Passa ai contenuti principali

Sesso e disabili

Il 17 ottobre 2007 ho avuto l’occasione di presentare, presso la sede di Bergamo della UILDM, un libro scritto da Rita Gay e Michele di Bona: Eros e disabili. Riflessioni e testimonianze edito, quello stesso anno, da Ancora.
La lettura del volume fu per me illuminante, perché mi fece conoscere alcuni aspetti della sessualità delle persone disabili che ignoravo completamente.
La serata in cui ho intervistato i due autori e in cui ho dialogato con il pubblico presente fu altrettanto istruttiva.
Tra le varie cose, ricordo che espressi il mio stupore per il fatto che, per riconoscere ai disabili il diritto a vivere la propria sessualità, nel 1993 dovette intervenire addirittura l’ONU, come se tale diritto non fosse nell’ordine naturale delle cose.
Inoltre, sottolineai l’esistenza, in alcuni paesi esteri, di un servizio di «aiuto sessuale» per i disabili gestito da professionisti e volontari il cui fine è evidente ed intuitivo.
Infine, ricordai come sia una pratica assai diffusa, in mancanza del servizio di cui sopra, per le madri e le sorelle dei disabili maschi con difficoltà motoria masturbare i propri consanguinei per dare loro un certo sollievo.
Ricordo che aggiunsi che della sessualità delle disabili femmine si parlava ancora troppo poco e che mi sembrava del tutto assente dal dibattito italiano l’ipotesi che un disabile maschio potesse essere bisessuale od omosessuale (e che, quindi, preferisse essere “aiutato” da un uomo e non da una donna).
A tale ultima mia uscita ricordo come uno dei disabili presenti in sala intervenne dicendo chiaramente che a lui piacevano sia le donne, sia gli uomini e come il suo essere bisessuale fosse volutamente ignorato dalle persone che gli stavano accanto, che preferivano incanalare i suoi desideri sessuali in una, per lui, paradossale “normalità”.
Ho scritto questi ricordi, perché a San Valentino è prevista l’uscita nelle sale italiane di un film che credo possa far accendere i riflettori sulla questione: si tratta di The sessions di Ben Lewin in cui si narra una storia vera che ebbe come protagonisti uno scrittore disabile e la sua assistente sessuale.
Spero che, se ci sarà, il dibattito sia aperto e privo di pregiudizi.
Mi auguro che si possa seriamente proporre l’attivazione di un servizio di aiuto capillare e gratuito anche in Italia.
Spero che le madri e le sorelle possano essere sollevate dal dover masturbare i propri cari, con tutto quello che ciò significa a livello psicologico non solo per loro, ma forse sopratutto per i disabili stessi.
Spero che la sessualità delle donne con disabilità non sia negata e che loro non siano costrette a un ruolo castamente angelico che, sono convinto, non desiderano.
E mi auguro soprattutto che anche ai disabili (sia uomini, sia donne) sia riconosciuta la possibilità di essere bisessuali, gay o lesbiche.
_______
Leggi anche il mio racconto Neve a San Valentino


Commenti

Post più letti

La vignetta omofoba di Vauro

Vauro ha chiuso la puntata di giovedì scorso di “Servizio pubblico” mostrando una vignetta sulla polemica relativa all’outing postumo di Lucio Dalla. Premesso che di outing si tratta, in quanto Dalla, da vivo, non ha mai dichiarato la propria omosessualità e premesso che l’outing plateale arriva da colui che tutti indicano come il suo ultimo compagno, ovvero quel Marco Alemanno che in chiesa, durante i funerali, ne ha pianto disperatamente la morte, continuare a insistere che la privacy di Dalla vada rispettata anche dopo la sua morte è e resta omofobia. L’outing c’è stato e mi pare davvero fuori luogo, ora, tentare di sorvolare dichiarando che il fatto che fosse un omosessuale è ininfluente, un dettaglio insignificante. Non è indifferente. Dalla era omosessuale e, molto probabilmente, vittima della sua omofobia interiorizzata che gli ha impedito, per tutta la vita, di dichiarare al mondo la sua omosessualità. Di dire: “Io amo e amo un uomo”. Ora, fare come Vauro e pubblicare una vignett…

R.I.P. ALESSANDRO RIZZO

Mi tocca dare la tristissima notizia della morte di Alessandro Rizzo, amico e collaboratore di questo blog e de Il Simposio di cui è stato uno dei fondatori ed entusiasti animatori. Alessandro è scomparso improvvisamente domenica scorsa, ma io l'ho saputo solo poco fa. Proprio domenica mi aveva inviato dei suoi articoli per la pubblicazione. Aggiungo solo che Alessandro mancherà a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di poter fare progetti con lui. Era una persona davvero disponibile e un attivista per i diritti GLBT sempre attento e partecipe. Alessandro era nato il 7 novembre 1977. R.I.P. Alessandro.

Le parole del porno

Quasi sempre i filmini porno online hanno titoli e definizioni in inglese. Ecco un elenco di alcune parole assai comuni nei siti pornogay con traduzione e, quando serve, spiegazione della pratica. Dall’elenco sono state escluse pratiche troppo “specifiche” e, ovviamente, le parole del lessico quotidiano che non si riferiscono a una pratica sessuale. L’elenco può essere arricchito e corretto dai vostri suggerimenti. Attenzione: se prosegui la lettura, sappi che ti troverai a leggere parole assai esplicite.