Un amore che non si può raccontare


Avevo sempre dato per risaputo che Lucio Dalla fosse omosessuale. Ignoravo, invece, il fatto che non avesse mai fatto coming out. L'ho scoperto solo il giorno della sua morte in seguito alle polemiche nate dopo che in un servizio del Tgla7 è stato erroniamente detto che Dalla era un omosessuale dichiarato.

A fugare ogni possibile dubbio sulla sessualità di Dalla ci ha pensato, non so quanto consapevolmente, colui che è entrato in chiesa come “collaboratore” e ne è uscito indicato da molti come l’ultimo compagno di vita di Dalla: quel Marco Alemanno che, durante il funerale del cantante, è scoppiato in lacrime, rendendo palese il rapporto che lo univa al compianto.

Questo è noto. Ormai è cronaca.
Ciò che quel pianto di Alemanno mi ha indotto a immaginare è il possibile tormento interiore che il giovane compagno di Dalla può aver vissuto per il fatto di aver dovuto pubblicamente nascondere la vera natura del sentimento che lo univa (pare dal 2004) al celebre cantante. Il suo uomo non aveva mai dichiarato la propria omosessualità e lui, forse solo per rispettarne la volontà, si era ridotto al ruolo pubblico di collaboratore. Me lo immagino mentre mormora tra i denti quelle parole di presentazione, quella frase dal sapore un po' amaro: "Sono un collaboratore di Lucio Dalla". In altri tempi, data la differenza d'età tra lui e Dalla, probabilmente si sarebbe presentato come il nipote dell'uomo che amava. Ma oggi non si usa più...

Ma, a ben vedere, al di là di ciò che ho immaginato e che ignoro se corrisponda completamente a verità, una coppia gay di oggi, che vive nel presente, non ha o non dovrebbe avere, per presentarsi pubblicamente, la necessità di ricorrere a definizioni di comodo offerte da altre relazioni, come quelle familiari (i "nipoti") e/o lavorative (i "collaboratori"). Una coppia gay  dovrebbe sempre sentirsi libera di poter dichiarare il proprio legame d'amore senza che alcuno possa avere qualcosa da ridire.
Dovrebbe... ma, a quanto pare, non è così: per alcuni, anche per gente che crediamo libera, certi amori restano senza racconto.
E mette una certe tristezza pensare a persone famose del mondo dello spettacolo, della cultura, della politica, dello sport che non hanno il coraggio di raccontare pubblicamente la loro storia d’amore.