Passa ai contenuti principali

L’estetica e l’etica gay di Pasolini

Pasolini in salsa piccante di Marco Belpoliti riunisce in volume alcuni scritti nei quali il saggista legge (soprattutto ma non solo) le ultime opere di Pier Paolo Pasolini alla luce della di lui omosessualità.
È opinione del saggista, infatti, che l’omosessualità di Pasolini sia stata dai critici, in qualche modo, rimossa e che la di lui opera sia stata letta (e continui ad essere letta) in modo distorto, proprio perché non si tiene in giusto conto l’estetica e l’etica omosessuale di Pasolini.
Ecco allora, per portare un esempio, che il noto articolo di Pasolini sui capelli lunghi dei ragazzi per Belpoliti deve essere letto soprattutto alla luce dell’omosessualità del poeta corsaro: in tal modo, la parte politica dello scritto, finora messa in luce dai critici, passa in secondo piano ed emerge quella estetica. I ragazzi coi capelli lunghi, semplicemente, sono brutti, indipendentemente da cosa il capello tenuto lungo voglia comunicare.


“Al centro dell’attenzione di Pasolini corsaro ci sono dunque i corpi, i corpi dei giovani ragazzi” specifica il saggista e non gli si può proprio dare torto.
La vera questione che sottende la polemica che Pasolini conduce negli Scritti corsari è prima di tutto un fatto erotico:i corpi dei ragazzi sono diventati brutti, e loro stessi nevrotici e complessati. In particolare lo sono i ragazzi che vengono dalle classi più povere, i figli di contadini e operai, che scimmiottano i comportamenti e i gesti dei piccoloborghesi. La bruttezza è il loro inevitabile destino.
E poco più oltre, il critico ricorda che, oltre ad essere imbruttiti, per il poeta corsaro i ragazzi hanno anche perso la loro “naturale” disponibilità al sesso omosessuale, in quanto la permissività degli anni Settanta ha consentito loro un prematuro accesso al sesso eterosessuale. Scrive, infatti, il saggista che Pasolini vive come una “doppia tragedia” il fatto che:
[...] i ragazzi sono diventati più brutti, hanno perso l’innocenza e la purezza delle classi popolari di un tempo; la loro disponibilità alla pratica omosessuale è venuta meno per via del sesso permissivo tra eterosessuali, elemento che li rende nevrotici e insicuri.
La pederastia di Pasolini, ricorda Belpoliti (come già aveva fatto Enzo Golino in Il sogno di una cosa), era condita da una forte spinta pedagogica: non bastava a Pasolini avere dei rapporti sessuali con i ragazzi, ma egli si sentiva di dover trasmettere loro parte del proprio sapere. Eros e pedagogia, dunque. “Senza il desiderio omosessuale, non si spiegherebbe l’attitudine pedagogica dello scrittore”.
Nel volume, per leggere Pasolini-uomo, Belpoliti analizza anche l’opera di due fotografi che hanno ritratto il poeta corsaro: Ugo Mulas (del quale vengono riprodotti nel saggio alcuni scatti) e Dino Pedriali che poco prima dell’assassinio di Pasolini, ebbe modo di ritrarre il poeta completamente nudo.
Ne nasce una doppia indagine sul corpo di Pasolini.
Un volume, quello di Belpoliti, che si legge con facilità e ha il pregio di riportare all’attenzione l’omosessualità di Pasolini, troppo spesso dai critici 
trattata come una sorta di vizietto, un elemento su cui sorvolare, mentre costituisce la radice vera della sua lettura della società italiana, l’elemento estetico su cui egli ha fondato la critica della società dei consumi.

Commenti

Post più letti

La vignetta omofoba di Vauro

Vauro ha chiuso la puntata di giovedì scorso di “Servizio pubblico” mostrando una vignetta sulla polemica relativa all’outing postumo di Lucio Dalla. Premesso che di outing si tratta, in quanto Dalla, da vivo, non ha mai dichiarato la propria omosessualità e premesso che l’outing plateale arriva da colui che tutti indicano come il suo ultimo compagno, ovvero quel Marco Alemanno che in chiesa, durante i funerali, ne ha pianto disperatamente la morte, continuare a insistere che la privacy di Dalla vada rispettata anche dopo la sua morte è e resta omofobia. L’outing c’è stato e mi pare davvero fuori luogo, ora, tentare di sorvolare dichiarando che il fatto che fosse un omosessuale è ininfluente, un dettaglio insignificante. Non è indifferente. Dalla era omosessuale e, molto probabilmente, vittima della sua omofobia interiorizzata che gli ha impedito, per tutta la vita, di dichiarare al mondo la sua omosessualità. Di dire: “Io amo e amo un uomo”. Ora, fare come Vauro e pubblicare una vignett…

R.I.P. ALESSANDRO RIZZO

Mi tocca dare la tristissima notizia della morte di Alessandro Rizzo, amico e collaboratore di questo blog e de Il Simposio di cui è stato uno dei fondatori ed entusiasti animatori. Alessandro è scomparso improvvisamente domenica scorsa, ma io l'ho saputo solo poco fa. Proprio domenica mi aveva inviato dei suoi articoli per la pubblicazione. Aggiungo solo che Alessandro mancherà a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di poter fare progetti con lui. Era una persona davvero disponibile e un attivista per i diritti GLBT sempre attento e partecipe. Alessandro era nato il 7 novembre 1977. R.I.P. Alessandro.

Le parole del porno

Quasi sempre i filmini porno online hanno titoli e definizioni in inglese. Ecco un elenco di alcune parole assai comuni nei siti pornogay con traduzione e, quando serve, spiegazione della pratica. Dall’elenco sono state escluse pratiche troppo “specifiche” e, ovviamente, le parole del lessico quotidiano che non si riferiscono a una pratica sessuale. L’elenco può essere arricchito e corretto dai vostri suggerimenti. Attenzione: se prosegui la lettura, sappi che ti troverai a leggere parole assai esplicite.