Expo 2015 e turisti GLBT

L’Expo 2015 è alle porte e la quarta edizione dell’Expo Turismo Gay non poteva non occuparsene. 
Se, infatti, si tiene conto dei dati forniti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il 10% della popolazione mondiale è composta da persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender. 
Ciò vuol dire che, se all’Expo 2015 sono attesi 21 milioni di visitatori, è probabile che ben 2 milioni siano quelli GLBT. 
Visitatori che l’Italia non può non accogliere in modo corretto e qualificante per gli operatori del settore.

A parlare di accoglienza turistica delle persone GLBT si sono riuniti ieri a convegno Alessio Virgili, Alessandro Cecchi Paone, Olga Mazzoni, Josep Ejarque e Paolo Colombo, coordinati da Letizia Strambi.
È emerso, nel complesso, un quadro desolante per l’Italia, specie se paragonata ad altri paesi del mondo che sono molto più progrediti dal punto di vista dei diritti civili e dell’accoglienza delle persone GLBT. Paesi dai quali i turisti GLBT provengono.

Josep Ejarque ha sottolineato come i visitatori dell’Expo 2015 dedicheranno un giorno solo all’Expo, mentre i giorni restanti del loro viaggio saranno divisi tra la visita di Milano e quella di altre città italiane ed europee (nel caso essi provengano da altri continenti). Importante sarà poter differenziare l’offerta turistica per andare incontro alle esigenze dei turisti GLBT. Importante, poi, che il personale preposto all’accoglienza sia… accogliente. 

Anche Alessio Virgili, ambasciatore IGLTA, ha sottolineato come sia fondamentale che il personale alberghiero sia opportunamente formato e come non ci si possa permettere di non saper rispondere alle richieste specifiche dei turisti GLBT, mediamente più colti ed esigenti delle altre fette di mercato.

Alessandro Cecchi Paone ha sottolineato come sia importante prevedere percorsi turistici nei quali far emergere le tracce dei grandi personaggi GLBT della storia italiana. Percorsi leonardeschi, caravaggeschi e catulliani, per fare degli esempi, nei quali non siano taciuti gli orientamenti sessuali di Leonardo, Caravaggio e Catullo che tanto hanno influenzato le loro opere artistiche. 

Olga Mazzoni ha fatto una fotografia di come le persone GLBT statunitensi siano abituate a vivere e di come si aspettino si essere trattate dai vari operatori del settore turistico. Un brivido di paura è corso lungo la schiena di chi scrive pensando all’omofobia che, mettiamo, un manager che verrà all’Expo accompagnato dal marito e dalla prole potrà trovare in Italia.

Infine, Paolo Colombo, noto giornalista sportivo, ha calcolato quanto costa economicamente l’omofobia nello sport italiano: il fatto che in Italia non si ospitino eventi internazionali dedicati agli sportivi GLBT, fa perdere decine e decine di milioni di euro al settore turistico.

Concludendo, se non si sarà in grado di accogliere civilmente i turisti GLBT che arriveranno con l’Expo 2015, l’Italia perderà un treno in corsa che, finora, ha fruttato agli operatori italiani del settore quasi 3 miliardi di euro.