L'Italia che non c'era e quella che ancora non c'è | La battaglia di Monica

Monica Cirinnà, senatrice della Repubblica italiana, relatrice della Legge 76/2016 sulle Unioni civili che da lei prende il nome, ha scritto un libro, L’Italia che non c’era. Unioni civili: la dura battaglia per una legge storica edito da Fandango, nel quale ricorda (svelando anche alcuni retroscena) i passaggi e le manovre che è stato necessario attuare affinché la legge fosse approvata definitivamente.
Si tratta di un “memoriale” scritto in prima persona che si legge come un romanzo e che va letto per farsi un’idea precisa di quanti scogli è stato necessario superare per poter estendere alcuni diritti anche alle coppie same sex.

Le mie personali considerazioni sulla legge le ho espresse pubblicamente a ridosso della sua approvazione: un punto fermo da cui partire per arrivare presto al matrimonio egualitario e all'adozione del figlio non biologico.
La pensa così anche Monica Cirinnà che, a chiusura del suo saggio, ricorda come 

Davanti a noi abbiamo ancora molti passi da fare sul tema dei diritti. Matrimonio egualitario. Riconoscimento alla nascita dei figli delle Famiglie Arcobaleno. Adozioni aperte finalmente a tutti, single e conviventi compresi. Una seria e profonda riflessione sulla gestazione per altri. Una legge contro l’omofobia e la transfobia.

Traguardi condivisibili per i quali è doveroso impegnarsi.
Impegnarsi a fondo a prescindere dal proprio orientamento sessuale e dalla propria identità di genere, così come ha fatto Monica Cirinnà, donna biologica ed eterosessuale che ha combattuto come una leonessa per fare in modo che anche le persone gay e lesbiche godessero di alcuni dei diritti di cui godono le persone eterosessuali.

Una legge, quella sulle Unioni civili, attesa da 30 anni e che, non solo ha riconosciuto dei diritti, ma ha contribuito a una maggiore visibilità e accettazione sociale delle persone GLBT che, ora, esistono anche per lo Stato italiano.

E quanto questo riconoscimento sia costato in termini di sofferenza lo racconta bene nel suo libro Monica Cirinnà che, non solo ricorda come lei stessa sia stata vittima di attacchi beceri da parte di certi parlamentari, ma, lasciando la parola a molte persone GLBT che le hanno scritto, dà viva testimonianza di cosa significhi essere al centro di una campagna d’odio e di come per anni sia stato impossibile anche solo sperare di vedere il proprio amore riconosciuto come degno e meritevole di protezione.

Un libro, dunque, da leggere non solo per ricordare e tornare a indignarsi per certi comportamenti di molti dei nostri parlamentari, ma anche per ricaricare le batterie in vista delle prossime lotte da combattere per fare approvare quelle leggi necessarie a far diventare l’Italia un Paese laico a tutti gli effetti.
Per far sì che, parafrasando il titolo del volume di Monica Cirinnà, accanto all'Italia che non c’era (quella, appunto, che non riconosceva diritti all'amore delle coppie same sex), ci sia anche l’Italia che ancora non c’è (quella davvero laica che riconosce tutti quei diritti che, per il momento, restano negati).

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