Simone e Rocco a un passo dall'incesto


Arriva in edicola il DVD di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti.
Si tratta della versione restaurata nel 2015 e reintegrata delle due sequenze che erano state censurate dopo la proiezione al Festival del Cinema di Venezia del 1960 (dove la pellicola vinse il Leone d’argento).

Va detto che, visto oggi, il film soffre di certe lungaggini dovute all'intento di Visconti di descrivere il cambiamento epocale vissuto dagli italiani in quegli anni: da società agricola, l’Italia, infatti, stava diventando una delle più industrializzate potenze del mondo. Una trasformazione che coinvolse tutti gli strati della società.
Proprio nel suo aspetto “sociologico” il film pare un po’ lento e a tratti perfino bozzettistico. 
Alcuni personaggi, poi, da tragici quali dovevano essere nelle intenzioni del regista, risultano, oggi, addirittura macchiettistici, come quello della madre dei cinque fratelli Parondi, la cui parte fu affidata alla grande attrice di Tragedie greche Katina Paxinou.


Ciò non toglie che Rocco e i suoi fratelli sia un vero capolavoro.
E lo è per l’intensità da Tragedia greca con la quale il regista sa narrare i sentimenti e le vicende dei cinque fratelli, specie quelle che vedono come protagonisti Simone e Rocco.
Simone, interpretato da Renato Salvatori e Rocco, impersonato da Alain Delon, sono i due veri protagonisti di questa tragedia moderna.
Simone destinato a precipitare nell'abisso dell’abiezione e Rocco a elevarsi nell'Olimpo sportivo.
Simone e Rocco legati da un legame viscerale che va ben oltre l’amore fraterno. Un amore al limite dell’incesto.
Lo si afferma pensando non solo a come il loro rapporto si evolve durante il film intero, ma riflettendo in modo preciso su due sequenze particolari: quella dello stupro di Nadia e quella della confessione di Simone a Rocco dopo l’omicidio di Nadia stessa (interpretata da una strepitosa Annie Girardot).
Solo considerando l’ipotesi che Rocco sia profondamente innamorato del fratello o di lui sessualmente succube, si riesce a comprenderne appieno le motivazioni.

La sequenza dello stupro di Nadia ad opera di Simone è potente anche vista con gli occhi dello spettatore attuale. 
Una lunga sequenza nella quale Simone, in preda alla gelosia per il fatto che Nadia dal suo letto è passata alle braccia di Rocco, organizza, con dei complici, una spedizione punitiva contro i due.
Quando i due fratelli si trovano faccia a faccia nella notte, Simone aggredisce Rocco accusandolo di avergli rubato la donna. Rocco si difende ricordando al fratello che sono passati ben due anni da quando Simone e Nadia si sono lasciati. 
Ma a Simone le ragioni di Rocco non bastano e procede allo stupro, nonostante Rocco lo preghi di non farlo.
Uno stupro che non è solo contro Nadia, ma soprattutto contro Rocco: Simone, infatti, non solo lo vuole testimone dell’atto, ma gli lancia in faccia le mutandine della ragazza.
Uno stupro che, forse, non va letto solo come un modo di Simone di castigare la coppia e riaffermare il proprio dominio sulla donna.
Forse a Simone interessa soprattutto palesare il suo dominio su Rocco, un dominio in cui la sfera sessuale balda agli occhi in modo prepotente dal gesto del lancio delle mutandine della donna: un modo per ricordare a Rocco che il maschio alfa è Simone.
E non va dimenticato, poi, che Nadia non è “una brava ragazza”, ma una prostituta (per quanto sulla via della “redenzione” per merito di Rocco).
Davvero un maschio alfa meridionale come è Simone si sente ferito nell'onore per il fatto che il fratello amoreggi con la stessa prostituta con la quale due anni prima lui se l’è spassata? Davvero?
E se Simone volesse, in realtà, stuprare Rocco e usasse Nadia solo come un tramite tra il suo e il corpo del fratello?

Ad ogni modo le vite di Simone e Rocco diventano intercambiabili; o, meglio, si intrecciano sempre di più. 
Non solo Nadia resta tra loro (Rocco rinuncia alla donna in favore del fratello), ma Rocco prende il posto di Simone sul ring e, quando Simone viene denunciato per furto dall'uomo che lo mantiene da un anno, Rocco interviene per risarcire l’amante del fratello. E, per farlo, è costretto a rinunciare ai suoi sogni e abbracciare definitivamente la boxe.

A proposito dell’omosessualità di Simone, vale la pena soffermarsi sulla sequenza del primo incontro sessuale tra Simone e Duilio, perché, in qualche modo, rimanda alla sequenza dello stupro di Nadia, ovvero alla lunga scazzottata tra Simone e Rocco a stupro avvenuto, durante la quale Simone ha la meglio su un Rocco restio a difendersi.
Simone chiede a Duilio dei soldi per accettare di andare a letto con lui e quando Duilio, in modo sprezzante, fa emergere tutta l’abiezione in cui Simone è caduto da Apollo quale era*, i due si scazzottano, ma la meglio, questa volta, è dell’ex pugile Duilio (impersonato da Roger Hanin).
Lo schermo diventa buio in modo allusivo e lo spettatore è invitato a completare con l’immaginazione la sequenza: dalla scazzottata in salotto alla camera da letto.
Simone, a quanto pare, non riesce a non unire sesso e violenza… 

Infine la sequenza della confessione dell’omicidio.
Qui Visconti crea una scena visivamente perturbante nell'Italia di quegli anni in preda a una delirante ossessione sessuofobica.
Rocco e Simone abbracciati e piangenti sul letto matrimoniale della madre. 
Simone supino e Rocco prono. 
Simone colpevole di omicidio e Rocco pronto a coprirlo**. 
A coprirlo solo davanti alla giustizia o anche sessualmente?



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* Duilio aveva ammirato Simone mentre si stava docciando assieme al fratello Rocco dopo un allenamento in palestra.
** “Copriti copriti!” (nel senso di “difenditi”) è l’urlo che a Rocco lancia il suo secondo durante il combattimento svoltosi nel mentre Simone stava per uccidere Nadia. 
E proprio Simone, poco prima dell’assassinio, urla alla ragazza “Copriti copriti!” (nel senso di “vestiti”).
Visconti sottolinea il valore polisemantico della parola poco prima della scena della confessione.