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Due film su Pasolini

Pier Paolo Pasolini
Nel quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini può essere opportuno (ri)vedere due film su di lui, sia per ricordare quali siano le ipotesi su chi lo abbia ucciso, e sia per entrare nella sua “stanza della creazione”.

Carlo De Filippi
Pasolini, un delitto italiano di Marco Tullio Giordana del 1995 è un film inchiesta che fa luce sulle indagini che vennero svolte all’indomani del barbaro assassinio di Pasolini.
Secondo quanto ricostruisce il regista, le indagini vennero prese, per così dire, alla leggera: si volle far passare l’omicidio per “una storia di froci”. Meglio ancora, si volle credere alla versione secondo la quale Pino Pelosi, il reo confesso dell’assassinio, stesse difendendo la propria “verginità” di giovane maschio attivo.
Il film mostra anche come alcuni investigatori stessero seguendo anche altre piste che portavano al delitto politico e agli ambienti dell’estrema destra eversiva, ma a tali investigatori fu tolto il caso proprio mentre le loro indagini si facevano più stringenti…
Nel film, inoltre, sono presenti anche “spezzoni” di repertorio con i protagonisti coinvolti nei fatti.
Da segnalare le prove attoriali di Carlo De Filippi (nel ruolo di Pelosi); Giulio Scarpati (in quello di Nino Marazzita, avvocato della famiglia Pasolini) e Umberto Orsini (un alto magistrato dal comportamento non proprio trasparente).

Riccardo Scamarcio e Ninetto Davoli
Pasolini di Abel Ferrara del 2014 mostra, invece, i processi creativi di Pasolini ricostruendo gli ultimi giorni di vita del poeta-cineasta: dai ritocchi finali, in sala di montaggio, al film Salò o le 120 giornate di Sodoma al trattamento del film che Pasolini aveva pensato per Eduardo De Filippo, passando per la stesura di Petrolio.
In tal modo, la vicenda reale della vita di Pasolini si intreccia, nel film, con quelle inventate dal cineasta e romanziere e Abel Ferrara crea un film la cui trama principale (che segue le ultime ore di Pasolini) è frammezzata da altre trame: quelle, appunto, di Petrolio e del soggetto pensato per Eduardo (entrambe trasformate in sequenze cinematografiche da Ferrara).
Ne risulta un film complesso e di non facile visione, anche perché non sempre è immediatamente percepibile dallo spettatore quando una sequenza si riferisce alla reale vita di Pasolini e quando, invece, propone una versione filmica di Petrolio o del soggetto pensato per Eduardo.
Non gioca alla facile fruizione neppure il fatto che Ninetto Davoli (attore feticcio di Pasolini) interpreti Eduardo De Filippo e Riccardo Scamarcio (bravissimo) Ninetto Davoli. In tal modo, in alcune sequenze, Scamarcio/Davoli recita accanto a Davoli/Eduardo… risultando il tutto un po’ caotico...

Pasolini è assai bene interpretato da Williem Dafoe e va segnalata, oltre alla già citata bella prova di Scamarcio, anche quella di Valerio Mastandrea nel ruolo del cugino di Pasolini Nico Naldini.

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