Incontri che cambiano le vite

La copertina del romanzo di Lamberti

Ci sono incontri fortuiti capaci di cambiarti la vita. Forse complice anche il senso di precarietà e urgenza dovuto alla Pandemia da Covid-19, ma ti svoltano la vita.

È questo, in estrema sintesi, il succo del nuovo romanzo di Mariano Lamberti, Twink a Roma Est: il racconto di come i quattro protagonisti cambiano la loro vita da un momento all’altro a causa (per merito?) di un incontro inaspettato.

Un incontro nato in una chat o per strada e destinato a segnare; scavare nel profondo; sia che si accetti di lasciarsi trascinare dall’altro nel suo mondo, sia che, alla fine, lo si rifiuti.


I quattro protagonisti sono uno diverso dall’altro e parlano in quattro modi diversi, ma, a loro modo, sono quattro disagiati che bene incarnano i “tipi” che comunemente si incontrano sia nelle chat di dating, sia nel quotidiano.


Uno è un daddy intellettuale che tiene un blog dove analizza il fenomeno twink e kink, senza essersi effettivamente mai analizzato lui per primo.

L’altro (Mex) è il twink del titolo che ama i daddy maneschi; ne è tremendamente geloso e dimostra di essere mentalmente più adulto della sua età.

Il terzo (Romy) è un gay di destra razzista chiuso nel suo mondo asfittico in cui pare non esserci spazio per i sentimenti.

La quarta (Laura) un’attrice in cerca di ruoli e di sistemazione che sfugge e ricerca contemporaneamente uomini eterosessuali e finisce a far serata con due gay (Romy e Mex) come una frociara qualsiasi.

Quattro persone che incontrano il loro destino assolutamente per caso.

Non si rivelano qui i cambiamenti che avverranno in loro.


Si diceva che ognuno di loro ha il suo particolare modo di esprimersi:

  • daddy scrive in modo un po’ troppo ricercato, pensando di essere un novello Pasolini in grado di capire nel profondo una generazione che è lontanissima da lui;
  • Mex, misteriosamente, parla di sé e del suo rapporto con il daddy al passato;
  • Romy forse si esprime solo tramite messaggi vocali o, almeno, questa è l’impressione che se ne ha;
  • Laura parla di sé come stesse parlando di un’altra.


Quattro persone che, a giudicare da come scrivono e da cosa scrivono, non sono proprio del tutto a posto con la testa (e lo si dice con simpatia).

Ogni lettore potrà affezionarsi a uno dei quattro.

Chi scrive questa nota confessa di aver provato un’immediata simpatia per Mex.


Un romanzo di cui si consiglia la lettura.


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