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Tre scrittori omosessuali sotto lo stesso tetto

Tra il dicembre 1935 e l’agosto 1936 Sintra (città del Portogallo) fu inconsapevole ospite di un esperimento sui generis: tre amici omosessuali, tre giovani scrittori destinati a diventare tre tra i maggiori autori del Novecento inglese, decisero di convivere e coinvolsero nella loro scelta i rispettivi compagni.
In realtà, non si verificò mai che i tre amici riuscissero a convivere contemporaneamente sotto lo stesso tetto a Sintra, in quanto il Destino decise diversamente, facendo in modo che solo due alla volta di loro potessero fare vita comune.
I tre amici erano Wystan Hugh Auden, Stephen Spender e Christopher Isherwood e, dato che erano tre scrittori, stabilirono che la loro esperienza dovesse essere registrata da un diario comune scritto a turno da uno di loro.
Il diario di Sintra arriva ora in libreria grazie all’editore Barbès che lo pubblica assieme a stralci dei diari privati tenuti in quel periodo da Isherwood e altri e da brani di lettere che i tre si scambiarono durante quei mesi o che inviarono ad altri destinatari, ma il cui contenuto è rilevante al fine di rendere più chiaro come si svolse l’esperimento di coabitazione.
Il diario vero e proprio non fu scritto solo dai tre scrittori, ma anche dal compagno di Spender, Tony Hyndman e da Humphrey Spender (fratello di Stephen). Esso descrive la vita che si svolgeva all’interno delle mura domestiche e, più frequentemente, le persone con le quali gli amici venivano quotidianamente in contatto. Il tono è leggero, ma, qui e là, emergono delle crepe che lasciano intravedere come la coabitazione non fosse esente da difficoltà dovute soprattutto al fatto che Tony e Heinz Neddermayer (compagno di Isherwood) non si avevano proprio in simpatia.
La lettura dei testi riuniti in volume dal curatore Matthew Spender rivela, a tratti, la complicata esistenza dei tre giovani scrittori che, in quanto omosessuali, decisero di vivere lontani dall’Inghilterra dove l’omosessualità era illegale e dove ancora viva era l’eco del martirio cui Oscar Wilde era stato sottoposto.
Omosessuali che, ciò emerge soprattuto per Spender e Isherwood, a Sintra erano legati a giovanotti appartenenti a una classe sociale inferiore alla loro e culturalmente non di pari livello. Ma se Spender faceva di tutto perché Tony potesse elevarsi culturalmente (tanto che le parti del diario da lui scritte sono davvero gradevoli per la capacità descrittiva dimostrata), Isherwood non si comportò ugualmente con Heinz, tanto che Humphrey scrisse nel proprio diario privato che Christopher trattava il compagno come se questi fosse «un cagnone amato, che deve stare vicino al fuoco e non creare problemi».
Interessante, poi, notare come la coabitazione non fosse vista di malocchio dalla comunità inglese residente a Sintra, tanto i “giovanotti” furono etichettati come dei “bravi ragazzi” e, ancora più interessante, notare come nelle loro corrispondenze con i familiari Spender e Isherwood non tacessero il loro affetto nei confronti dei loro compagni.
A tal riguardo va detto come Isherwood scrivesse spesso alla madre delle sue ansie legate al fatto che Heinz, in quanto tedesco, potesse essere richiamato nella Germania di Hitler per essere arruolato.
Dalla corrispondenza potrebbe sembrare che la madre dello scrittore avesse pienamente accettato l’omosessualità del figlio, ma una pagina del diario privato di Isherwood, scritta durante il soggiorno a Sintra della madre, illumina meglio la situazione, rivelandola assai più complicata. Scrive, infatti, Isherwood:
Straordinaria la barriera che si dà, ancora oggi, tra noi. [...] Mi ero immaginato di buttarmi tra le sue braccia, implorando di scordare e perdonare il passato, di vedere H.[einz] come un figlio suo, ma tutto questo, in sua presenza sembra semplicemente ridicolo.

È infinitamente più aperta, più ragionevole che non ai vecchi tempi. [...] ma il ghiaccio non si rompe mai. Con H. è carina, graziosa, chiacchierina. Lo tratta in un modo assai gentile: come un domestico.
Barriere culturali, sociali, e di natura omofobica...
Per concludere, va detto come il Diario di Sintra sia un libro che merita di essere letto non solo dai molti affezionati lettori di Auden, Isherwood e Spender, ma anche da quanti desiderino farsi un’idea più precisa di come si potesse vivere (omosessuali e no) in Europa alla vigilia della Seconda Guerra mondiale.

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