Insulti in divenire

Trans. Storie di ragazze XY edito da Mursia è “l’autobiografia aumentata” di Monica Romano: ossia l’Autrice, nel raccontare la propria vicenda biografica, ha fatto ricorso anche alle vite e ai pensieri delle sue amiche, aumentando, in tal modo, il proprio vissuto, già ricco di suo.
Ne risulta una storia davvero interessante capace di coinvolgere il lettore con una narrazione dai ritmi serrati e un linguaggio spedito che, assieme alla vita della protagonista, racconta, a sommi capi, anche i progressi di chi le sta accanto e l’evoluzione della società italiana dalla seconda metà degli anni Ottanta del Novecento ad oggi.

Una società attardata, ma, quel che è peggio, omofoba e transfobica.
E la protagonista vive in prima persona sia l’omofobia, sia la transfobia a seconda di come viene percepita da chi la guarda che, in ogni caso, non vede mai in lei i tranquillizzanti segni della “normalità”.
Omofobia e transfobia che generano insulti e violenze fisiche.
Insulti, come dice la protagonista, in divenire e che vanno da “Frocio” a “Lesbica” passando per “Travone” e “Trans”. 

Omofobia e transfobia di cui soffrono molti (troppi) eterosessuali di ambo i sessi. Caratteristica che li accomuna in negativo.
Ma se nel libro di Monica Romano, nel complesso, le figure femminili risultano, in molti contesti, positive (prima tra tutte quella della splendida madre della protagonista), va detto che, per contro, le figure maschili ne escono malconce, quando non del tutto negative.
I maschi incontrati dalla protagonista sono prossimi all’analfabetismo, machisti, testosterocini, brutali, anaffettivi, omofobi, transfobici, velati, repressi, sfruttatori…
Maritini e padri di famiglia esemplari di giorno e di notte a caccia di piccanti trasgressioni…
Maschi fallocratici e subumani.

Ma non ci sono solo esperienze negative nel libro di Monica Romano, così come potrebbe far credere quanto detto finora.
No, anzi: il libro della Scrittrice milanese è pieno di positività e di speranza.
Monica Romano, infatti, racconta e descrive un modo “altro” di essere Trans
Il suo modo che è distantissimo da quello ritratto dai media, fatto di prostituzione e dipendenza dalla droga.
Il suo modo che è quello di una ragazza colta e laureata, delicata nei modi, ma dal carattere fermo. 
Quello di una attivista pronta ad aiutare gli e le altre e a spendersi per attuare il cambiamento.
Il suo modo che è quello di una persona che ce l’ha fatta.