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No-gender vs gender studies | Ecco tutto quello che non sai

Il gender: la stesura definitiva. Tutto quello che ancora non sai sull'ideologia che farà di tuo figlio un gay di Dario Accolla edito da Villaggio Maori Edizioni è un saggio del 2017 che affronta e spiega assai bene sia cosa sono i gender studies, sia cosa intendono i no-gender quando (stra)parlano di “gender”.

Scritto con un linguaggio piano e comprensibile a tutti, il saggio è nettamente diviso in due: nella prima parte il tono e lo stile sono brillanti e l’intento è quello di sbeffeggiare (ma si vorrebbe scrivere “perculare”) gli anti-gender fingendo, sostanzialmente, di credere alle loro balzane teorie e vestendo i panni di un “genderista” che vuole “omosessualizzare” il pianeta; nella seconda parte, invece, il tono si fa serio e Accolla affronta la questione mettendo in luce la cattiva fede dei no-gender e la loro mistificazione della realtà.

Accolla, nel suo saggio, non se la prende solo con quella parte della Chiesa cattolica e con i movimenti no-gender che alimentano l’odio omo-transfobico e vorrebbero la sottomissione della donna all'uomo, ma anche con quei “gay perbenisti” che, imborghesiti e ansiosi di farsi integrare, fanno di tutto per rassicurare i detrattori della comunità GLBT, sposando alcune argomentazioni francamente insostenibili.

Sia nella prima parte, sia nella seconda, il saggista è implacabile nello svelare le reali motivazioni dei no-gender e nel riportare al lettore quali siano, invece, le reali intenzioni di quanti si dedicano con serietà agli studi di genere.

Gli anti-gender, in realtà, sottolinea Accolla, vogliono mantenere viva nella società la componente eteronormativa e sessista, a tutto vantaggio del maschio bianco eterosessuale e cattolico. 
Per far ciò, i no-gender ribadiscono a ogni pie’ sospinto che la “vera” famiglia è quella formata da papà, mamma-sottomessa-a-papà e prole “educastrata” da mamma&papà (Mieli docet); e attaccano di continuo la comunità GLBT rea di chiedere per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender gli stessi diritti di cui godono le persone eterosessuali.

Gli accademici (e, ovviamente, le accademiche) che, invece, con serietà, si dedicano agli studi di genere, lo fanno con l’intento di svelare i meccanismi con i quali l’eterosessismo si è imposto nella società a danno delle donne e delle persone GLBT, ma anche, in una certa misura, a danno di quei maschi che non possono essere uomini, perché devono essere maschi-maschili e, quindi, lontani, ad esempio, da ogni manifestazione di tenerezza o fragilità.

Ciò che, quindi, separa i gender studies dalle posizioni retrive dei no-gender è una diversa visione della società: «una di tipo laico-progressista <ossia quella di chi si dedica agli studi di genere> e l’altra <quella dei no-gender> di natura religioso-conservatrice.» 

Un libro, quello di Accolla, da leggere per rendersi pienamente conto di quanto siano pericolose (ancorché ridicole) le posizioni passatiste dei no-gender e per scoprire (oh meraviglia!) che, sicuramente, gli studi di genere non faranno di tuo figlio un gay, ma, probabilmente, un uomo migliore.

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