Omosessuali si nasce, gay si diventa


Da anni si dibatte sul fatto se omosessuali si nasca o si diventi. A discuterne filosofi, teologi, scienziati e professori vari. Nessuno è riuscito a dare una risposta tale da diventare definitiva.
Quella che segue, quindi, è solo un'opinione personale e non ha pretesa di scientificità.
Penso che omosessuali si nasca e gay si diventi.
Mi spiego.
Credo che l'attrazione verso persone che hanno il medesimo sesso sia innata. Tale attrazione può essere ascoltata, oppure repressa, ma non cancellata, proprio perché essa è innata.
In altre parole, gli omosessuali possono accettare la loro natura, oppure negarla, ma non mutarla (o, peggio, tentare di guarirne come se essa fosse una malattia).
Coloro che accettano la loro innata natura di omosessuali e la vivono con serenità, magari adoperandosi affinché anche le minoranze sessuali possano godere dei medesimi diritti civili di cui godono i cittadini che fanno parte della maggioranza, non sono solo omosessuali, ma gay.
E, siccome accettarsi e raggiungere la serenità, spesso, è un tragitto che può anche essere tortuoso e accidentato, e, nei casi peggiori, può non raggiungere la meta sperata, solo alla fine del percorso si può dire di essere diventati gay. Ovvero, si passa dall'essere omosessuali all'essere gay solo dopo essersi accettati.
Ci si potrebbe chiedere perché, se l'omosessualità è innata essa debba essere accettata da chi è omosessuale. 
La risposta è semplice: la riprovazione verso l'omosessualità proveniente da certi ambienti è talmente forte che l'omosessualità stessa, invece di essere percepita come una delle opzioni naturali della sessualità, viene fatta passare come un errore della natura. Così facendo, si confonde la volontà castrante di una classe dominante con la volontà della natura. 
Ovviamente, più si è vittime della volontà castrante e di dominio, più difficile potrà essere il percorso che porta all'accettazione di sé.
Ma una volta vinta la battaglia contro i poteri castranti, allora si sarà serenamente gay.