La visibilità infastidisce | Ecco a chi e perché

La visibilità è sempre un atto politico

Rendere visibili - ossia noti - il proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere e/o i propri comportamenti sessuali è importante, in quanto il privato reso pubblico diventa sempre un atto politico e, spesso, esso ha un effetto “sovversivo” tra i benpensanti, conformisti e conservatori, oltre ad avere, come benefica conseguenza, quella di rendere palesemente reali e rivendicabili gli stili di vita non conformi.

Ecco chi è infastidito dalla visibilità altrui

Proprio l’effetto sovversivo della visibilità e la sua opera di rivendicazione infastidisce principalmente 
  • sia coloro che sono convinti che la sessualità sia “normale” solo se riguarda persone eterosessuali e cisgender; 
  • sia quanti pensano che la sessualità riguardi esclusivamente la sfera della privacy; 
  • e sia quanti, pur non essendo eterosessuali e/o cisgender, si presentano in pubblico come tali.

Ecco perché sono infastiditi

Va detto che coloro che fingono di essere eterosessuali e/o cisgender (chiamati “velate” dalle persone serenamente GLBT), fanno di tutto per nascondere agli altri la propria intimità e identità. 
Ciò fa sì che, spesso, si sentano minacciati da quanti, al contrario, non hanno nulla da nascondere, in quanto, non vergognandosi di se stessi e non soffrendo di omofobia interiorizzata, si rendono pienamente visibili.
Alle “velate” si consiglia di affrontare le loro paure con serietà, al fine di risolvere i problemi legati all’auto-accettazione e all'omofobia interiorizzata.

Quanti, invece, chiamano in causa la privacy con frasi del tipo “Che necessità c’è di dirlo?” e “A casa propria liberi di fare ciò che si vuole”, dimostrano di confondere la privacy con la segretezza.
A costoro basterebbe rispondere semplicemente che ognuno è libero di essere ciò che è sia a casa sia fuori casa; e ricordare che la privacy non è un sinonimo di segretezza ma, come sanno bene nei paesi anglosassoni, è il diritto a non essere osservati o disturbati dalle altre persone quando ci si trova in intimità. 
Chi è visibile non ha rinunciato alla propria privacy, che rivendica in quelle occasioni in cui è davvero necessaria.

Infine, a quanti ritengono che sia “normale” solo la sessualità delle persone eterosessuali e cisgender, oltre a ricordare che esistono milioni di persone che sono bisessuali, omosessuali o transgender, si consiglia di non usare le parole “normale” e “usuale” come fossero sinonimi (Ecco perché Usuale e Normale non sono sinonimi). 
Costoro devono prendere coscienza del fatto che la realtà è ben diversa da come la disegnano gli eteronormativi.
La realtà è un arcobaleno di colori ed è in costante divenire.

Il bonus visibilità

Se la visibilità infastidisce certe persone, va detto che essa, al contrario, il più delle volte rende la vita più semplice proprio a chi sceglie di rendersi visibile, in quanto non deve più condurre una snervante doppia vita e può specchiarsi senza arrossire.

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