Maledette discriminazioni


In Italia esiste un preoccupante fenomeno sociale di cui le Istituzioni sembrano non volersi far carico: l’omofobia.
L’omofobia o paura e disprezzo dell’omosessualità è una piaga sociale di cui un Paese civile dovrebbe preoccuparsi e dovrebbe combattere, estirpandola. Ma i governanti italiani hanno recentemente deciso di non varare una legge che preveda il reato di omofobia e hanno continuato a mettere la testa sotto la sabbia, fingendo che il fenomeno non esista e continuando, in tal modo, a tenere una vasta fetta della popolazione, di cittadini italiani e non, in una situazione di rischio reale, rischio di diventare vittime della violenza (sia verbale, sia fisica).
Maledetti froci & maledette lesbiche di Maura Chiulli racconta l’Italia omofoba, l’Italia incivile e non degna dell’Europa, nella quale molti cittadini vengono fatti oggetto di violenza omofoba in ragione del loro orientamento sessuale.
Maura Chiulli ha scelto di raccontare l’Italia vergognosa e incivile tramite le voci di omosessuali, lesbiche e transessuali vittime della violenza omofoba. Una scelta, si crede, non facile, perché non deve essere stato semplice ascoltare dalla viva voce di chi le ha subite le efferatezze di ogni genere compiute ai loro danni.
Quelli raccolti dall'Autrice, infatti, sono racconti agghiaccianti che fanno star male doppiamente perché, mostrando l’insensatezza della violenza omofoba e i danni che essa produce, mostrano, al contempo, anche la bassezza, l’inumanità, di una vasta fetta di cittadini italiani, quella composta dagli omofobi (di vario grado e di varia provenienza) che si sentono in dovere di sbeffeggiare, insultare, picchiare, uccidere altre persone, solo perché tali persone non hanno gusti sessuali uguali ai loro. E non è facile digerire il fatto che si convive fianco a fianco con molti (troppi) miserabili individui (gli omofobi).
Una violenza, quella omofoba, che penetra profondamente nella psiche e nei corpi delle vittime, causando disistima e depressione che, spesso, sfociano nel suicidio (compiuto sovente durante gli anni dell’adolescenza, quelli nei quali si è psichicamente più fragili).
Violenze verbali e fisiche che le vittime subiscono nell’ambiente familiare, scolastico, lavorativo e sociale, spesso (troppo spesso) non avendo il coraggio e la forza di ribellarsi, di reagire. Addirittura interiorizzando, da vittime, l’omofobia quotidianamente incultata loro dai carnefici.
Un libro, quello di Maura Chiulli, che fa sì star male (informando e coinvolgendo), ma sa anche far indignare, chiamando, tacitamente, a raccolta.
Un libro, ovvero, che fa nascere, in quanti ancora si indignano di fronte alle discriminazioni, il desiderio di ribellarsi a una situazione assurda che pone gli italiani e l’Italia in uno stato di imbarbarimento non degno di un Paese civile e moderno. Un libro, dunque, necessario non solo per quanti, omosessuali, lesbiche, transessuali, sono quotidianamente vittime dell’omofobia, ma anche per quanti hanno a cuore il futuro del nostro Paese.
Un futuro che non può essere messo sotto scacco da posizioni retrive e indegne come quelle che giustificano o diffondono i sentimenti omofobi.
Un libro, dunque, non solo da leggere, ma da cui farsi pervadere positivamente.