Scoprire se stessi | Chiamami col tuo nome


Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino è un film perfetto.
Strepitosi i due protagonisti: Timothée Chalamet nel ruolo di Elio e Armie Hammer in quello di Oliver. 
Due interpreti assolutamente a proprio agio in tutte le situazioni; credibili e capaci di esprimere, anche solo con dei piccoli movimenti del volto e degli occhi, i sentimenti più vari: l’incertezza; il desiderio; la sensualità; l’ansia; la paura; l’amore…

Bellissima la sceneggiatura di James Ivory che, con consumata sapienza, porta lo spettatore dentro una storia di scoperta: la scoperta dell’amore, del sesso, del desiderio, della felicità e della sofferenza. 
Ma anche e soprattutto la scoperta di sé.
Sì, perché il diciassettenne Elio, amando, scoprirà la sua vera natura.
Scoprirà quanto può mettere a disagio, far star male la propria natura.
Ma scoprirà anche quanto può essere meraviglioso essere se stessi.
E anche Oliver, il dottorando ospite della famiglia di Elio, scopre qualcosa di inaspettato e inconsueto per un ragazzo, come è lui, sicuro e vincente: scopre l’incertezza e la vulnerabilità che l’amore porta con sé.

La regia di Guadagnino è tutta concentrata sugli attori, sia sui due protagonisti, mai lasciati soli, ma sempre favoriti nella loro interpretazione dalle inquadrature e dalla colonna sonora; e sia sugli attori coprotagonisti.

E, a proposito dei personaggi secondari, va sottolineato come il padre di Elio, bene interpretato da Michael Stuhlbarg, sia figura essenziale nella storia: un uomo capace di insegnare molto, e non solo della materia di cui è professore, ma della vita e di come essa vada accettata e vissuta sempre, sia nella gioia e sia nel dolore, perché il tempo che passa inesorabile non può più essere recuperato.
Inutile perdere anni a rincorrere il simulacro di ciò che non si è.

Chiamami col tuo nome è un film da vedere e di cui innamorarsi, lasciando entrare personaggi e storia nel cuore.