Il misterioso caso Estermann-Tornay


La sera del 4 maggio 1998 furono trovati morti il neo comandante delle Guardie Svizzere Alois Estermann (di 44 anni); sua moglie Gladys Meza Romero e il vice-caporale Cédric Tornay (di 23 anni).


Le autorità competenti del Vaticano si affrettarono a dichiarare che a uccidere i coniugi Estermann era stato il giovane Tornay - in preda a un attacco di follia - che si era, poi, tolto la vita.


La ricostruzione dei fatti, però, lascia perplessi molti osservatori, in primis Fabio Croce, autore del libretto Delitto in Vaticano, edito dalla sua casa editrice nel 1999.


Croce sottolinea le incongruenze e i misteri del caso a iniziare dal fatto che il cadavere del giovane Tornay è stato ritrovato in una posizione non compatibile con quella che per solito assume il cadavere di chi si è sparato in bocca.


Croce, inoltre, riferisce che molti testimoni dissero che nel salotto degli Estermann erano stati trovati 4 bicchieri e non 3 e, sempre Croce, ricorda che tutti i mobili di casa Estermann furono fatti sparire il giorno seguente l’omicidio con un frettoloso trasloco.


Il saggista, poi, mette seriamente in dubbio le supposte motivazioni che avrebbero spinto Tornay a uccidere il suo superiore (ovvero dei mancati riconoscimenti di carriera), rivelando come il giovane avesse intenzione di lasciare definitivamente il corpo militare e tornare in Svizzera.


Infine, Croce riferisce quanto rivelato da Massimo Lacchei che fu testimone diretto della relazione affettiva tra Estermann e Tornay.

I due, insomma, non avevano conti in sospeso da regolare con un omicidio; senza contare che sarebbe stato assurdo chiedere conto di mancate promozioni a un comandante appena nominato.


Le motivazioni dei tre omicidi - sospetta Croce - vanno cercate altrove.


Il caso, ad ogni modo, fu archiviato dal Vaticano l’8 febbraio 1999, ma pare tutt’altro che risolto.


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