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Identità e comportamenti

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Sono dell'idea che un comportamento non sia in grado di definire un'identità , soprattuto, poi, se si tratta di un comportamento saltuario. La percezione che ognuno ha di sé in quanto individuo (e che è parte integrante della propria identità) è talmente soggettiva e coinvolge tante e tali variabili che un comportamento “non fa primavera”. È l'individuo che definisce la propria identità e lo fa sempre in piena coscienza, non sbagliando, né mentendo. A mio avviso, le false percezioni di sé esistono solo in casi estremi.  In tutti gli altri casi non si produce una distorsione tale da essere erronea o mendace. Si può non accettare la percezione che si ha di sé, non sbagliarla! Colui che si auto-definisce (quando lo fa per sé e non per gli altri) lo fa sapendo che mentire a se stesso è stupido, oltre che inconcludente. Per portare qualche esempio, ci si può (come avviene spesso) definire omosessuale a otto anni, senza neppure aver mai visto un uomo nudo. Lo si...