Passa ai contenuti principali

La sfera emotiva dei maschi


Quello che gli uomini non sanno dire. Le emozioni nascoste dell’animo maschile di Björn Süfke edito da Urra è davvero un saggio ben fatto. L’autore, psicoterapeuta specializzato in pazienti di sesso maschile, conduce il lettore (e le lettrici), passo dopo passo, alla scoperta della complicata (e negata) sfera emotiva degli uomini.
Una sfera emotiva che i maschi (soprattutto eterosessuali) fanno loro stessi fatica a conoscere, e, spesso, ad ammettere che esista.
Infatti, l’educazione e  la “socializzazione” (ossia, come spiega l’Autore, “l’adattamento dell’individuo ai modelli sociali cognitivi ed emotivi”) impongono ai maschi di negare, reprimere, mettere a tacere tutte quelle emozioni che si pensano “sconvenienti” e “inadatte”, in quanto ritenute più consone all’universo emozionale femminile. Tanto è vero che le emozioni, lungi dall’essere ritenute universali, in quanto umane, sono state storicamente sessualizzate e divise tra emozioni maschili (tutte “positive”) ed emozioni femminili.
Ai maschi, infatti, sono negate le emozioni “negative”, come la tristezza, la paura o l’impotenza (nel senso del sentirsi impotenti), in quanto lontane dall’immagine di una mascolinità forte, attiva e vincente. Le emozioni “negative” vengono ritenute causa di svirilizzazione e, quindi, represse dalla società e auto-represse dall’individuo che, provandole o esternandole, si sente minacciato nella propria identità maschile.

Per evitare di dar spazio alle emozioni svirilizzanti, i maschi fanno ricorso a strategie di esternalizzazione (di allontanamento dalla propria interiorità), come il ricorso alla razionalità, al protagonismo e all’estraniazione dal corpo.
Tale strategia esternalizzante, però, negando le emozioni, è, alla lunga, perdente, in quanto rende, paradossalmente, gli uomini fragili di fronte a emozioni forti che non possono più essere negate. Di fronte a certe emozioni, semplicemente, i maschi non sanno come comportarsi, come affrontarle e come reagire, in quanto non sanno dialogare con se stessi, con il proprio io interiore.
Nel saggio, di facile lettura per tutti, l’Autore suggerisce una diversa via da seguire per permettere agli uomini di riconoscere e gestire le proprie emozioni “negative”. Scrive, infatti, Björn Süfke:
(...) solo accettando le nostre debolezze, i nostri bisogni e la nostra impotenza, solo abbandonando l’illusione di un’identità forte e superiore permettiamo la nascita di una vera energia al nostro interno. (corsivo nel testo).
Ma per poter accettare le emozioni che si è imparato fin da bambini a rifiutare, bisogna conoscerle. Ecco, allora, che nel proprio saggio, l’Autore le descrive e le analizza, suggerendo anche la via giusta per farle proprie, aiutando, in tal modo, i maschi adulti a non soffrire troppo nel lasciarsi da esse coinvolgere. Il terapeuta, quindi, ci invita a conosce le emozioni, il nostro mondo interiore “per scoprire che laggiù, dentro di noi, non si nasconde nessun nemico”.

Commenti

Post più letti durante la settimana

Le parole del porno

Quasi sempre i filmini porno online hanno titoli e definizioni in inglese. Ecco un elenco di alcune parole assai comuni nei siti pornogay con traduzione e, quando serve, spiegazione della pratica. Dall’elenco sono state escluse pratiche troppo “specifiche” e, ovviamente, le parole del lessico quotidiano che non si riferiscono a una pratica sessuale. L’elenco può essere arricchito e corretto dai vostri suggerimenti. Attenzione: se prosegui la lettura, sappi che ti troverai a leggere parole assai esplicite.

Perché i pornoattori lo hanno grosso?

Sia nei film pornografici rivolti a un pubblico eterosessuale, sia in quelli per un pubblico gay, in genere, il maschio che penetraè dotato di unpene più grande della media. Le inquadrature ne esaltano la grandezza e l’attrice o l’attore che lo riceve, di solito, ne valorizza le misure o con espressioni di stupore o con altre di gradimento. Al contrario, un membro virile normale o più piccolo rispetto alla media nei video porno è trattato con sufficienza, quando non addirittura sbeffeggiato.
L’esaltazione cinematografica del membro virile anche nella pornografia rivolta a un pubblico maschile eterosessuale fa nascere alcune domande. Ad esempio, ci si interroga sul motivo per il quale un maschio eterosessuale senta l’esigenza, durante la visione di una pellicola che ne stimola l’eccitazione sessuale, di vedere ripetutamente e da varie angolazioni il membro di un altro uomo. Molti psicologi e sessuologi spiegano che, nella visione della pornografia, interviene un meccanismo di identificazion…

Kimera | Donna Dominante

Nella video-intervista Kimera racconta a Danilo Ruocco la sua esperienza di donna dominante che, in un decennio, l'ha vista attiva sulla scena BDSM soprattutto come mistress di uomini sottomessi, ma anche di donne sottomesse.