I queer londinesi nella Storia


Queer city di Peter Ackroyd edito in Italia da SEM ricostruisce la storia dei queer a Londra dal periodo celtico e pre-romano fino ai giorni nostri.
L’autore usa volutamente una “parola ombrello” come queer per indicare omosessuali, lesbiche, bisessuali, travestiti d’ambo i sessi e transgender in quanto, come ben dimostra nel suo saggio, la sessualità, per secoli, è stata non solo “fluida”, ma anche di difficile definizione, anche in ragione del fatto che, per lungo tempo, gli atti sessuali non avevano valore identitario. In altre parole, si andava a letto con persone del proprio stesso sesso, senza per questo percepirsi come omosessuali o lesbiche.

La lettura del saggio è decisamente interessante, istruttiva e piacevole, grazie alle note capacità divulgative dell’autore che, da molti, è ritenuto uno dei più importanti scrittori inglesi viventi.
Il lettore può, senza alcuna difficoltà, immergersi nella vita quotidiana di una capitale europea importante come è sempre stata Londra e - accompagnato dall’autore - vagare da un quartiere all’altro, scoprendo angoli bui, case equivoche, teatri, giardini pubblici, orinatoi e locali nei quali le persone queer si sono, nel corso dei secoli, dati appuntamento.
Luoghi che, per diversi secoli, non è stato per nulla prudente, da parte delle persone queer, frequentare: se scoperti a compiere atti indecorosi, infatti, tali persone rischiavano grosso: dall’arresto alla pena capitale, passando dalle frustate e dalla gogna.
Ciò in ragione del fatto che, dal VI secolo dopo Cristo in poi, l’omosessualità a Londra fu considerata reato, divenendo, dal XVI secolo, peccato capitale. 
La pena capitale fu sostituita dai lavori forzati solo a partire dal 1861 e solo dal 1967 gli atti omosessuali tra adulti consenzienti agiti in privato non furono più considerati un crimine.

Il libro racconta molti episodi “curiosi” che hanno, nel corso dei secoli, coinvolto persone di ogni genere, classe sociale, età e che sono rimasti negli annali o perché diventati casi giudiziari o perché raccontati dalla stampa periodica o in libelli scandalistici.
Episodi che dimostrano come le persone queer, nonostante le persecuzioni cui sono state sottoposte, abbiano sempre trovato il modo di esistere e resistere, passando da posizioni di retroguardia a vere e proprie esibizioni camp.