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Lord Alfred Douglas era n'omme 'e niente

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Con Oscar Wilde di Alfred Douglas (1870 - 1945) edito per la prima volta in Italia nel 1982 da Gammalibri è sicuramente un documento; ma contrariamente al volere del suo autore, esso non va letto come una “biografia/verità” su Oscar Wilde , bensì come un paradossale e involontario svelamento di lord Alfred Douglas stesso. Infatti, a fine lettura, non si può fare altro che pensare che Wilde avesse ragione quando nel suo De profundis descrisse Bosie (ossia Alfred Douglas) come una sorta di isterico e scervellato ragazzo, un essere indegno dell’affetto che Wilde pur nutriva per lui. Un uomo che a Napoli (città nella quale la coppia Wilde/Douglas visse dopo la scarcerazione di Wilde) non ci si sarebbe astenuti dal definire “n’omme ‘e niente” (ossia un uomo che non vale nulla, senza onore e dignità). Infatti, in tutto il libro, Douglas non fa altro che attaccare astiosamente la memoria di Wilde sia dal punto di vista letterario, sia da quello umano e ne fa un “ritratto” negativo ...

Gide ricorda Wilde

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Oscar Wilde Il 30 novembre 1900 moriva Oscar Wilde .  L’anno successivo André Gide stese un memoriale nel quale raccontava i suoi incontri con il grande scrittore irlandese. Oscar Wilde. In memoriam fu da Gide pubblicato solo nel 1903 e, in Italia, si può leggerlo edito da Stampa Alternativa con il titolo arbitrario e alquanto fuorviante di Gli ultimi anni di Oscar Wilde, dandy decaduto . Sull'arbitrarietà del titolo c’è poco da dire: salta agli occhi.  Sul suo essere fuorviante si specifica che nel suo memoriale Gide parla di Wilde non come di un dandy decaduto, ma come di un uomo che il carcere ha profondamente cambiato .  Lascia a Wilde stesso la parola, in modo che sia chiaro al lettore come Wilde considerasse l’esperienza del carcere formativa in modo ben diverso da quanto comunemente si immagina.  Wilde, infatti, affermava che il carcere gli aveva insegnato un sentimento bello quale è la pietà: “Sono entrato in prigione con un cuore di pietra: no...

             

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