a tratti strepitosi: Luigi Lo Cascio (un Aldo Braibanti di alto profilo morale); Elio Germano (un giornalista de “L’Unità” che mette in rilievo le storture del Sistema) e Leonardo Maltese (assolutamente convincente sia da sano e sia da “curato”).


Un film di cui si consiglia vivamente la visione.

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Per approfondire il caso Braibanti, si legga Braibanti l'omosessuale condannato per plagio 

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