Sesso e Vangelo | Il lato oscuro della Chiesa

Il regno dei casti di Carmelo Abbate, edito quest’anno da Piemme, riunisce in un unico volume due libri-inchiesta nei quali il giornalista indaga sul sesso esercitato dai preti: Sex and the Vatican (Piemme, 2011) e Golgota (Piemme, 2012). 
Ad essi il saggista fa precedere un lungo capitolo (I lupi nella chiesa di Francesco) nel quale racconta come la situazione descritta nei due libri precedenti non sia, poi, mutata di molto neppure sotto il pontificato di Francesco.
Anzi, sembra proprio non essere mutata affatto.

Il regno dei casti è un libro che, nonostante le sue circa 690 pagine, si legge senza difficoltà, grazie a una scrittura piana, fatta di frasi brevi e spesso aderenti al parlato (anche perché riproduce molti dialoghi tra Abbate e le persone da lui contattate).
Un volume che va letto per avere un quadro preciso di quanto sesso fanno i preti cattolici, non solo in Italia, ma in tutto il mondo cattolico.  

Sex and the Vatican
Abbate, sotto copertura, conduce un’inchiesta nella quale indaga il sesso agito da preti della Chiesa cattolica.
Sesso tra adulti, a volte consenzienti, altre no.
Sesso sia eterosessuale, sia omosessuale.

L’indagine si apre a Roma, all’ombra del cupolone di San Pietro e mostra come, nonostante il Vaticano, a proposito del sesso, abbia tracciato una linea netta (ossia che è lecito solo il sesso agito all’interno del matrimonio eterosessuale e a fini procreativi), molti, moltissimi, preti, in realtà, si danno alla pazza gioia, passando da un’orgia all’altra; intrattenendo relazioni con uomini e donne; generando figli o, quando non vogliono diventare genitori, inducendo all’aborto (sì, i preti cattolici fanno praticare l’aborto alle loro amanti); stuprando e manipolando le loro prede che, molte volte, sono delle suore.
Un’inchiesta che “Panorama” anticipò con il numero del 23 aprile 2010 la cui copertina (che riproducevano le mani di un prete che stringeva un rosario e le cui unghie erano laccate di rosa) divenne immediatamente famosa. 

Un libro, quello di Abbate, che fa emergere situazioni sconsolanti, quando non addirittura degradate, al cui centro ci sono sacerdoti senza scrupoli, spesso affetti da infantilismo, sicuramente narcisisti ed egocentrici.
Privi di moralità.
Al loro fianco, complici, i vescovi che fanno di tutto per evitare lo scandalo: mettono a tacere le vittime anche offrendo indennizzi in denaro; spostano i preti da una parrocchia all'altra; negano l’evidenza.
Il probelma, infatti, è lo scandalo e non il peccato.

Golgota
Nella seconda indagine, Abbate affronta lo scandalo della pedofilia all'interno della Chiesa cattolica, dando voce alle vittime; ai preti pedofili; ai rappresentanti della associazioni che si battono per far emergere la verità, nonostante la Chiesa di Roma si adoperi in ogni modo per mettere tutto a tacere.
Sì, perché, la Chiesa, il Vaticano, sa. 
Anzi, lo dimostra l’indagine di Abbate, la Chiesa sa e si fa complice dei preti pedofili non solo con il silenzio e l’omertà, ma anche perché agisce concretamente per evitare che i criminali vengano indagati dalla giustizia civile, convinta com'è che la giustizia amministrata dallo Stato vaticano sia sufficiente.
Il tutto perché le gerarchie vaticane trattano la pedofilia al pari di un peccato sessuale qualunque e non come il crimine che è ed hanno serie difficoltà a riconoscere lo Stato di diritto.

Vescovi, cardinali e papi che paiono del tutto incuranti del fatto che le piccole vittime (minori che a volte non hanno neppure compiuto 5 anni) vengano sistematicamente abusate, violentate, torturate, umiliate e tradite, spesso proprio all'interno di istituzioni religiose dalle quali, invece, dovrebbero essere protette.
Gerarchie che sono informate dei fatti perché gli orchi non si fanno scrupolo a confessare i loro delitti e, quando intervengono per arginare i danni, agiscono sempre per tacitare gli scandali, anche fingendo di non credere alle vittime o, addirittura, minacciandole di scomunica se non mantengono il segreto.

Il regno dei casti, dunque, fa un ritratto sconsolante della Chiesa di Roma; ritratto confermato anche dalle indagini di altri giornalisti, come quelle condotte dal team del quotidiano “The Boston Globe” o, in Italia, da Emiliano Fittipaldi.

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