Passa ai contenuti principali

Si può amare una donna?

C’è stato un tempo (durato qualche secolo) in cui ci si chiedeva se un uomo davvero virile potesse amare una donna (cosa, invece, sempre possibile per un uomo effeminato).
Un tempo in cui per vero amore si intendeva solo quello che sbocciava tra un uomo e un ragazzo e che dava vita a un rapporto d’autentica amicizia che esaltava negli amanti le loro virtù civili ed eroiche.
Un tempo che vedeva nell'unione tra un uomo e una donna solo un mezzo per generare dei figli (e assecondare, in tal modo, la Natura).
Certo, in quel tempo, c’era pure chi pensava che anche un rapporto coniugale (quindi tra un uomo e la propria moglie) potesse generare un amore autentico, ovvero un amore che fosse soprattutto un’amicizia. Ma, probabilmente, costoro, a lungo, furono solo una sparuta minoranza.
Costoro affermavano che, perché tra un uomo e una donna fiorisse un sentimento amoroso, era necessario che la donna (la futura moglie) fosse cresciuta nella virtù e la praticasse con pudore; fosse di nobili origini e, una volta sposata… fosse sottomessa al marito.
Di quel tempo parla in un “dialogo” PlutarcoSull'Amore.

A dialogare sull'amore sono uomini con opposte convinzioni: da una parte coloro che negavano che una donna potesse davvero essere virtuosa e provare amore ed essere oggetto d’amore (oltre che di concupiscenza); dall'altra coloro che, invece, sostenevano che anche le donne potevano essere virtuose, amare ed essere amate.

Il “dialogo” di Plutarco non è noto come Il Simposio di Platone, ma oltre a essere interessante proprio perché descrive una realtà che a molti sembra inconcepibile (ossia che per secoli si è stati convinti che l’amore vero era solo quello tra un uomo e un ragazzo imberbe); lo è anche e, forse, soprattutto perché postula una bisessualità (maschile) che oltre che del corpo (necessaria alla procreazione) lo era anche dei sentimenti.
Si afferma, infatti, nel finale:
Non vi è motivo, dunque, perché colui che ama la bellezza dell’essere umano non debba essere sensibile alle qualità di entrambi i sessi e debba fare differenze tra gli amori maschili e quelli femminili, […] 
Alcuni affermano che la bellezza sia il fiore della virtù; ma non è logico sostenere che il sesso femminile non possa produrre questo fiore e manifestare una tendenza alla virtù.
Dunque, oltre che per i ragazzi, si può provare amore anche per la propria moglie… 
Posizione che denota una notevole apertura nei confronti delle donne o, meglio, nei confronti di quelle donne belle, di nobili origini e dal comportamento virtuoso destinate a diventare le mogli sottomesse e devote dei loro uomini che, certamente, non avrebbero rinunciato per questo ai loro rapporti amorosi con i ragazzi.

Commenti

Post più letti durante la settimana

Le parole del porno

Quasi sempre i filmini porno online hanno titoli e definizioni in inglese. Ecco un elenco di alcune parole assai comuni nei siti pornogay con traduzione e, quando serve, spiegazione della pratica. Dall’elenco sono state escluse pratiche troppo “specifiche” e, ovviamente, le parole del lessico quotidiano che non si riferiscono a una pratica sessuale. L’elenco può essere arricchito e corretto dai vostri suggerimenti. Attenzione: se prosegui la lettura, sappi che ti troverai a leggere parole assai esplicite.

Perché i pornoattori lo hanno grosso?

Sia nei film pornografici rivolti a un pubblico eterosessuale, sia in quelli per un pubblico gay, in genere, il maschio che penetraè dotato di unpene più grande della media. Le inquadrature ne esaltano la grandezza e l’attrice o l’attore che lo riceve, di solito, ne valorizza le misure o con espressioni di stupore o con altre di gradimento. Al contrario, un membro virile normale o più piccolo rispetto alla media nei video porno è trattato con sufficienza, quando non addirittura sbeffeggiato.
L’esaltazione cinematografica del membro virile anche nella pornografia rivolta a un pubblico maschile eterosessuale fa nascere alcune domande. Ad esempio, ci si interroga sul motivo per il quale un maschio eterosessuale senta l’esigenza, durante la visione di una pellicola che ne stimola l’eccitazione sessuale, di vedere ripetutamente e da varie angolazioni il membro di un altro uomo. Molti psicologi e sessuologi spiegano che, nella visione della pornografia, interviene un meccanismo di identificazion…

Un cult camp | Il vizietto

Il vizietto per la regia di Édouard Molinaro con Michel Serrault e Ugo Tognazzi è un capolavoro. Un vero cult della cinematografia.
La storia è semplice e nota: il figlio appena ventenne di Renato, omosessuale gestore di un locale dove si esibiscono delle drag queen, sta per sposarsi con la figlia di un uomo politico rappresentante di un partito della destra bigotta e oltranzista.Per evitare che il politico intransigente neghi il suo assenso alle nozze, il ragazzo chiede al padre di “normalizzare” momentaneamente la propria vita e di presentarsi alla cena con i futuri suoceri come un padre eterosessuale qualunque.Alla recita non è invitato Albin, il compagno di Renato, che ha fatto da “madre” proprio al ragazzo e che pare impossibilitato a vestire panni maschili.Viene, invece, invitata la madre biologica del giovane…Albin, però, ha un’altra idea che mette in atto all’insaputa di tutti…
Il film è un capolavoro camp.I personaggi gay “scheccano” paurosamente e si danno il femminile come no…