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Tutta la verità sul gender

Papà, mamma e gender di Michela Marzano edito da Utet nel 2015 è un bel libro nel quale la nota filosofa spiega, in modo assai comprensibile, di cosa trattano i gender studies che, lungi dall’essere delle teorie o delle ideologie, sono, invece, degli studi in ambito accademico.

Il saggio della Marzano parte dai vari messaggi distorti diffusi da alcuni ambienti cattolici oltranzisti a proposito di quella che viene, di volta in volta, definita “teoria” o “ideologia” gender e, analizzandoli, chiarisce ai lettori le reali intenzioni e le conquiste teoriche dei maggiori studiosi nel campo degli studi di genere.

La filosofa, più volte, ricorda nel suo saggio la differenza che passa tra sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e ruolo di genere, in modo da sottolineare come gli studi di genere puntino, in primo luogo, a portare alla luce gli stereotipi sui quali si basano i ruoli di genere; stereotipi sessisti che chi ambisce a una reale parità di trattamento tra uomini e donne denuncia come tali e combatte.
A tale proposito, già in apertura di volume, la Marzano ricorda che
[...] gli studi sul gender hanno come scopo soprattutto quello di combattere contro le discriminazioni e le violenze subite da chi, donna, omosessuale, o trans, viene considerato inferiore solo in ragione del proprio sesso, del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere.
Donne, omosessuali e trans uniti dal fatto di essere considerati inferiori dalle persone sessiste e omotransfobiche, le quali, evidentemente in preda a deliri di onnipotenza, sono convinte che essere maschi, eterosessuali e, possibilmente, bianchi, sia un merito e che ciò giustifichi l’adozione di comportamenti discriminatori e violenti nei confronti degli “altri”.
Ovviamente, chi combatte le discriminazioni (e le violenze) lo fa in ragione del fatto che considera tutti gli esseri umani uguali, pur rispettando le differenze individuali. 
Chi, infatti, riesce a comprendere che essere uguali non significa affatto essere identici, non ha problemi a rapportarsi con “l’altro” da sé e ad accettare e valorizzare le differenze che sono sempre arricchenti.
Gli altri, i sessisti e gli omotransfobici eteronormativi di cui sopra, invece, hanno seri problemi proprio nel rapportarsi con “l’altro” da sé e questo li spinge a una totale chiusura nei confronti del “diverso” da loro.

La Marzano non solo sbugiarda i messaggi ideologizzati dei “nogender”; non solo auspica il raggiungimento di una reale parità di trattamento tra uomini e donne; ma, più volte, sottolinea come il dare pari diritti a chi non li ha e li chiede come fanno le persone GLBT non toglie nulla a chi già li possiede né, men che meno, può essere di pericolo per qualcuno.

Un saggio, quello della Marzano di cui si consiglia vivamente la lettura.

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