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L'ultimo viaggio di un drogato

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Giovanni Testori (1923 - 1993), nel suo ultimo romanzo, ha raccontato i vaneggiamenti pre-morte di un drogato. In exitu riproduce tale delirio come fosse “preso in diretta”: ripetizioni delle stessa parola o della medesima frase; periodi interrotti anche prima che essi possano significare qualcosa; reiterazioni di fatti, bestemmie e parolacce; tic linguistici e sgrammaticature varie.  Il tutto in una lingua che non è l’italiano, ma un lombardo imbastardito , infarcito, di tanto in tanto, di un italiano aulico e letterario e di qualche francesismo o inglesismo (ma “lombardizzati” anche’essi). Decisamente una lingua di non facile lettura se non si pratica quotidianamente uno dei dialetti lombardi. Una difficoltà che, in definitiva, non gioca a favore del pieno godimento dell’opera. Un romanzo, quello di Testori, in grado di mettere il dito nella piaga: attraverso gli occhi del drogato morente, infatti, vengono evidenziati i cambiamenti in peggio della nostra società (o cives , come ...