Le etichette sociali etero e omo
Oggi la comunità scientifica converge nel sostenere che la bisessualità maschile, non solo esiste, ma non è affatto una fase transitoria come alcuni ancora si ostinano a credere.
Essa, non solo è un’identità stabile per molti uomini, ma proprio la fluidità sessuale - come ricordato in Maschi disinibiti e maschi repressi - è ciò che caratterizza i corpi maschili che sono in grado di reagire sia agli stimoli sessuali provenienti da corpi femminili, sia a quelli provenienti da altri corpi maschili.
Nel già ricordato Maschi disinibiti e maschi repressi suggerivo la possibilità di superare la divisione tra eterosessuali e omosessuali e, di conseguenza, di distinguere la popolazione maschile tra disinibiti e repressi.
Qui aggiungo un tassello che solo all’apparenza potrebbe sembrare un passo indietro, ma che, invece, è una sorta di pratica “norma transitoria”: in attesa di una generalizzata neoliberazione sessuale, si propone di traslare il significato di etero e omosessualità da un contesto medico-scientifico (nel quale è nato nella seconda metà dell’Ottocento) a un contesto sociale.
In definitiva, si suggerisce di definire
- eterosessuali coloro che, pur avendo nel privato rapporti sessuali con altri maschi, conducono una vita sociale in cui sembrano eterosessuali.
- omosessuali coloro che, viceversa, pur avendo nel privato rapporti sessuali anche con donne, hanno fatto pubblicamente coming out come persone non-eterosessuali e conducono una vita sociale in cui sembrano omosessuali.
- disinibiti coloro che non si riconoscono né nel gruppo etero, né in quello omosessuale e, sia nel privato, sia in pubblico, vivono appieno e serenamente la propria fluidità sessuale.







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