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I due Rimbaud


Il narratore e saggista Edmund White ha scritto una bella biografia di Arthur Rimbaud nella quale, non solo ricostruisce la vita del poeta, ma ne analizza criticamente le opere più importanti.
Pubblicata in Italia nel 2009 da minimum fax con il titolo La doppia vita di Rimbaud (il titolo originale è Rimbaud. The Double Life of a Rebel), la biografia si concentra soprattutto sul primo Rimbaud, quello bohémien e poeta, a scapito del Rimbaud “africano” e trafficante d’armi, al quale sono dedicate, complessivamente, poche pagine.
White, infatti, sembra non essere affascinato dal mito romantico di Rimbaud viaggiatore solitario in Africa, ma, anzi, degli anni africani traccia un bilancio assolutamente poco lusinghiero: Rimbaud era diventato un altro rispetto a quando era un poeta.
Un uomo avido di denaro al punto da rimandare la partenza per la Francia dove lo si sarebbe potuto curare, evitandogli, molto probabilmente, l’amputazione della gamba a causa di un cancro al ginocchio e la morte per metastasi.
Un uomo che, proprio perché avido di denaro, era arrivato al punto di pensare di ricattare Verlaine, l’uomo che aveva amato, ricambiato.
Un uomo che - volendo sembrare rispettabile - fece di tutto per far dimenticare lo scandalo omosessuale di cui era stato, con Verlaine, protagonista.
Il Rimbaud a cui White dedica quasi tutta la sua attenzione è il Ribelle (il Rebel del titolo originale), quello che durante gli anni della scuola era uno studente modello; quello, soprattutto, che, da adolescente, diventò un poeta in grado di rivoluzionare la letteratura francese e, anche con l’esempio della propria vita, combattere contro le false convenzioni borghesi.
Convenzioni che il Ribelle contrastava con il corpo sudicio, i capelli infestati dai pidocchi, l’uso di droghe e l’abuso di alcool, l’omosessualità non nascosta, ma, anzi, sbandierata e gli scritti utopici nei quali vagheggiava una società in cui regnasse l’amore universale.
A proposito del poeta, il Biografo, con una frase felice per capacità di sintesi, mostra al lettore tutta la grandezza letteraria di Rimbaud:
È assolutamente notevole il fatto che nella sua breve carriera Rimbaud abbia coperto tutte le tappe della storia della poesia: dal verso latino al Romanticismo, al Parnassianesimo e al Simbolismo, fino a giungere al Surrealismo ancor prima che questo nascesse.
Un poeta che deve tutto a Verlaine che, con amorevole cura, molto dopo la fine della loro storia d’amore, ne pubblicò le opere e ne tracciò i primi profili critico-biografici. White, a tal proposito, sottolinea come «Senza l’impegno di Verlaine, Rimbaud sarebbe soltanto una nota a piè pagina [...]».
E alla relazione tra Rimbaud e Verlaine White dedica molta parte del suo lavoro, descrivendo non solo il loro rapporto erotico-amoroso e il loro vagabondare tra una città e l’altra, ma anche le reciproche influenze letterarie.
Il Biografo sottolinea come Rimbaud rappresentasse «l’ideale erotico di Verlaine, un adolescente dominante che si mostrava sempre disponibile dal punto di vista sessuale» e come Rimbaud si trovasse a proprio agio nel ruolo di attivo-dominante e non si facesse scrupoli a farsi mantenere dall’amante.
Mentre per quanto riguarda le influenze letterarie, White ricorda come Rimbaud avesse considerato Verlaine un grande poeta ben prima di conoscerlo e come ne avesse prima subito l’influsso, per poi influenzarlo a sua volta.
Una biografia, quella di White, di cui si consiglia la lettura non solo per la puntualità dell’analisi e della ricostruzione biografica, ma anche per la piacevolezza della scrittura.
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