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Leonardo da Vinci tour

Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista
Ieri è stato presentato alla stampa il tour milanese dedicato a Leonardo da Vinci che Quiiky ha pensato per i turisti stranieri GLBT che visiteranno l’Italia in occasione dell’Expo.

Va premesso che i visitatori stranieri vanno spesso in cerca delle radici della cultura GLBT, ma, purtroppo, spesso le guide turistiche preferiscono sorvolare sui dati biografici dei nostri illustri artisti, tacendo della loro omosessualità e facendo finta di ignorare che, non solo l’omosessualità ha avuto un peso enorme sulle loro scelte artistiche, ma anche che molte opere non possono essere comprese appieno se non le si legge proprio alla luce del dato biografico.
Se, ad esempio, si omette dal dire che per Leonardo e per gli altri artisti omosessuali del Rinascimento italiano la vera bellezza è quella efebica e androgina, si rischia di non capire perché i volti dei giovinetti nei lori dipinti possono essere scambiati per quelli di ragazze (si veda, ad esempio, come Dan Brown, nel Codice Da Vinci, abbia con facilità fatto passare il San Giovanni del Cenacolo per la Maddalena). 
Così come si rischia di non riuscire a capire perché le donne di Michelangelo siano tanto mascoline…
Quiiky ha, quindi pensato due tour nei quali la cultura GLBT viene spiegata ai visitatori: uno a Roma nei Musei Vaticani e l’altro a Milano su Leonardo.

Il tour dedicato a Leonardo è davvero ben fatto: scortati da una guida professionista (ieri era l’assai preparato Giulio Cacopardi), i visitatori possono ammirare le opere leonardesche presenti alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana; al Castello Sforzesco; alla mostra temporanea Leonardo3 e ammirare il Cenacolo.

Salai, San Giovanni Battista
Alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana è custodito il Codice Atlantico i cui fogli (oltre 1100 ordinati in 12 volumi) vengono esposti al pubblico a rotazione. 
La pinacoteca ospita anche dipinti del Salai e di Francesco Melzi (che ereditò tutti i Codici leonardeschi), entrambi allievi e amanti di Leonardo.
Il Salai (ovvero Gian Giacomo Caprotti che Leonardo chiamava Salaino, ossia diavoletto), entrò a bottega da Leonardo all’età di dieci anni e ne divenne l’amante in età adolescenziale. Fu ripetutamente ritratto dal Maestro in diverse opere. 
Il suo volto efebico, pare abbia fatto da modello anche per diversi soggetti femminili e c’è, tra gli studiosi, chi sostiene che la Gioconda altro non sia che il Salai (che ricevette in eredità il dipinto alla morte di Leonardo).
Altri studiosi hanno riconosciuto il volto del Salai anche nel San Giovanni del Cenacolo e nel San Giovanni Battista di Leonardo.
Il Salai, invece, pare abbia ritratto il suo Maestro raffigurandolo come un Cristo Redentore. Il dipinto, di recente attribuzione, è custodito dalla pinacoteca Ambrosiana.
Di Leonardo, poi, alla Ambrosiana è possibile ammirare il Ritratto di musico (probabilmente si tratta di Franchino Gaffurio, amico di Leonardo e Maestro di Cappella del Duomo di Milano), che è considerato l’unico ritratto maschile eseguito da Leonardo.

La mostra temporanea Leonardo3 allestita nelle sale della Galleria Vittorio Emanuele e aperta al pubblico in occasione dell’Expo, presenta al visitatore le “macchine” leonardesche ricostruite in tre dimensioni. 
In essa è possibile anche ammirare un autoritratto giovanile di Leonardo così come ricavato da un disegno presente nel Codice del Volo (al foglio 10v).

Il Cenacolo leonardesco visto in chiave GLBT pone l’accento sul rapporto esistente tra Cristo e il suo discepolo prediletto: San Giovanni. 
Va notato come San Giovanni sia l’unico discepolo che resta sereno all’annuncio del Maestro che uno di loro lo tradirà: egli, avendo un rapporto speciale con il Cristo, è, infatti, già al corrente e non mostra, dunque, di sorprendersi. Gli altri apostoli, invece, sono sorpresi e impauriti, quasi raggelati, dalla rivelazione.
Come detto, a fare da modello per San Giovanni, Leonardo chiamò il suo amato Salai.

Infine, al Castello Sforzesco si può ammirare il soffito della Sale delle Asse ideato da Leonardo.
Il Castello, poi, custodisce anche la celebre Pietà Rondanini di Michelangelo.

Concludendo, il tour milanese dedicato a Leonardo da Vinci è un’esperienza da non perdere, non solo se si è un turista straniero, ma anche se si è italiani, in quanto è decisamente un’esperienza culturale arricchente.

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