Rosa maschio | Il gender e i colori

Molti pensano che la Natura o Dio abbiano destinato il colore azzurro ai maschietti e quello rosa alle femminucce.
Ovviamente, l’assegnazione di un colore a un genere piuttosto che a un altro è frutto di una convenzione e Dio o la Natura non sono in alcun modo coinvolti nel pretendere che a un uomo sia più idoneo l’azzurro, mentre a una donna il rosa.

Anzi, più esattamente, va detto che l’abitudine di assegnare il rosa alle signore e l’azzurro agli uomini è abbastanza recente, ovvero ha, più o meno, un secolo.
Fino alla fine dell’Ottocento, infatti, il rosa era considerato un colore prettamente maschile in quanto «versione addolcita del rosso, tinta focosa e virile per antonomasia; mentre il celeste era il colore delle bambine in omaggio al manto della madonna.»*.

Per farsi un’idea del colore degli abiti in voga nelle epoche passate, si può guardare con attenzione all'arte figurativa che, manco a dirlo, mostra assai spesso maschi abbigliati di rosa.
Moroni, Cavaliere in rosa
Ad esempio, sono molteplici gli uomini del Rinascimento ritratti da Giovan Battista Moroni a indossare capi di colore rosa: dal celebre Cavaliere in rosa al Sarto.
Il primo, ritrae il cavaliere Gian Gerolamo Grumelli abbigliato con un vestito dalla foggia spagnoleggiante e di un acceso rosa corallo.
Il secondo, invece, ritrae un borghese (un venditore di tessuti, più che un sarto vero e proprio) che indossa un calzone di colore rosso (di cui, come detto, il rosa era variante “addolcita”).

Pencz, Ritratto di giovane seduto
E, forse, non è un caso che ad essere di quel colore sia proprio il calzone del sarto e non il suo farsetto: le braghe nascondono e contengono i genitali maschili e in tanti altri quadri “il pacco” dei soggetti ritratti, appartenenti a ogni estrazione sociale, è proprio di un bel color rosa-carico.
Lo testimoniano, ad esempio, il Ritratto di un soldato del Moroni stesso o l’assai esplicito Ritratto di giovane seduto di Georg Pencz.

Moroni, Ritratto di un soldato
Ma non si pensi che il rosa sia colore d’abito adatto solo a personaggi rinascimentali. Celebre, ad esempio, è il vestito di tale colore indossato da Gatsby per un pranzo descritto nel famoso capolavoro del 1925 di Francis Scott Fitzgerald.
E, ancora nel 1914, un quotidiano statunitense consigliava le mamme di vestire di rosa i maschietti per rispettare la tradizione**.

Moroni, Il sarto
Insomma, paradossalmente, oggi quei maschi che decidono di indossare capi d’abbigliamento di colore rosa, stanno tornando, probabilmente inconsapevolmente, a un colore che è stato per secoli associato alla virilità, con buona pace di coloro che sostengono a spada tratta che di rosa devono vestire le femminucce, mentre i maschietti vestono di azzurro. 


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* Riccardo Falcinelli, Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo, Torino, Einaudi, 2017, pp. 339-340.
** Cfr. ibidem, p. 340.